
Il Tucano, il tour operator con sede a Torino, ha presentato alla stampa specializzata tutta una serie di novità, che aumenteranno l’offerta del T.O. nel sud est asiatico e in America del sud, a partire dal prossimo autunno. Con l’occasione è stato pubblicato il nuovo catalogo gli Speciali del Tucano, disponibile anche sul web.
E a scorrere la lista degli Speciali, oltre trenta proposte, non c’è che l’imbarazzo della scelta, per quanti sono alla ricerca di qualcosa di nuovo. Così, random, tanto per giocare con il mappamondo, trovo la Carelia e le isole Solovetsky ed il Kamchatka in Russia, una crociera dall’Australia all’Antartide, le Carovane del bambù in Bangladesh, Timbuctù nel Mali (ma alla fine anche il più tradizionale Parco dello Yellowstone negli USA).
E sempre per dare un’idea, il viaggio in Kamchatka (nella foto la costa lungo il mare di Okhotsk), la penisola all’estremo est della Russia, guidato da Marco un geologo con la passione per la progettazione di itinerari naturalistici, ha tra le sue attrazioni la Valle dei Geyser, l’incontro con il popolo degli Even, ed il contatto con la natura selvaggia di questo estremo angolo del mondo. Dal 16 settembre al 1° ottobre con prezzi che partono da € 4.390.
Foto | Nasa.
Chi tra i viaggiatori non ha mai sognato di avventurarsi sulla Transiberiana, la strada ferrata più lunga del mondo, che porta da Mosca fino al Mar del Giappone?
Certo è un’impresa non da poco, non fosse altro per la pazienza necessaria ad affrontare 6 giorni di viaggio in treno. Proprio per questo trovo sia una buona idea segnalarvi questa guida, in inglese, con tantissimi suggerimenti su come preparare il viaggio: come e dove comprare i biglietti, dove fermarsi per strada, e alcuni avvertimenti tanto banali quanto importanti. Uno per tutti? Bhe, sappiate che i cartelloni ferroviari, da quelle parti, sono esclusivamente in cirillico!
La parte più importante della guida è sicuramente quella in cui ci viene consigliato come dividere l’itinerario, facendo diventare un’epico viaggio di sei giorni qualcosa di più facile, con tappe da “sole” 24 ore circa. Se poi volete un assaggio del panorama, date un’occhiata al video di Google con tutto (!) il percorso filmato.
Via | Budgettravel
Foto | Boccaccio1

Rinascita è il leit-motiv delle giornate intorno alla Pasqua ortodossa russa, che cade in una data diversa rispetto a quella cattolica. Già da giorni, infatti, soprattutto nelle campagne, c’è profumo di primavera: i giovani vanno nei boschi per spogliare le betulle con le quali le ragazze intrecceranno corone da indossare per la festa, mentre gli allevatori liberano le bestie dai recinti e le conducono al pascolo battendole con ramoscelli d’ulivo dopo averle fatte benedire.
Nelle campagne, inoltre, si brucia all’aperto il fieno vecchio e altre cose che sono rimaste sotto la neve tutto l’inverno. Una volta si usava anche confezionare con il fieno un pupazzo che simboleggiava la morte, che veniva poi dato alle fiamme per sottolineare la vittoria della vita sulla morte, e gettato nel fiume, un po’ come si faceva nell’Antica Roma.
La sera del Sabato Santo ci si ritrova in chiesa per la solenne celebrazione: la più bella e imponente si celebra nella cittadina russa di Sagorsk, dove risiede il Pope. Ovunque, però, ci sono processioni e il momento culminante della messa è quello in cui il celebrante toglie il sudario al sepolcro di Gesù ed esclama: “Cristo è risorto!” e la folla risponde: “È veramente risorto!”.
Continua a leggere: Paese che vai, Pasqua che trovi: in Russia è Христос воскрес

L’esploratore polare Artur Chilingarov ha rivelato in un’intervista che dal prossimo aprile la stazione russa di ricerca Barneo, situata a soli 150 Km dal Polo Nord, potrebbe aprire le sue porte ai visitatori che arrivano da queste parti con i percorsi turistici.
La stazione di ricerca, attiva da ormai 10 anni, sarà “convertita” in stazione turistica. Chilingarov, che è l’inviato russo del programma di cooperazione internazionale in Artide e Antartide, intese come terre di dialogo, prevede che con ogni probabilità la stazione aprirà ai turisti il 1 aprile 2011 e rimarrà aperta per circa un mese e mezzo.
Foto | Flickr

