
L’Europa ha aggiornato la black list relativa agli aerei e compagnie che non possono solcare i propri cieli, inserendovi un po’ a sorpresa, gli Airbus A-320 e i Boeing B-727 e B-747 della Iran Air, che operano circa il 75% del traffico europeo della compagnia. La decisione è giunta in seguito ad una missione in Persia di un team di esperti dell’Easa (European Aviation Safety Agency), concordata per verificare il rispetto degli standard di sicurezza da parte della compagnia aerea iraniana.
I risultati non sono quelli che ci si aspettava, ma comunque il bando pronunciato dall’Easa non è mai definitivo; basta mettersi in regola con le norme europee. L’aggiornamento ha colpito anche la Blue Wing Airlines, una compagnia aerea del Suriname, in seguito ad una serie di incidenti che hanno coinvolto gli aerei della compagnia e delle gravi carenze riscontrate nel corso delle ispezioni a terra effettuate sui suoi aerei.
Foto | Deanster1983.

Sicuramente, visto il lento ma inesorabile approssimarsi del nuovo anno, vi starete già chiedendo dove andare in vacanza nel 2010 per scoprire nuove mete o rivalutare quelle a cui avete dedicato poca attenzione in passato. Lonely Planet, la celebre casa editrice specializzata in cose di viaggio, vi viene incontro, proponendovi una tempesitva classifica dei 10 paesi al top per il 2010.
La lista si apre con El Salvador, inquieto Stato centroamericano che però offrirebbe agli avventurosi aree protette e parchi assolutamente da non perdere. Si piazza seconda la Germania, che dal 1990 non ha smesso di reinventarsi e di “creare” nuove attrazioni, in modo particolare ad Amburgo e Berlino. Medaglia di bronzo alla Grecia, forte di isole stupende, abitanti sereni, rovine millenarie e spiagge tutte da scoprire. Malaysia, Marocco e Nepal occupano le 3 posizioni seguenti, seguite da Nuova Zelanda, Portogallo e Suriname, il più piccolo paese del Sud America, luogo di convivenza pacifica tra molte culture differenti che gravitano intorno alla capitale Paramaribo.
Soltanto all’ultimo posto troviamo gli Stati Uniti, che mantengono comunque una certa attrattiva, sia per la novità rappresentata dal nuovo presidente Obama che per i classici siti storici, soprattutto a Washington (dove tra 20 giorni, il 3 dicembre, verrà acceso il National Christmas Tree).
Foto | Risaltla
E pensare che è da anni ormai che nel Suriname non si fa altro che parlare di conservazione della flora e della fauna delle sue foreste, ricche di bioiversità e che rappresentano uno dei beni naturali più importanti per l’economia della ex-colonia olandese (circa l’80% dell’intero territorio è foresta tropicale). Infatti il Suriname è ricoperto in gran parte da una vastissima percentuale di foresta pluviale, che nel corso degli anni, anche per evitare sciacallaggi di legname e di risorse minerarie (di cui la foresta surinamense è piena) si è provveduto a conservare attraverso l’istituzione di parchi naturali e riserve, anche se stando alle ultime stime la protezione dei quali non copre più del 4 % dell’intero territorio.
Quello che però non tutti tengono in considerazione è che il Suriname consta di ben 350 Km. di costa. E questo non è mare da poco, trattandosi di sua maestà l’Oceano Atlantico, ricco di fondali bellissimi e di specie marine molto rare. Pensare che ogni anno sulle spiagge si riversano migliaia di tartarughe marine, protagoniste di quella che da molti viene definita “la corsa alla vita”. America Latina la settimana scorsa aveva riportato la notizia secondo la quale il Suriname e la Guyana erano in controversia per la contesa di una zona di mare, al largo, molto importante e ricca di giacimenti di petrolio da potervi estrarre.
Premesso che poi la controversia si è risolta con la spartizione delle acque, rendendo così entrambi i paesi soddisfatti, non si è tenuto di precisare quanto in realtà questo mare di tutto aveva bisogno tranne che di piattaforme petrolifere. Se queste sono le politiche atte alla conservazione ed a favorire il turismo incoming in Suriname, allora non ci stupiamo se poi ben il 66% di questo proviene dalla vecchia madre patria olandese e per il resto quasi nessuno lo conosce e molti fanno addirittura fatica a capire che si tratta di una nazione sud americana e non africana.
Questa foto è stata scattata da suripepa, lungo un fiume, da qualche parte in Suriname. Ora, la domanda è d’obbligo: dove diavolo sta il Suriname? Non in Africa, come pensano la maggioranza degli internauti a cui è stata fatta questa domanda su di un sito Web, ne tra il Vietnam e la Cambogia, seconda risposta per la stessa domanda. In effetti il Suriname si trova in Sud America, stretta tra la Guyana, la Guyana francese ed il Brasile a sud. Che lingua si parla in Suriname? Spagnolo, portoghese, inglese? Nein, la lingua ufficiale è l’olandese (comunque l’inglese è molto parlato).
Tutto questo per dire che non si sa molto a livello turistico di questo paese (per esempio la religione maggiormente praticata è quella hindù), che LoneyPlanet descrive così:
Con una ronzante capitale, piena di architetture coloniali olandesi, e un territorio all’interno crivellato da fiumi, cascate e natura selvaggi, l’esotico Suriname è il sogno per i viaggiatori avventurosi.
Diversamente da altri paesi della regione viaggiare in Suriname, secondo quanto riportato dal sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Esteri, è relativamente sicuro, anche se poi trovare informazioni per viaggiare in questo paese non è proprio semplice. In rete ho però trovato l’offerta di un Tour Operator italiano, Tour2000, che propone un viaggio di 14 giorni tra la Guyana, Suriname e Guyana francese, che sembra molto interessante e potrebbe essere il modo migliore per approcciare questa regione.
Finisco con un appello: qualcuno dei nostri lettori ha avuto esperienze di viaggio in Suriname da poter condividere con noi su questo blog?