
Quest’estate avete deciso di vistare la Scozia, attratti dalla bellezza dei suoi paesaggi, dalla bontà del suo scotch o, perchè no, dalla bellezza dei suoi castelli?
Se è così, non mancate di visitare, ovunque vi troviate, qualcuno degli oltre 300 siti di Historic Scotland aperti al pubblico. Molti di essi si possono visitare gratuitamente e in qualsiasi periodo. Tra questi ce ne sono alcuni dall’atmosfera suggestiva, come il cerchio di monoliti Ring of Brodgar nelle isole Orcadi.
Se poi si ha proprio il pallino dei siti storici, è degno di nota segnalare che è possibile acquistare uno Historic Scotland Explorer Pass e risparmiare sul prezzo del biglietto di ingresso a 75 siti storici, tra i quali il castello di Edimburgo, quello di Stirling e quello di Urquhart. Costa a partire da £22 per un adulto e deve essere usato per 3 giorni entro un periodo di 5 giorni. Esiste anche un pass per 7 giorni da usare entro un periodo di 14 giorni, e un pass per 10 giorni da usare entro un periodo di 30 giorni.
Pensando di andare a visitare un maniero le cui origina risalgono addirittura a prima del XIII secolo forse si rimarrà sorpresi dall’aspetto attuale del Castello di Kelburn, in Scozia.
L’edificio principale è stato infatti completamente coperto di colorati graffiti, che lo rendono molto moderno e attuale, anche se ricordano probabilmente le decorazioni dei sotterranei di una metropolitana piuttosto che una antica residenza nobiliare. Tutto è nato nel 2007, quando i proprietari, la cui famiglia possiede il castello dal 1500, si trovarono a dover rifare la facciata: allora, essendo piuttosto aperti di vedute, chiamarono un gruppo di artisti brasiliani abili con la bomboletta.
L’esterno del castello non rimarrà sempre così, dato che non appena verranno racimolati fondi a sufficienza si procederà con un restauro che riporterà la residenza Kelburn ad un aspetto più usuale. La tenuta è aperta da Pasqua al 2 novembre e l’accesso permette anche di visitare la foresta segreta.
Foto | Flickr

The Italian Chapel. Sembra il titolo di un film americano. E invece si tratta di tutt’altro. Dispersa nell’estremo nord del territorio scozzese, in un isolotto disabitato delle Orkney, la cappella italiana a cui si allude è una vera e propria chiesa, costruita dai nostri connazionali che si trovavano, durante la Seconda Guerra Mondiale, ad essere prigionieri di guerra nel War Camp 60, di cui la chiesa è l’unica vestigia sopravvissuta.
Creata a partire da due capanne Nissen nel 1943, usando materiale di riutilizzo proveniente da due navi affondate nei paraggi, la cappella è la magnifica testimonianza della maestria artistica di Domenico Chiocchetti e dei suoi compagni di prigionia, al lavoro sulle isole scozzesi per la costruzione delle Churchill Barriers, sbarramenti costruiti durante la seconda guerra mondiale sulle Orcadi allo scopo di impedire le incursioni dei sottomarini nemici nella baia di Scapa Flow all’interno della quale si trovava una base della Royal Navy. L’interno sbalzato fu coperto con cartongesso e l’altare e le balaustre furono costruite con il calcestruzzo recuperito dalla costruzione delle Barriers. Chiocchetti, originario di Moena, rimase addirittura sull’isola per completare la cappella anche dopo il rilascio dei propri compagni, poco prima della fine della guerra.
Il lavoro degli italiani è stato talmente apprezzato che la chiesa, una volta decisane la preservazione al termine della guerra, è stata più volta restaurata, ad opera di una commissione appositamente dedicata ad essa. Oggi è un’attrazione turistica che accoglie oltre 100.000 visitatori ogni anno, e rappresenta uno dei più conosciuti e commoventi simboli di riconciliazione presenti in Gran Bretagna. Se volete vederla anche voi, e magari assistere ad una messa celebrata al suo interno, è aperta tutte le prime domeniche dei mesi estivi, con funzione alle 3 del pomeriggio.
Foto | Wikipedia