Per non ingrassare troppo durante le Feste, si potrebbe ‘prevenire’ il problema seguendo il rito del digiuno del Natale ortodosso che si celebra in Russia: si tratta di un periodo in cui si prega molto e si mangia di magro tutti i mercoledì e i venerdì.
Il Natale, per gli ortodossi, cade il 7 gennaio e venne quasi a coincidere con il Capodanno, dopo che Pietro il Grande nel 1700 fece pubblicare il suo uzak in cui stabiliva che l’anno non sarebbe più iniziato il primo settembre com’era stato fino ad allora, ma il primo gennaio.
Quando arriva la vigilia o Koliady, il digiuno è assoluto: si prepara la tavola cospargendola con del fieno per ricordare che Nostro Signore è nato in una mangiatoia e si copre con una tovaglia bianca, simbolo di purezza. Dopo di che, la portata principale è il socivo, una pappa di cereali, mandorle e semi di papavero.
Continua a leggere: Paese che vai, Natale che trovi: in Russia è С Рождеством

Sei passeggeri della Tatarstan Airlines sono stati costretti a stare 5 ore in piedi su di un volo della Tatarstan Airlines, è quanto riporta un servizio della ABCnews di Scott Mayerowitz. Il fattaccio, passeggeri accolti a bordo di un velivolo senza che potesse essere loro assegnato un posto a sedere, è avvenuto la scorsa settimana su di un volo che riportava a casa, Ekaterinburg, un gruppo di turisti Russi in partenza da Antalya, in Turchia.
Il volo, regolarmente programmato, era completamente prenotato da 148 passeggeri, quando all’ultimo momento il Boeing 737 è stato sostituito ad un altro velivolo capace di trasportare solo 142 passeggeri. A questo punto ai passeggeri è stata data la possibilità di scegliere(ed è questa la cosa incredibile) se salire comunque a bordo, sapendo di dover stare 5 ore in piedi, o aspettare 7 ore per prendere il volo successivo. I passeggeri hanno scelto di salire a bordo, quando si sono verificate turbolenze si sono seduti in corridoio, e adesso chiedono 4.700 dollari di risarcimento al vettore.
La compagnia, che in compensativa ha offerto ai 6 passeggeri 2.000 dollari , non ha negato l’accaduto, rifiutandosi però di fornire ulteriori dettagli. Ironizzando (anche se quando c’è di mezzo la sicurezza si tratta sempre di questioni molto serie) si potrebbe dire che la Tatarstan ha lanciato nuovi standard nel campo delle low cost, superando di molto l’ultima proposta della Ryanair.

So che non è da me lasciarmi andare alle smancerie, ma credo davvero che passare la notte sotto, o meglio, ‘attraverso’ i ponti di San Pietroburgo sia una delle esperienze più romantiche e delle emozioni più incredibili che questa città mi abbia regalato.
Già, perché di notte, uno dopo l’altro, i ponti si sollevano e separano le loro due metà, per far passare i cargo merci che dal mare arrivano in città e viceversa. E non sono l’unico ad essere conquistato da questo spettacolo: non è inusuale, infatti, vedere coppiette locali che passeggiano abbracciate sul lungoneva, strette ad ammirare un rituale che si ripete in silenzio ogni notte.
Certo, le troverete quando la stagione lo permette (cioè praticamente mai, ad agosto pioveva e si moriva di freddo), complice anche il suggestivo fenomeno delle notti bianche, grazie al quale, soprattutto dall’11 giugno al 2 agosto, la Grande città del Nord viene illuminata da sotto l’orizzonte per molte ore.
Foto | Roberta Barbi
Continua a leggere: San Pietroburgo con Terzani: com'è romantica la notte 'sotto i ponti'

