
Avete mai provato l’emozione di atterrare nel nuovo Aeroporto di Comiso, in Sicilia? Probabilmente no, visto che lo scalo civile siciliano - situato a poca distanza da Ragusa - non ha mai visto planare altri velivoli oltre a quello della presidenza del Consiglio, nell’aprile 2007. Allora sembrava che quell’aeroporto, intitolato inizialmente e Pio La Torre e poi ribattezzato col nome di un generale morto nella guerra d’Etiopia, dovesse diventare lo scalo civile della Sicilia del sud, in competizione con Catania.
Ma quella competizione non è mai iniziata, dato che per beghe economico / burocratiche (non si sa chi dovrebbe pagare i controllori di volo) lo scalo di Comiso non è mai entrato in funzione: in fondo è costato soltanto 36 milioni di euro, una bazzecola.
Guardando i video promozionali e gli spot del ministro Brambilla per rilanciare il turismo viene da pensare a questi pregevoli casi di utilizzo virtuoso del denaro pubblico… Quanti turisti si potevano portare in Sicilia con 36 milioni di euro?
Via | Repubblica
L’Isola di Lampedusa si è trovata, involontariamente, ad essere l’approdo di migliaia di profughi e immigrati. Ai problemi umanitari e sociali di questa situazione se ne aggiungono ora degli altri, legati al crollo della presenza turistica. Un impatto negativo delle immagini di sbarchi e centri di detenzione provenienti dall’isola era prevedibile, ma dopo le rassicurazioni e le promesse del Governo nazionale c’era comunque da verificare l’efficacia degli - eventuali - provvedimenti di sostegno alla presenza turistica. Al momento, stando a quanto riporta La Stampa, le presenze e le prenotazioni sono calate dell’80%, con disdette che arrivano quotidianamente.
Con il timbro «fatto» ci sono solo gli spot: più di cento passaggi televisivi, secondo il ministro Brambilla. Ma i fondali da sogno, il fascino di un’isola di bellezza estrema non sono stati sufficienti a vincere la diffidenza di coppie e famiglie, convinte di trovare qui un assedio di immigrati…. E se gli alberghi arrancano, gli affittacamere in nero (un comparto pari a quello regolare, duemila posti letto o giù di lì), tremano ancora di più. «Qui - racconta Mauro Seminara, palermitano trasferito da tre anni - ci sono centinaia di famiglie che campano tutto l’anno con l’affitto di tre stanzette ai turisti e un lavoro da cameriere in un hotel. Saltato l’uno e l’altro, non resta che la fame».
I provvedimenti governativi promessi qualche mese fa, più o meno prima delle elezioni amministrative, non hanno prodotto nulla di concreto: niente casinò, niente campo da golf, nessuna moratoria sui debiti o sgravi fiscali. Non si sono visti neppure l’abbattimento sui costi del carburante per i pescatori e la candidatura dell’isola al Nobel della pace. Stando alle promesse del ministro al turismo, Michela Brambilla, per Lampedusa questa doveva essere la migliore stagione turistica degli ultimi anni. Ma l’estate appena iniziata per Lampedusa sembra già terminata.

Il fermo dei voli destinati al traffico civile è costato un bel -11,27% nel mese di marzo all’aeroporto di Trapani, primo dato negativo, per uno scalo che altrimenti dal 2006 ha solo visto dati positivi.
L’aeroporto sta però tornando alla normalità, grazie al graduale ripristino dei voli giornalieri concordati tra le autorità militari e l’ENAC.
E così, giorno dopo giorno, civili e militari si siedono intorno al tavolo, e contrattano i voli che possono atterrare in aeroporto, con effetti curiosi. Infatti l’ENAC è riuscita a strappare 1 volo in più nei giorni feriali, e 2 voli in più durante il fine settimana, quasi che durante il week-end, diminuissero esigenze operative legate alle attività in Libia; mah.
Foto | ChrisO.