Interessante la notizia, quella appena pubblicata dai nostri cugini di mobileblog, che tratta del possibile utilizzo dei telefoni cellulari per fini turistici. Teatro della sperimentazione, la Scozia, in particolare la città di Glasgow.
La città, infatti, la più popolosa ed importante economicamente della Scozia, nonchè la terza più grande del Regno Unito, dopo Londra e Birmingham, ha annunciato un nuovo servizio, per ora solo in prova, che consente di effettuare veri e propri tour guidati attraverso l’impiego di codici QR e telefonini. In sostanza, è possibile scaricare sui propri device delle vere e proprie guide in formato PDF. Come? semplicemente scattando una foto con il proprio cellulare al codice che di volta in volta sarà posizionato vicino alle opere a cui si è interessati.
Il servizio è fornito in collaborazione con 3GVision, uno dei principali produttori mondiali di software per la gestione di codici QR. Personalmente, la ritengo un’iniziativa interessante, visto il basso costo che comporta e l’indubbia utilità, dal momento che consente di attingere a maggiori informazioni solo per quel che interessa, senza alcuna necessità di portarsi dietro malloppi di libri, guide, o mappe. Anche alcune città italiane, come Torino, lo stanno adottando, con ottimi progetti. Che ne pensate?
Via | GoMoNews

Sconosciuta alla maggior parte dei viaggiatori non britannici, ma non per questo meno interessante, la Pennine Way è un sentiero inglese, che si snoda per circa 430 chilomentri da Edale, nel Derbyshire sino a Kirk Yetholm, negli Scottish Borders in Scozia.
Soprannominato anche “La spina dorsale d’Inghilterra” per la sua forma, il sentiero, istituito negli anni Sessanta ad imitazione di simili percorsi esistenti negli Stati Uniti, sebbene non sia il più lungo esistente nel Regno Unito, è sicuramente uno dei più impegnativi, e costeggia, per tutto il proprio percorso, i Monti Pennini, da cui prende il proprio nome.
Per chi volesse maggiori informazioni sul percorso, davvero ricchissimo di vedute rurali e scorci spettacolari, sono disponibili ben due siti internet. Uno è quello ufficiale, mentre l’altro è quello della Pennine Way Association.
Foto | Wikipedia

Non tutti vanno matti per l’atmosfera e il clima natalizio: taluni anzi detestano abeti, neve finta, puntali, muschio, lucine e pacchetti. A coloro che rischiano lo stress depressivo da Natale Lonely Planet propone 5 luoghi, 5 mete da scegliere per evitare il Natale, festeggiando felici e contenti un bel periodo di vacanza al caldo, o al freddo, in Europa, Africa o Oceania.
In cima alla lista figura il Marocco, il luogo più vicino e interessante dove non si festeggia il 25 dicembre: i villaggi berberi, le montagne e la città di Marrakesh vi faranno dimenticare qualsiasi festività. Al secondo posto troviamo un faro in Scozia, il Rua Reidh Lighthouse, un ostello situato su una remota penisola dove apprezzare la forza del mare e godere di una salutare solitudine, senza file, ingorghi e orari da rispettare. Un bel camino, molti libri e una natura affascinante (oltre ad un buon compagno/a di viaggio) basteranno a farvi trascorrere un bel periodo non festivo.
San Pietroburgo, in Russia, è un altro luogo da scegliere per evitare Santa Claus, dato che lì si chiama Nonno Ghiaccio e soprattutto si festeggia il 7 gennaio, in accordo col calendario ortodosso. Infine, se volete proprio evadere da tutto e da tutti, cambiando radicalmente latitudine e anche longitudine, ecco il New Ireland, in Papua Nuova Guinea: villaggi di pescatori e spiagge bianchissime da apprezzare con un occhio ai monsoni…
Ultima possibilità: trascorrere il giorno di Natale in aereo, viaggiando da un continente all’altro, sfruttando la penuria di prenotazioni per quella data e lasciando i festeggiamenti molte migliaia di metri sotto i vostri piedi.
Foto | Lonely Planet
L’idea di dormire in un ananas potrebbe risultare alquanto bizzarra. In effetti bisogna spiegare che il frutto esotico in questione da il nome ad una struttura ricettiva, The Pineapple appunto, che si trova a Dunmore, nella Scozia centrale.
Si tratta di un grande edificio in pietra, sormontato da una sorta di cupola che riproduce nei dettagli un ananas, costruito alla fine del ‘700. Lord Dunmore (che era un burlone) di ritorno da un lungo viaggio per mare volle dare una sua interpretazione dell’abitudine allora in uso di riportare a casa un ananas, facendo costruire la cupola a forma di frutto.
La casa è circondata da un grande parco circondato da un muro di recinzione ed aperto al pubblico. Sul retro dell’edificio c’è invece il giardino privato, riservato agli ospiti del resort: The Pineapple può ospitare fino a 4 persone. Qui potete verificare prezzi e disponibilità mentre qui trovate alcune immagini della stravagante costruzione.
Foto | wikimedia commons

