
E’ già operativo dallo scorso sabato il nuovo collegamento Pisa - Mosca della Wind Jet, mentre per il Pisa - San Pietroburgo basterà aspettare fino al prossimo sabato, 29 maggio. Sono queste le due nuove proposte della compagnia low cost di proprietà del presidente del Calcio Catania , Antonino Pulvirenti.
Per Mosca, dove si sbarca alle 14:50 ora locale, si parte dal Galileo Galilei di Pisa alle 9:40, mentre da Mosca la partenza è fissata per le ore 15:50, con arrivo in Toscana alle ore 17. Il secondo volo destinazione Russia (ma primo per orario di partenza) è programmato per le 13:15, con arrivo a San Pietroburgo alle re 18:35, da dove si riparte alle 19:25 per atterrare in Toscana alle 20:45 di sabato. Si vola con degli Airbus 320 da 180 posti.
Foto | jurvetson.

So che non è da me lasciarmi andare alle smancerie, ma credo davvero che passare la notte sotto, o meglio, ‘attraverso’ i ponti di San Pietroburgo sia una delle esperienze più romantiche e delle emozioni più incredibili che questa città mi abbia regalato.
Già, perché di notte, uno dopo l’altro, i ponti si sollevano e separano le loro due metà, per far passare i cargo merci che dal mare arrivano in città e viceversa. E non sono l’unico ad essere conquistato da questo spettacolo: non è inusuale, infatti, vedere coppiette locali che passeggiano abbracciate sul lungoneva, strette ad ammirare un rituale che si ripete in silenzio ogni notte.
Certo, le troverete quando la stagione lo permette (cioè praticamente mai, ad agosto pioveva e si moriva di freddo), complice anche il suggestivo fenomeno delle notti bianche, grazie al quale, soprattutto dall’11 giugno al 2 agosto, la Grande città del Nord viene illuminata da sotto l’orizzonte per molte ore.
Foto | Roberta Barbi
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Non mi aspettavo davvero, giungendo a San Pietroburgo, di trovare una città così elegante, europea, cosmopolita e trendy. Il tempo sempre cupo contrasta con i colori accesi dei suoi edifici, che la fanno somigliare a un’immensa quinta teatrale. E poi, come nella storia ha assunto tanti nomi (Leningrado, Pietrogrado, Pietroburgo, addirittura il familiare Piter), così nel mondo è conosciuta con tanti soprannomi: Venezia del Nord, Città dell’acqua, dei ponti, delle cupole…
L’eleganza, in fondo, non doveva stupire, se si pensa che l’intera città è opera di architetti italiani che l’hanno creata a tavolino nel Settecento: Domenico Trezzini prima, Bartolomeo Carlo Rastrelli poi, e Antonio Rinaldi, Giacomo Trombara, Giacomo Quarenghi fino a Carlo Rossi, che l’hanno resa un trionfo del Classicismo e del Liberty. Spero di non aver dimenticato nessuno.
In effetti quello che colpisce subito è la grandiosità e la scenograficità dei palazzi: senza scomodare il Palazzo d’Inverno, di cui parlerò alla fine, voglio citare il Palazzo di Marmo, che sorge su un’ansa del fiume Neva e che era dedicato a Caterina La Grande.
Foto | Roberta Barbi
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Volti fieri, capaci di sfidare spavaldi il rigore invernale e di avere la meglio. Maschere di rughe profonde, solchi nella carne che s’intersecano con venuzze rosse quasi fossero strade segnate per indicare al sangue il cammino. E poi mani nodose, forti di lavoro e screpolate di vento e di neve, nasi larghi e schiacciati, capelli sottili come fili d’arpa, barbe appena accennate, sopraccigli arcuati, occhi furbi, sfuggenti, orgogliosi, a volte ostinati tanto da apparire invidiosi, altre volte un velo canzonatori, ma mai indifferenti.
Il vero spettacolo della Transiberiana è al di qua del finestrino, appollaiati in due nel posto cuccetta che si usa per dormire anche di giorno, perché non valgono più il sole o le stelle a scandire il tempo e orientare le giornate, quando si passano 14 giorni su un treno che dalla metropoli di Mosca faticosamente punta verso Oriente.
E allora bisogna organizzarsi: da sotto i giacigli spuntano borsoni con pagnotte di segale, pomodori, buste di frutta, involti di formaggio, cartoni di succo di pomodoro e thermos di té, caffé, brodo di verdure e di pollo. Odore di cipolla ovunque. All’ora dei pasti si apparecchia, anche: via i pesanti copritavolo delle Ferrovie russe in dotazione, compaiono piatti, sacchetti, cestini, tazze di plastica con battute incomprensibili per chi non legge il cirillico e bicchieri di latta che sembrano aver fatto la guerra tanto sono vecchi, un po’ come le lampade di ferro che da noi non si trovano più nemmeno nelle cascine abbandonate, o come le coperte polverose, a scacchi grigi e marroni, che tutti ti raccomandano di usare.
Foto | Flickr e Roberta Barbi
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Scoprire la Karelia nel cuore dell’inverno, tra gli scenari selvaggi e affascinanti che da San Pietroburgo portano alle isole del lago Onega, il più grande d’Europa: la bellissima isola di Kizhi, con la cattedrale dalle grandi cupole di legno e gli antichi villaggi nascosti dalla natura lungo le rive di questo immenso lago.
Il tutto a bordo di una motoslitta… È il tour proposto da Metamondo, della durata di 6 giorni (5 notti), partecipando al quale, partendo da San Pietroburgo, si percorrono circa 260 chilometri attraverso l’affascinante e selvaggia regione della Karelia.
Una delle tappe più belle è sicuramente quella dell’isola di Kizhi, patrimonio dell’umanità Unesco per la sua eccezionale architettura in legno, tra cui spicca la Chiesa della trasfigurazione, tenuta insieme senza l’utilizzo di chiodi o altri metalli, ma solo con giunture in legno.
Si viaggia in gruppo (da 6 a 12 persone) e il prezzo è di 1.400 euro a testa, che comprende i voli di linea a/r dall’Italia, i trasferimenti, il viaggio in treno per/dalla Karelia, l’utilizzo di una motoslitte di tipo “Polaris Widetrak” (incluso carburante), l’equipaggiamento (indumenti , elmetto di sicurezza, stivali, guanti), il trattamento di pensione completa (escluso pranzo del secondo e sesto giorno), pernottamento in hotel 3 o 4 stelle a San Pietroburgo e in guesthouse (camera doppia) durante l’itinerario, sauna, visita guidata del museo di Kizhi, guide parlanti inglese o francese e assicurazione per l’itinerario in motoslitta.
Foto - Flickr

