
In Finlandia la Pasqua intesa in senso cristiano non è molto sentita, dal momento che la popolazione è per l’86% evangelica, quindi la festa viene vissuta solo nella sua interpretazione legata al ritorno della primavera. Non deve stupire, però, che questa sia festeggiata ad aprile, nonostante l’equinozio sia il 21 marzo, una data in cui la Finlandia è ancora stretta nella morsa del gelo!
Già molto tempo prima, tuttavia, i bambini piantano i piccoli semi del loglio in vasetti che fanno germinare sui davanzali delle finestre, mentre i grandi addobbano le case con salici e rami di betulla. Altri fiori molto apprezzati, come tulipani e giunchiglie, vengono invece ‘riprodotti’ con carta velina e piume dipinte.
La Domenica delle Palme, comunque, in chiesa vengono benedetti i rami di pioppo che stanno mettendo le gemme, e nel corso della Settimana Santa i più piccoli scrivono i propri desideri in cartoncini ritagliati a forma di strega, si vestono come le vecchie fattucchiere (che tradizione vuole volino in cielo tra il Venerdì Santo e la Domenica di Resurrezione) e li distribuiscono ai loro amici in cambio di caramelle. La domenica di Pasqua, infine, la famiglia si ritrova a tavola dove viene servito il ‘Pasha’, uno sformato a base di formaggio, e il ‘Mammi’ che è un budino di segale.
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Riti pagani e streghe da tenere lontane in terra di Svezia si mischiano, a Pasqua, con il ricordo di Gesù risorto. Le case in questo periodo sono un tripudio di decorazioni anche un tantino kitsch, affollate come sono di polli, pulcini, ovetti colorati veri, di cartone o di porcellana, mentre di notte vengono fatti grandi falò in giardino contro gli spiriti cattivi che diventano più forti proprio in queste giornate.
La domenica delle Palme si entra nel vivo delle celebrazioni, con processioni di palme sventolanti, o, ancora meglio (visto che le palme in Svezia non crescono perché fa troppo freddo) di ‘gattici’ benedetti, ossia rami di salice o di pioppo gemmati e si fa festa con i fuochi d’artificio.
Durante la settimana Santa è credenza comune che le streghe volino intorno alla montagna di Blakulla dove nel Medioevo erano solite incontrare il diavolo. Così, per esorcizzare il maligno, i bambini, quasi fosse Halloween, vestiti con gli abiti dei grandi, enormi scialli e vecchie scope di saggina, e truccati come streghe, girano di casa in casa consegnando le loro letterine di Pasqua e disegni di fiori oppure offrendo caffè bollente in cambio di una monetina o di una caramella.
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Il giallo è il colore della Pasqua in Danimarca: tutto, infatti, in questa giornata, deve essere in tinta, dalla tovaglia della tavola familiare imbandita alle candele usate come decorazioni, fino alle uova di cioccolata e alle uova sode che si consumano a pranzo.
Dopo la Messa i danesi ritornano nelle loro case ornate con rami fioriti e dipinti e inizia la caccia al tesoro che impegnerà i bambini nella ricerca del coniglietto pasquale che è scappato… almeno fino al momento in cui suona la campanella del pranzo.
In Danimarca, inoltre, si usa regalare fiori per Pasqua, perché anche qui la tradizione cristiana si unisce a quella dell’arrivo della primavera: ed ecco, quindi, che ci si scambiano narcisi o fiori da bulbo… oltre, naturalmente, alle classiche uova di cioccolato.
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Anche in Olanda, come negli altri Paesi protestanti, alla Pasqua ci si prepara per tempo, decorando la casa e soprattutto i giardini, dove vengono piantati fiori gialli e dove gli alberi, dai rami che stanno mettendo foglie e gemme, vengono decorati con uova colorate di tutte le misure.
La domenica della festa anche sulla porta d’ingresso viene appesa una corona piena di fiori che indica il ritorno della primavera. In tavola tante prelibatezze, tra tutte segnaliamo il pane ripieno di frutta e ribes o il ‘Paasbrod’, che è un golosissimo dolce ricco di uva passa.
Infine, anche se in realtà è un ‘cerimoniale’ che si svolge la mattina al ritorno dalle celebrazioni, i bambini giocano alla caccia al tesoro per ricercare le uova sode dipinte che il dispettoso coniglietto pasquale ha nascosto e senza le quali è tassativamente proibito iniziare il pranzo.
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Un duplice aspetto, pagano e cristiano, caratterizza la festività di Pasqua in Germania, in cui si celebra sia la Resurrezione di Gesù che il ritorno della primavera perduta. Il termine Ostern, infatti, deriva proprio dal nome anglosassone della divinità della primavera: Eostre.
Alla ricorrenza ci si prepara ‘scientificamente’ abbellendo la casa e in particolare le finestre con disegni di ovetti e di coniglietti, mentre nei vasi si sistemano rami ornati di decorazioni fantasiose. I bambini, in particolare, si divertono a dipingere le uova sode e le ragazze si presentano ai loro corteggiatori con un uovo dipinto di rosso.
Dopo il Venerdì Santo in cui è consentito mangiare soltanto pesce, ecco che alla vigilia arriva il coniglio Osterhase a nascondere dolci e regalini che vengono trovati il giorno successivo al termine di una lunga caccia al tesoro. Il pranzo della domenica di Pasqua, poi, è rigorosamente a base di agnello e uova di cioccolato, ma anche tutte le altre pietanze che lo arricchiscono, come torte dolci e salate, devono avere la forma di un tenero agnellino.
