La Tacomepai è una fattoria Tailandese totalmente organica al nord di Chang Mai, i cui proprietari lavorano per salvaguardare l’ambiente senza sfruttare il territorio. La famiglia Yon, con a capo il fantastico Sandot, anni fa ha deciso di raggruppare e accogliere volontari, residenti locali, ospiti, amici e viaggiatori con lo scopo di preservare l’ecosistema locale e le tradizioni contadine, offrendo così la possibilità di crescere individualmente con le preziose lezioni che il contatto con la natura offre.
La fattoria in sé è stupenda e ti basta un giorno per ritrovare tutto ciò di cui la vita di città ti ha privato. Si dorme in capannine di bambù in mezzo al verde, dove il profumo del fieno e il canto delle cicale ti accompagnano dolcemente nel mondo dei sogni. Si cucina solo con il fuoco, si mangia e si beve in piatti e bicchieri di bambù e dopo cena si canta a squarciagola davanti al falò. Ognuno è libero di fare ciò che vuole e le attività sono talmente tante che ce ne sono per tutti i gusti. Ti piace il lavoro duro? Vai nella foresta a raccogliere bambù e piantare papaya, mango e ananas. Il lavoro femminile per eccellenza? Setacciare il riso e selezionare i germogli di soia. Sei un appassionato di cucina? Davanti al fuoco una persona volenterosa è sempre la benvenuta e le bocche da sfamare non mancano. Questi sono solo piccoli esempi e vi assicuro che qui è difficile rimanere con le mani in mano. Oggi la fattoria è così ben organizzata che oltre altre classiche attività, Sandot organizza veri e propri corsi come il “Tacomepai Permaculture Design Course” e il “Creating with Bambu”.
Personalmente, amavo occuparmi della cucina, cucinare con il fuoco usando i mestoli di bambù e imparare a usare le spezie Thai. I piatti si lavavano con la cenere delle braci visto che plastica, composti chimici e detersivi vari sono strettamente banditi. Durante il mio soggiorno, pigra com’ero, cercavo di evitare tutte le attività proposte e spendevo le mie giornate a selezionare semi di soia e a raccogliere fiori di campo. Nessuno mi ha mai fatto sentire in colpa o mi ha mai messo sotto pressione per partecipare all’operosità del gruppo. Tutt’altro, Sandot mi faceva notare che giorno dopo giorno, anche il mio lavoro sedentario era utile e faceva sempre comodo avere qualcuno alla fattoria mentre il gruppo era nei campi.
Queste sono le storie che noi viaggiatori di tutto il mondo amiamo, storie di persone coraggiose che decidono di cambiare radicalmente il corso delle loro vite abbandonando città, amici e parenti per trasferirsi dove il fato li trasporta e dove il cuore batte all’impazzata. In questi racconti di vita l’amore è sempre quell’ingrediente che porta a scelte così radicali: l’amore per una persona, l’amore per una spiaggia, l’amore per i sapori e i colori di un paese lontano.
Questa è la storia di Eliana Uboldi una ragazza milanese che si è trasferita in una delle più belle isole Tailandesi, Koh Lipe (definita anche la perla delle Andamane) e ha avuto la brillante idea di aprire una gelateria. Lekka Lipe si trova all’inizio della Walking Street, a 50mt dalla Pattaya Beach ed è frequentata sia dai turisti sia dalla gente del posto. Con 75 gusti del migliore gelato artigianale italiano, prodotto interamente senza conservanti o coloranti, gli affari vanno alla grande e lasciare l’isola senza assaggiare il miglior gelato della Thailandia sarebbe davvero un peccato. Ecco come Eliana ci racconta la sua avventura con una breve intervista:
Com’è iniziata la tua avventura in Thailandia e perché proprio una gelateria?
