L’area geografica Israele - Palestina non è forse uno dei primi luoghi che vi vengono in mente per una vacanza rilassante, anche a causa dei recenti fatti di guerra. Ma se avete in programma una visita alla città di Gerusalemme, sappiate che da oggi è in funzione - non ancora al 100% - una linea di metropolitana (anche se a vedere le immagini si tratta di un tram, che corre in superficie): un vero evento, dato che ritrovamenti archeologici e beghe politiche hanno rallentato i lavori fino a far dubitare della loro conclusione.
Dal Forum della Lonely scopriamo che la linea va da nord a sud, da Pisgat Ze’ev (uno dei territori palestinesi illegalmente occupati da Israele fin dalla guerra del 1967) a Mount Herzl, per un totale di 23 fermate che coprono 14 chilometri.
Qui trovate tutte le informazioni sul nuovo sistema di trasporto appena inaugurato: l’unico problema è che a quanto pare il sito è scritto solo in ebraico…
Per quale oscura e misteriosa ragione un hotel a 5 stelle rimane desolatamente vuoto per l’intero anno solare? Le ragioni possono essere le più varie, ma se l’albergo in questione si trova sulla Striscia di Gaza, la spiegazione è semplice…
Quest’area è una delle due componenti dello Stato di Palestina (almeno allo stato dei negoziati) ed a sua volta è sostanzialmente separata dall’altra - oltre che da Israele - anche da divisioni politiche che hanno portato quasi alla guerra civile. La qualità della vita si misura in termini di strade sterrate e carretti tirati da asini e l’afflusso turistico è praticamente inesistente.
In questo contesto le 222 camere dell’hotel a 5 stelle, pure con vista sul Mediterraneo, non vengono mai riempite ed anzi solo 80 di esse vengono tenute pronte e pulite. In agosto ci sono stati soltanto 10 ospiti anche se la Royal suite da 880 dollari a notte è frequentemente occupata, da coppie ricche in luna di miele o da funzionari delle organizzazioni internazionali.
Via | Ynetnews
Un Albero di Natale di 10 metri illumina da lunedì scorso la Piazza della Mangiatoia di Betlemme, in Palestina.
Con una cerimonia che ha dato ufficialmente il via alle celebrazioni natalizie, il 15 dicembre le autorità locali hanno acceso le centinaia di luci gialle e rosse dell’Albero della Pace.
In una singolare commistione, il lancio dei fuochi di artificio, il suono delle cornamuse e il canto del muezzin dal vicino minareto hanno accompagnato il discorso e gli auguri del sindaco della città ai circa 500 visitatori presenti.


Questa tortuosa e pericolossissima strada a due corsie collega le città di Ramallah, Gerico e Betlemme passando dietro a Gerusalemme, senza che chi la percorra debba entrare in città. Dai palestinesi è chiamata la “bypass road” proprio perché gira intorno a Gerusalemme.
Per i palestinesi che non hanno i documenti israeliani questa è l’unica strada percorribile per andare da una città sotto controllo palestinese ad un’altra. Per noi turisti invece il panorama è mozzafiato, passando anche in mezzo al cosiddetto deserto di Gerusalemme. I tornanti però sono pericolosissimi e nelle scarpate non è raro vedere carcasse di autobus o automobili precipitate.
Foto | Muhammad

Ci sono molti luoghi al mondo che meritano una visita e Gerusalemme, insieme ai Territori Palestinesi, è certamente uno di questi! E come in ogni luogo dove le turbolenze politiche rendono l’organizzazione del viaggio complessa, ci sono trucchi, seguendo l’esempio delle comunità di espatriati che vivono laggiù, che aiutano molto.
Uno dei luoghi maggiormente frequentato dalla comunità degli espatriati è il Jerusalem Hotel. Situato a pochi metri dalla porta di Damasco, è il luogo ideale dove dormire ed organizzare le proprie escursioni ai Territori. E’ proprio sorseggiando una birra nel patio del Jerusalem Hotel che si può cominciare a trovare risposte alla domanda “come faccio per visitare i Territori?”.
Questo hotel, che si definisce una “guest house”, offre informazioni personalizzate ed aggiornatissime ma anche gite organizzate, con pulmini e guide locali, nelle principali località dei Territori Occupati: Betlemme, Hebron, Nablus etc. E se non fosse possibile accedere per ragioni politiche, spesso capita che i Territori siano chiusi, ci si può sempre fermare per una cena e gustare vero cibo palestinese o intrattenimento (tipicamente il venerdì sera).
Foto | laValen

Il Cavallo di Jenin, costruito nel 2002 su invito del Goethe Institute Ramallah da Thomas Kilpper con lamiere di metallo prese da automobili e case distrutte dall’esercito israeliano. Il cavallo ha poi percorso 200 km nei territori occupati del West Bank. Foto da Virtual Palestine, aggiornamenti dal weblog Voices from Jenin.