L’aeroporto di Trapani si avvia ad una graduale riapertura, è quanto reso noto dall’Enac ieri che, con un comunicato a mezzo stampa, ha annunciato che da oggi l’aeroporto militare di Trapani sarà parzialmente riaperto al traffico civile, a seguito della stabilizzazione dell’assetto militare necessario per le operazioni in Libia.
Al momento i comandi militari, nell’ottica di contemperare le esigenze militari con quelle civili, hanno dato il via libera a 18 atterraggi e 18 decolli al giorno, che saranno sfruttati in via preferenziale per assicurare i voli per Pantelleria.
La definizione puntuale del piano dei voli, quindi quali altre destinazioni saranno ripristinate, è comunque responsabilità del gestore dello scalo trapanese, la Airgest, che sul suo sito ha comunicato che saranno necessarie almeno 48 ore (due giorni) per la definizione ed il ripristino del piano dei voli parziale.
p.s. Prima o poi dovremmo parlare di come è gestito il sito dellENAC, la cui pagina delle news è aggiornata al 24 agosto 2010…

L’Enac ha comunicato che l’aeroporto di Trapani è stato chiuso al traffico civile dalla sera del 20 marzo, senza aggiungere le motivazioni e la data prevista per la riapertura. Il fatto è che l’aeroporto, anche se aperto al traffico civile, resta comunque una struttura militare che come tale dipende dal Ministero della Difesa, che in questo frangente l’ha destinata alle operazioni belliche in Libia.
Il sito dell’aeroporto non è molto esaustivo in quanto a notizie, ne intuitivo, visto che per arrivare alla notizia della chiusura dalla prima pagina occorre arrivare a quella delle partenze o degli arrivi. Sappiamo però che, almeno fino al 28 marzo, è stato predisposto un collegamento bus tra l’aeroporto trapanese e quello di Palermo, a pagamento.
Sappiamo anche che Ryanair e Meridiana hanno spostato tutti i propri voli sull’aeroporto di Palermo, mentre AirOne ha cancellato il volo Bergamo-Olbia, riproteggendo i clienti sul volo per Palermo.
Cambiano però le date, perchè se Ryan per ora prevede lo spostamento fino al 28 marzo, Meridiana arriva al 31 marzo e AirOne fino al 13 aprile. La verità è che nessuno conosce la data di ripresa dei voli civili a Trapani, con grande preoccupazione dei lavoratori aeroportuali.

L’aeroporto londinese scelto da easyJet per collegare la capitale a Catania, è quello di Gatwick, a 20 chilometri dalla città con cui è ben collegata.
Si inizia il 26 giugno con tre voli settimanali, di lunedì con partenza alle 16:25, il mercoledì con partenze alle 20:55, e il sabato con partenze alle 17:55.
I biglietti sono già in vendita con prezzi che partono da 34 euro a tratta.
Foto | Xelcise.

Il tour operator Viaggi Birrico propone un weekend romantico in Sicilia a 79 Euro a persona; l’offerta è valida solo fino al 31 maggio 2011 per minimo 4 persone. Il pacchetto comprende un soggiorno di 3 giorni e 2 notti al bed&breakfast 3 stelle a pochi metri dal mare Villa Eben-Ezer.
Compresi nel prezzo anche colazione e trasferimento da Catania ad Avola e ritorno in bus Granturismo. Avola è nota oltre che per il vino Nero d’Avola e per la lavorazione artigianale delle mandorle; nei dintorni si possono visitare Modica, Marzamemi, i laghetti di Avola Antica, Scicli (il Tour di Montalbano) , Siracusa, Ragusa, Noto e l’Etna.
Viaggi Birrico propone anche degustazioni, escursioni turistiche, servizio taxi, noleggio pullman, escursioni in barca, noleggio bici e organizza viaggi per singoli e comitive.
Foto | Flickr