Fino a cinque anni fa ero una venditrice di moda a Milano, poi durante una vacanza in Thai mi sono accorta di non avere tutta quella nostalgia del mio mondo. Senza premeditazione ho annullando il biglietto di ritorno e ho iniziato a viaggiare in lungo e in largo per l’Asia, dalla Cambogia al Myanmar, da Singapore al Nepal. Un bel giorno sono sbarcata casualmente qui a Koh Lipe. Da subito ho avuto la sensazione di aver finalmente trovato qualcosa che non sapevo stessi cercando, realizzando il vero significato del perdersi per ritrovarsi. Dopo aver instaurato rapporti con diversi locali e grazie alla nuova centrale elettrica che consente la produzione di corrente costante, l’idea del gelato mi è venuta abbastanza naturalmente sotto i 35C°.
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Railay beach, (anche se il nome ufficiale è Rai Leh) è una nota destinazione turistica sulla costa del mare delle Andamane in Thailandia, inizialmente appannaggio dei free-climbers, che qui, tra rocce a strapiombo sulle acque turchesi, trovano una sorta di splendida palestra naturale, oggi è frequentata anche dai meno avventurosi amanti del mare e della tintarella.
Ad essere precisi la spiaggia più bella è quella di Railay west, quella occidentale, una lunga striscia di fine sabbia bianca, e non quella di Railay east, stretta tra mangrovie e fondali rocciosi, ma buona per un aperitivo o una cena thailandese. E alla fine della penisola, Phra Nang, la spiaggia della grotta, forse la più bella, ma così piccola, che fa presto a diventare affollata.
Railay beach (west, east e cave beach) in effetti è una piccola e stretta penisola, tagliata fuori dal continente da delle spettacolari scogliere, che si tuffano nel mare, così amate dai climbers. Tagliate fuori significa, che qui ci si arriva solo via mare, con uno dei tanti battelli privati che partono da Krabi (30 minuti di barca) o da Ao Nang (10 minuti).
La west beach di Railay è abbastanza lunga d non dare problemi di affollamento come la più piccola Cave beach; se volete entrare in acqua,meglio rimanere nella parte settentrionale della spiaggia, soprattutto se non siete particolarmente amanti dei fondali rocciosi, che si trovano nella parte più meridionale della west beach. Da non perdere il tramonto sul mare, magari con un aperitivo del Coco’s bar, l’unico bar sul lato occidentale della penisola.
Foto Lauretta Reeves, florianpusch, defaulterror, Wikigod, kallerna, René Ehrhardt.
Ci son cose che, fortunatamente, resistono alla globalizzazione, come il modo di utilizzare le posate o come farsi versare del vino, o come dare una stretta di mano (o l’equivalente locale) in giro per il mondo.
Molti, ad esempio, sanno che le “bacchette” giapponesi non vanno assolutamente conficcate verticalmente nel riso, cosa che si fa normalmente nei riti funebri. Ma scommetto che in pochi sanno che in Thailandia la forchetta va utilizzata diversamente…
Eh si, perchè in qualsiasi posto andrete (dal ristorante al carretto in strada) vi serviranno il cibo e il classico, rassicurante, tris forchetta, cucchiaio e coltello. Occhio però, perchè, se si tratta di riso o similari, la forchetta andrà usata solo per accompagnare il cibo sul cucchiaio, che sarà l’unica posata che dovremo usare per portare il cibo alla bocca. Certo, sgarrare sarà meno grave di imitare un rito funebre giapponese seduti al tavolo, ma meglio saperlo per non fare la figura del turista-che-ignora-le-tradizioni, non vi pare?
Foto | oksidor
Tra le spiagge più belle del mondo, è di dovere citare quelle toccate dal mare delle Andamane e soprattutto le Andaman Islands al sud della Thailandia. Tra le tante isole ce n’è una di cui è impossibile non innamorarsi e che consiglio caldamente di visitare il prima possibile, prima che il turismo di massa e tutto ciò che comporta la rovinino per sempre. Sto parlando di Koh Lipe, una piccola isola che fa parte del National Marine Park di Tarutao e che si trova vicinissima alle coste Malesi. L’isola non ha nulla da invidiare alle mete più in voga degli ultimi anni: il mare è cristallino e caldissimo, gli abitanti dell’isola sono riservati e amichevoli e il cibo e la frutta saranno la cosa che rimpiangerete più di tutto. Insomma, preparatevi al paradiso terrestre!