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Non solo city break all’estero (a proposito, se siete in cerca di last second date un’occhiata al mio post) per gli italiani: secondo Opodo.it le destinazioni scelte dai viaggiatori sono davvero variegate, con alcune destinazioni, come l’Egitto o la Tunisia, fortemente penalizzate dalle crisi politiche internazionali, ed altre, come Santo Domingo, affermatisi come sorprese dell’anno.
Stando ai risultati forniti dal noto sito di prenotazioni online le mete internazionali più ambite - e più prenotate - per queste vacanze pasquali sono state proprio Santo Domingo, Dubai, Los Angeles e le Canarie, tutte, come avrete notato, destinazioni a medio e lungo raggio che vanno a sostituire i weekend toccata e fuga nelle capitali europee (per queste ultime le preferenze sono andate a Istanbul, Amsterdam e Madrid).
Moltissimi, poi, coloro che “migrano” dal nord al sud Italia, con destinazioni come Catania, Napoli, Palermo, Bari, Lamezia Terme e Brindisi molto richieste: c’è quindi un forte mercato anche per quanto riguarda i voli nazionali.
Via | Masterviaggi
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Che ci crediate o meno è ancora possibile trovare buone offerte di volo per Pasqua, ecco tre esempi…
Barcellona: si parte da Roma Ciampino con Ryanair (partenza venerdì 22, ritorno martedì 26) a 148 euro;
Brno: ancora Ryanair, questa volta da Bergamo Orio al Serio, con partenza venerdì e ritorno lunedì a 123 €;
Londra: indovinate un pò? Ryanair, da Pisa, a 139 €, con partenza venerdì alle 22:15 e ritorno martedì 26 alle 06:30.
I prezzi sono aggiornati nel momento in cui vi scrivo (11:45) e sono estremamente… variabili, ma questo è il bello dei last second no?
Foto | Bo47

I ‘cugini’ anglicani sentono molto il significato religioso della Pasqua, tanto che le loro celebrazioni del Triduo pasquale sono molto partecipate. Tutto ha inizio il giovedì Santo con la ‘coena domini’ che è tradizionalmente dedicata agli anziani e ai poveri. I primi vengono aiutati dai più giovani per la lavanda dei piedi, ai secondi, al termine della celebrazione nell’abbazia di Westminster, a Londra, la regina regala borse piene di denaro offerte su vassoi d’argento.
Il venerdì Santo, per tenere lontano il fuoco dell’inferno, si mangiano dei dolcetti speciali che si chiamano ‘hot cross buns’: una specie di panino caldo alla frutta, uvetta e cannella sulla cui superficie viene disegnata una croce di glassa. Narra la leggenda che questi dolcetti erano preparati da una vedova ogni anno quando il figlio, marinaio, tornava dai suoi lunghi viaggi. Un giorno, però, questi non tornò più, inghiottito dall’oceano, ma la donna continuò fino alla propria morte a preparare ogni anno i dolcetti aspettando il ritorno del figlio.
Oggi, nel sito dove sorgeva la casa della donna, c’è un pub che si chiama, appunto, ‘The widow’s son’ (il figlio della vedova ndr) che nella settimana di Pasqua vende tante varietà di questi dolci, ma che soprattutto conserva la collezione completa di circa 200 buns preparati ogni anno dalla signora e dai diversi proprietari del luogo che ne continuarono la tradizione dopo la sua morte. Pare addirittura che questa collezione sia stata messa in salvo come cimelio prezioso durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
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Singolare, ma le principali tradizioni che ancora oggi vengono seguite dalle famiglie spagnole in occasione della Pasqua traggono origine da Barcellona e in generale dalla Catalogna, sia per quanto riguarda l’aspetto rituale sia per quanto riguarda quello gastronomico, cioè cosa si porta in tavola.
Un momento fondamentale è proprio la domenica delle Palme, cioè oggi, in cui si ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme tra la folla osannante. Da tempo immemorabile questi rami vengono tagliati, intrecciati, conservati in luoghi bui e umidi e trattati con lo zolfo affinché mantengano il loro originale colore bianco. Questi vengono decorati da un rosario di zucchero e da dolci, vengono portati in chiesa dai bambini per essere benedetti e poi appesi alle porte delle case per tenere lontano gli spiriti maligni.
La domenica di Pasqua, invece, per la gioia di grandi e piccini, in tavola si porta una torta chiamata ‘Mona’ che viene regalato dal padrino al proprio figlioccio. È un dolce decorato con uova, piume e una piccola figura di cioccolato che rappresenta un personaggio caro ai più piccoli.
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Ed eccoci qui, puntuali come sempre per raccontarvi le tradizioni che accompagnano in molti Paesi del mondo le feste più importanti dell’anno. Da oggi e per una decina di giorni scarsi ‘toccherà’ alla Pasqua. Cominciamo con la Francia dove, essendo una Paese di cultura cattolica, le tradizioni legate alla Paques sono molto antiche e legate alla religione.
Dal venerdì Santo e fino alla domenica in cui si celebra la Resurrezione di Cristo, per rispetto al lutto per la morte di Gesù le campane delle chiese restano mute. Ai bimbi si racconta che queste sono volate via a Roma; così la domenica mattina i bambini francesi escono per strada con il naso all’insù per ammirare il ritorno delle campane.
Nel frattempo i loro genitori nascondono le uova di cioccolato in casa o in giardino e per trovarle si giocherà una bella caccia al tesoro per tutta la giornata! Nel ’700 l’uovo più grande e più bello di ogni famiglia veniva offerto al re che poi lo affidava ai maestri dell’oreficeria per farlo decorare e trasformarlo così in gioiello. Anticamente, infine, il simbolo della Pasqua in Francia era la pianta del sambuco.
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