Non tutti vanno matti per l’atmosfera e il clima natalizio: taluni anzi detestano abeti, neve finta, puntali, muschio, lucine e pacchetti. A coloro che rischiano lo stress depressivo da Natale Lonely Planet propone 5 luoghi, 5 mete da scegliere per evitare il Natale, festeggiando felici e contenti un bel periodo di vacanza al caldo, o al freddo, in Europa, Africa o Oceania.
In cima alla lista figura il Marocco, il luogo più vicino e interessante dove non si festeggia il 25 dicembre: i villaggi berberi, le montagne e la città di Marrakesh vi faranno dimenticare qualsiasi festività. Al secondo posto troviamo un faro in Scozia, il Rua Reidh Lighthouse, un ostello situato su una remota penisola dove apprezzare la forza del mare e godere di una salutare solitudine, senza file, ingorghi e orari da rispettare. Un bel camino, molti libri e una natura affascinante (oltre ad un buon compagno/a di viaggio) basteranno a farvi trascorrere un bel periodo non festivo.
San Pietroburgo, in Russia, è un altro luogo da scegliere per evitare Santa Claus, dato che lì si chiama Nonno Ghiaccio e soprattutto si festeggia il 7 gennaio, in accordo col calendario ortodosso. Infine, se volete proprio evadere da tutto e da tutti, cambiando radicalmente latitudine e anche longitudine, ecco il New Ireland, in Papua Nuova Guinea: villaggi di pescatori e spiagge bianchissime da apprezzare con un occhio ai monsoni…
Ultima possibilità: trascorrere il giorno di Natale in aereo, viaggiando da un continente all’altro, sfruttando la penuria di prenotazioni per quella data e lasciando i festeggiamenti molte migliaia di metri sotto i vostri piedi.
Foto | Lonely Planet