L’isola offre tre spiagge principali, Sunset beach, Sunrise beach e la Pattaya beach e in ognuna delle quali è possibile soggiornare in semplici capannine di legno a buon prezzo o in bungalow con tanto di aria condizionata. Io consiglio sempre le capannine: d’altro canto qui non vi serve nient’altro che un’amaca e un buon libro.
Se amate la tranquillità, scegliete la Sunset beach, dove potrete spendere le giornate oziando cullati dalle onde e accecati dal riverbero del sole sulla spiaggia di un bianco immacolato. Vi assicuro che vi riuscirà veramente difficile allontanarvi dal mare e andrete ad aggiungervi a tutti quei corpi che galleggiano sulla riva: difatti, il “morto a galla” sembra essere una delle attività più in voga di Koh Lipe.
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Arriva l’estate e in molti andranno al cinema all’aperto per assistere alla magia della settima arte sotto al cielo e alle stelle.
Ma in Thailandia, e più preciamente a Yao Noi, ci si è spinti ancora più oltre con un vero e proprio cinema galleggiante. Ideato e progettato dall’architetto Ole Scheeren. Tutta la struttura, tra schermo cinematografico e posti per gli spettatori, ha preso il nome di Archipelago Cinema. Il pubblico è sospeso sull’acqua e assistono alla pellicola trasmessa sullo schermo in un’esperienza sicuramente unica.
L’esperimento è durato quattro giorni e ha attirato curiosi da tutto il mondo, interessati alle discussioni, ai forum e ai film trasmessi durante questo particolare festival. Sono stati utilizzati tutti materiali riciclati e gli oggetti spesi per questo cinema sull’acqua sono stati poi consegnati nuovamente agli abitanti del luogo al termine dei quattro giorni.
Non avete voglia di staccare un po’ da tutto e da tutti? Il lavoro vi stressa? Vorreste stare almeno un’ora lontano da tutto e da tutti? Ecco una proposta (in qualche modo un po’ esagerata, eh…) che però rientrebbe perfettamente al caso vostro: pranzare a cinque metri di altezza.
Tutto questo avviene nel resort di Soneva Kiri, in Thailandia, dove c’è un ristorante letteralmente “per aria”. Tavoli sistemati sugli alberi, rigorosamente per poche persone ciascuno, con cameriere che vi raggiungono per ordinare e per portarvi le consumazioni. Per tutto il resto del tempo, siete solamente voi, da soli, o chi volete avere come compagnia.
Dev’essere sicuramente un’esperienza originale ma decisamente sconsigliata a chi soffre di vertigini (e mangiarci pure, a quell’altezza, dev’essere proprio una passeggiata…). Godetevi le foto!
Ecco cosa la maggior parte dei turisti si perde in Thailandia: il mercato di Chatuchak a Bangkok.
Ogni weekend vengono installati otto mila padiglioni su una superficie pari a 1,13 km2 e più di 200 mila visitatori camminano tra le bancherelle finché esausti, crollano in uno dei tanti ristoranti. Se adorate i mercatini delle pulci e non ve ne perdete uno nella vostra città o siete stufi dei soliti souvenir e volete mettere in valigia qualcosa di particolare e mai visto, bene… mettetevi scarpe comode, munitevi di uno zaino vuoto per lo shopping e riempite il portafoglio: l’esperienza sarà epica!