Dal 16 ottobre al 1 novembre torna Enchanted Forest, il più prestigioso spettacolo scozzese di luci e suoni che si svolge nella foresta di Faskally presso Pitlochry. L’evento di quest’anno nella foresta incantata si baserà e illustrerà miti e le leggende scozzesi.
Si potrebbe approfittare dell’evento per ammirare l’autunno scozzese. Famoso per i suoi magnifici colori e per i tramonti spettacolari, l’autunno scozzese è infatti un periodo bellissimo per fare passeggiate nei numerosi parchi nazionali e nelle foreste della Scozia, dove è possibile osservare le vivide sfumature che caratterizzano la natura.
Il modo ideale per immergersi nella meravigliosa atmosfera del paesaggio scozzese è alloggiare in uno dei famosi castelli che lo caratterizzano. Una lista completa di dimore caratteristiche è sul sito.
Foto | Flickr
Grazie ad una segnalazione di Michelangelo veniamo a conoscenza di un concorso di Visitscotland.com che mette in palio, in base ad una semplice estrazione, due city break di tre giorni per due persone a Glasgow ed Edimburgo.
Per la precisione, i due viaggi in palio includono voli a/r con Easyjet da Milano Malpensa e pernottamento in hotel ( Hotel Du Vin Devonshire Gardens per Glasgow e Hotel Du Vin Edimburgh per… beh avete capito). Si parte per Glasgow il prossimo 28 novembre e per Edimburgo il giorno successivo.
Per partecipare basta collegarsi al sito del concorso e compilare un semplice form con i dati anagrafici. Avete tempo fino al 29 ottobre!
Foto | Flickr

Interessante questa iniziativa del governo scozzese che, per tutto il mese di settembre, consentirà l’accesso a palazzi, monumenti e luoghi di notevole rilevanza artistica e culturale, ma che, per i più svariati motivi, non sono normalmente aperti al pubblico.
L’iniziativa, chiamata Doors Open Days, ha avuto inizio nel 1990 e tutti gli anni riscuote sempre più successo, al punto che ormai copre praticamente tutto o quasi il territorio scozzese, con più di 900 edifici aperti ai visitatori. Ogni edificio ospiterà anche eventi e sarà seguito personalmente da vari volontari (l’anno scorso sono stati più di 4.000), impegnati a raccontarne la storia e a fornire i più elementari servizi turistici.
Dalle Shetland ai Lothians, la scelta per che edificio visitare e che programma di eventi scegliere non mancherà di certo… ;)