Non mi aspettavo davvero, giungendo a San Pietroburgo, di trovare una città così elegante, europea, cosmopolita e trendy. Il tempo sempre cupo contrasta con i colori accesi dei suoi edifici, che la fanno somigliare a un’immensa quinta teatrale. E poi, come nella storia ha assunto tanti nomi (Leningrado, Pietrogrado, Pietroburgo, addirittura il familiare Piter), così nel mondo è conosciuta con tanti soprannomi: Venezia del Nord, Città dell’acqua, dei ponti, delle cupole…
L’eleganza, in fondo, non doveva stupire, se si pensa che l’intera città è opera di architetti italiani che l’hanno creata a tavolino nel Settecento: Domenico Trezzini prima, Bartolomeo Carlo Rastrelli poi, e Antonio Rinaldi, Giacomo Trombara, Giacomo Quarenghi fino a Carlo Rossi, che l’hanno resa un trionfo del Classicismo e del Liberty. Spero di non aver dimenticato nessuno.
In effetti quello che colpisce subito è la grandiosità e la scenograficità dei palazzi: senza scomodare il Palazzo d’Inverno, di cui parlerò alla fine, voglio citare il Palazzo di Marmo, che sorge su un’ansa del fiume Neva e che era dedicato a Caterina La Grande.
Foto | Roberta Barbi
Continua a leggere: San Pietroburgo con Becky: a spasso nella città salotto e un giro all'Ermitage

Volti fieri, capaci di sfidare spavaldi il rigore invernale e di avere la meglio. Maschere di rughe profonde, solchi nella carne che s’intersecano con venuzze rosse quasi fossero strade segnate per indicare al sangue il cammino. E poi mani nodose, forti di lavoro e screpolate di vento e di neve, nasi larghi e schiacciati, capelli sottili come fili d’arpa, barbe appena accennate, sopraccigli arcuati, occhi furbi, sfuggenti, orgogliosi, a volte ostinati tanto da apparire invidiosi, altre volte un velo canzonatori, ma mai indifferenti.
Il vero spettacolo della Transiberiana è al di qua del finestrino, appollaiati in due nel posto cuccetta che si usa per dormire anche di giorno, perché non valgono più il sole o le stelle a scandire il tempo e orientare le giornate, quando si passano 14 giorni su un treno che dalla metropoli di Mosca faticosamente punta verso Oriente.
E allora bisogna organizzarsi: da sotto i giacigli spuntano borsoni con pagnotte di segale, pomodori, buste di frutta, involti di formaggio, cartoni di succo di pomodoro e thermos di té, caffé, brodo di verdure e di pollo. Odore di cipolla ovunque. All’ora dei pasti si apparecchia, anche: via i pesanti copritavolo delle Ferrovie russe in dotazione, compaiono piatti, sacchetti, cestini, tazze di plastica con battute incomprensibili per chi non legge il cirillico e bicchieri di latta che sembrano aver fatto la guerra tanto sono vecchi, un po’ come le lampade di ferro che da noi non si trovano più nemmeno nelle cascine abbandonate, o come le coperte polverose, a scacchi grigi e marroni, che tutti ti raccomandano di usare.
Foto | Flickr e Roberta Barbi
Continua a leggere: San Pietroburgo con Chatwin: in treno da Mosca, un assaggio di transiberiana

Quando è stato coniato il termine ‘underground’ riferito all’arte, non credo proprio si pensasse letteralmente, alla metropolitana, ma quella di Mosca è certamente la più bella del mondo, oltre a essere una delle più grandi. Inoltre è il modo migliore per girare la città e non lo dico solo io che, come sapete, amo i mezzi di trasporto ‘altenativi’, ma i fatti: i treni si rincorrono uno ogni 90 secondi alla velocità media di oltre 40 km all’ora.
Oltre 11 linee circolari e radiali, centinaia di stazioni una diversa dall’altra che ripercorrono la storia e le mode in fatto di arte di questo grande Paese, tanto che da quella di Sportivnaja è accessibile il Museo della storia della metropolitana, che offre un’esaustiva panoramica sulla ferrovia sotterranea.
Il primo tratto fu solennemente inaugurato nel 1935 e collega ancora oggi Sokol’niki con Komsomol’skaja, che fu presentata all’Esposizione universale di Bruxelles nel 52, in piena epoca staliniana. Questa stazione è un ottimo esempio del gigantismo russo, con mosaici che raffigurano vecchi condottieri e decorazioni per capitelli e soffitti che uniscono le falci e martello alle spighe di grano, simbolo del lavoro del popolo.
Foto | Roberta Barbi
Continua a leggere: Mosca con Terzani: su e giù sulla metropolitana... quasi un museo!