Data l’enormità del mercato, è molto semplice perdere il senso dell’orientamento e ritrovarsi a percorrere lo stesso tragitto più e più volte. Per questa ragione, ai tanti ingressi dovreste essere in grado di trovare una mappa tascabile che vi aiuterà a barcamenarvi tra le infinite bancarelle, mentre se vi piace l’avventura fidatevi del vostro istinto, vi assicuro che non ve ne pentirete! A dire il vero esiste un sistema che permette di navigare all’interno del mercato ed è utile soprattutto per i “novizi”: troverete una via principale che circonda il mercato intero e da questa, partono i “vicoli” numerati (Soi1, Soi2, Soi3, ecc.) che portano alle varie sezioni (27 in tutto). Ovviamente ogni sezione contiene merce di ogni genere che può essere ritrovata in sezioni differenti (ad esempio le scarpe possono essere vendute nella Soi2 come nella Soi10 o nella Soi15), ma perlomeno questo sistema permette di non perdere il senso dell’orientamento o di ritrovare una bancherella interessante.
Le prime notizie su di un’idilliaca isola thailandese, Ko Lipe, quasi al confine con la Malaysia, nel mare delle Andamane, hanno cominciato a girare all’interno della comunità dei viaggiatori internazionali solo 20 anni fa. A differenza del resto delle isole del Tarutao National Park, lo sviluppo turistico della piccola isola è stato guidato dagli indigeni Chao Lay (letteralmente “gente del mare”), che mantengono dei diritti ancestrali sull’isola.
Dai primi piccoli resort, si è passati ai villaggi che ogni anno spuntano come funghi sull’isola, mantenendo però una varietà di offerta, che la rende accessibile a tutte le tasche. Così oggi la piccola Ko Lipe, in alta stagione, fa il pieno di viaggiatori provenienti da tutto il mondo (la presenza di un variegato turismo internazionale, ha reso possibile lo sviluppo di una vasta offerta culinaria), alla ricerca spiagge sabbiose, acque cristalline dove fare lo snorkeling, escursioni naturalistiche, anche nelle isole vicine, in un’atmosfera easy, rilassata e vivace.
Ko Lipe ha tre spiagge principali, ognuna con la sua atmosfera particolare. Pattaya Beach, a sud-ovest, di finissima sabbia bianca, è popolare tra i più giovani, grazie alla sua atmosfera vivace. Con più di una dozzina di bar, molti dei quali sono raggruppati vicino all’ingresso di Walking Street, Pattaya Beach è il posto ideale per la vita notturna. A est si trova Sunrise Beach, la più lunga distesa di sabbia su Lipe. Durante l’alta stagione è ventosa, e il mare si increspa, ma all’alba conserva ancora un’atmosfera perfetta per le fotografie. Il Sunset Beach, molto più piccola, si trova a 10 minuti a piedi riva nord-ovest dell’isola.
Foto grolli77, Syeefa Jay, rakugo, Argenberg.

Phuket in Thailandia; Veratour sbarca in Thalandia a Phuket, dove apre uno dei due nuovi villaggi (l’altro si trova Val Camonica), gustoso anticipo degli altri 5 villaggi che il tour operator andrà ad aprire nel 2012, rafforzando così la propria presenza sul mercato italiano.
Veraclub Ranyataviil nome del nuovo resort, da cui si può accedere direttamente alla spiaggia di Pilai (siamo ad appena 10 chilometri da Phuket), potendo contare della vista sulle splendide Isole Similan, citate qualche tempo fa da hotel Club, tra le 10 isole da sogno da visitare almeno una volta nella vita.
Il villaggio (qui su Facebook) dispone di 36 camere Deluxe di quasi 50 mq, ospitate in palazzine a tre piani, posizionate ai due lati del rigoglioso giardino tropicale, tutte con patio o terrazzo. Disponibili inoltre 6 ville, alloggiate in costruzioni al piano terra, ognuna delle quali ospita due unità abitative, con ampio patio, 8 Grand Villa affacciate sulla piscina con patio privato, 2 Pavillon Suite (125 mq) ospitate in una casa tipica Thai a due piani, con patio privato. Dal 23 febbraio a partire da 1.360 euro.