Perché non approfittare del periodo delle notti bianche per organizzare un viaggio nella bellissima San Pietroburgo? Fra fine maggio e inizio luglio, infatti, si verifica quel periodo dell’anno, noto col nome di notti bianche, durante il quale nella Russia del nord e in particolare nella zona di San Pietroburgo il sole tramonta dopo le 22. L’apoteosi si raggiunge il 21 giugno, quando il giorno dura quasi 18 ore, dalle 4:30 alle 22.
Il fenomeno delle notti bianche è dovuto alla particolare posizione geografica della città, situata sulla linea ideale del 60° parallelo nord. In questo periodo il sole scende al di sotto dell’orizzonte per non più di 9°, non facendo tuttavia mai mancare la sua luce crepuscolare.
Qui trovate informazioni turistiche e offerte sulla città.
Foto | Flickr

Sapete cosa hanno in comune San Diego, Copenaghen, Qatar, Cracovia, San Pietroburgo, Parigi, Antartide, Berlino, Londra, Perth, Istanbul, Città del Messico, Boston, Singapore, L’Avana, Buenos Aires, Auckland, Rio de Janeiro, Taipei, Mumbai, Sydney, Miami, Dublino, San Francisco, Hong Kong e Cape Town? Sono tutte le città di cui potete trovare una breve video guida all’interno di Lonely Planet Tv.
Il canale video della casa editrice celebre per le sue guide turistiche vi propone di scopri il mondo con gli autori Lonely Planet attraverso 180 secondi di emozione pura. Se siete in cerca di suggestioni per scegliere la prossima meta dei vostri vagabondaggi turistici, potete lasciarvi conquistare dalle rapide schede curate dagli autori per poi, magari, approfondire e pianificare il viaggio nella ampia sezione delle fotografie oppure acquistando una guida tradizionale (anche di altri editori, s’intende!).

Di questa fotografia mi piacciono i contrasti. Il grigio del cielo e i blu e celesti degli edifici; il sacro della Cattedrale ed il profano della pubblicità della Pepsi; la storia della grande Russia e di San Pietroburgo e quella dell’occidente made in the U.S.A.; la prospettiva frontale della chiesa e quella laterale del canale e degli edifici che vi si affacciano. E i fili, tesi sopra l’acqua, ottimo riferimento per un puzzle.
Contrariamente a quanto si possa credere, la chiesa della Resurrezione di Cristo (questo è il nome ufficiale, anche se è anche nota come la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato) non è una cattedrale ma un museo, il museo statale “Cattedrale di Sant’Isacco”, dedicato all’arte del mosaico. La Cattedrale, costruita nel luogo dove in un attentato morì lo zar Alessandro II, è considerata una delle più belle della città. Foto | _neona_. Da Wikipedia:
Mentre lo zar passava lungo l’alzaia, un anarchico lanciò una granata che esplose uccidendo il suo sosia. Il sovrano, quindi, stordito ma incolume, scese per discutere con l’assalitore, facilitando l’opera di un complice (defunto nell’esplosione) che fece detonare un altro ordigno. Questa seconda bomba ferì mortalmente Alessandro, che venne riportato al Palazzo d’Inverno, dove spirò poche ore dopo

Quando, nell’estete del 2007, vennero comunicati i risultati del web-sondaggio che doveva individuare le Nuove sette meraviglie del mondo, moltissimi russi rimasero delusi nel constatare che nessuno dei monumenti e delle attrazioni della loro immensa terra aveva ottenuto un piazzamento nella top 7 del pianeta.
La risposta russa a questo risultato sgradito è stato il lancio di una nuova consultazione, sempre via internet, intitolata Le sette meraviglie di Russia, in modo da essere certi che stavolta nessun luogo straniero potesse oscurare le ricchezze storiche e paesaggistiche della grande nazione. Tourist review ha pubblicato i risultati del sondaggio e la classifica di quella che, secondo circa 26 milioni di russi, sono le principali bellezze del proprio paese.
Al primo posto c’è il Lago Baikal, il più profondo, il più largo e il più vecchio lago del mondo, patrimonio dell’Unesco dal 1996. Lo segue la Valle dei 90 geysers nella penisola di Kamchatka, seconda al mondo per attività e raggiungibile solo in elicottero. Al terzo e quarto posto il monte Elbrus e le 7 Colonne di roccia di Komi. E poi la Reggia di Petergof, la Versailles del nord e la Cattedrale moscovita di San Basilio. Chiude la classifica, e non poteva certo mancare un richiamo nazionalista, l’enorme statua intitolata La patria chiama, costruita a Stalingrado per ricordare la grande battaglia contro i nazisti che vi si svolse durante la II guerra mondiale.
Foto | Nice logo