Buone notizie per quei vacanzieri che possono programmare le vacanze con largo anticipo. La Società Navigazione Alta Velocità, la SNAV, ha ufficialmente aperto le prenotazioni 2011 per i propri collegamenti con le due isole maggiori. Buona notizia, perchè i primi più fortunati così hanno la possibilità di accedere alle tariffe migliori.
Si parte con due tratte, la Napoli-Palermo e la Civitavecchia-Olbia, offerte a tariffe estremamente vantaggiose; per esempio con il TuttoIncluso si può sbarcare a Palermo con 35 euro, auto o moto compresa, 20 euro se si preferisce sbarcare ad Olbia (in entrambi i casi si tratta di un passaggio ponte). Ovviamente si tratte di offerte soggette a disponibilità limitata.
Sul sito della SNAV sono presenti tante altre offerte, anche per la Croazia o le isole Pontine, dedicate alle famiglie, ai camperisti, ai motociclisti, cumulabili anche dai possessori della card Easylife. Insomma se le prossime vacanze le passerete in Sicilia o in Sardegna, vale la pena scorre le pagine dell’offerta.
Foto | ezioman.

Chi lo ha detto che per godersi un po’ di sana atmosfera natalizia bisogna per forza spostarsi verso nord, verso i freddi lidi di Alsazia e Baviera? Ci sono mete più tiepide e vicine, come ad esempio la Sicilia. Ad Erice, poco più di 10 chilometri da Trapani, numerosi espositori proporranno tipici addobbi e tante idee regalo, dando vita ad un mercatino di Natale in salsa siciliana.
Dal 4 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011 Piazzale Funivia ad Erice - Casa Santa, il centro storico e il Castello di Venere di Erice, ospiteranno la manifestazione pensata per gli appassionati dello shopping, in una atmosfera resa suggestiva da una magica illuminazione, eventi enogastronomici, culturali e musicali.
Si potrà quindi passeggiare tra i numerosi stand, approfittando del mite clima locale e fermarsi ad assaporare un bicchiere di passito ed una genovese a Erice Vetta. Come ben sapete Trapani è uno degli scali della Ryanair, che collega la città con Cuneo, Cagliari, Perugia, Bologna, Ancona, Bergamo, Pisa…
Aggiornamento: dopo il commento di Eurotrip ho approfondito la questione clima. Leggo che ad Erice (750 metri di altezza) il clima è tipicamente mediterraneo, ma, in considerazione dell’altitudine, è particolarmente freddo in inverno, quando non è insolito che la città e l’intera cima del monte siano avvolti in un fitto strato di nebbia. Quindi un maglione portatevelo…
Foto | Flickr

Giusto ieri nominavamo Venere per la riapertura del Tempio di Roma. Oggi invece ne parliamo per un evento meno lieto. La storia che racconta La Stampa è un classico caso di gestione italiana (anzi, all’italiana) delle risorse storiche e culturali. Pare infatti che la preziosa statua dell’Afrodite di Morgantina, del V secolo avanti Cristo, non troverà una casa quando tornerà in Italia, dopo una lunga disputa tra il nostro ministero della cultura e il Getty Museum di Malibu.
Cosa è accaduto? Semplicemente il museo che avrebbe dovuto accogliere questo straordinario pezzo di storia ad Aidone non è pronto e neppure i finanziamenti necessari per adeguarlo. Pomposi comitati paritetici, riunioni su riunioni, ma non un parcheggio nuovo, non l’asfalto di una strada, non un sito Internet (né Comune né museo navigano ancora nel mare virtuale), niente che spieghi alla comunità internazionale che cosa sta per succedere qui, nel buco del buco del Paese Italia… «In questi anni si sono succedute decine di incontri con le autorità regionali, la prefettura, la soprintendenza - dice il sindaco - ma non si è giunti ad alcuna decisione concreta. Adesso siamo qui, ce la dobbiamo sbrigare al meglio». E quindi, ecco stanziati 35 mila euro per allestire in fretta e furia la sala del museo..
Tanto per intendersi questo paese, Aidone, si trova a 10 chilometri dai mosaici della Villa del Casale, altro esempio di valorizzazione assai discutibile del patrimonio di questa terra.
Foto | Flickr