Una sorta di ponte tibetano malfermo e malmesso, fatto con corde che hanno visto ben altri splendori e di tavole che gli elementi e le intemperie hanno indebolito oltre misura. Questo, cioè quello che vedete nel video qui sopra, è il meraviglioso ponte sospeso Hussaini e si trova sul lago Borit, in Pakistan.
L’instabile quanto malconcio ponte sospeso corre sopra uno specchio d’acqua dal colore orrendo, facendo tremare chiunque al solo pensiero di precipitare in quei grigi flutti, a cui montagne pietrose e innevate fanno da contorno.
Non ne ho la certezza assoluta, ma guardando il video quello di Hussaini dovrebbe meritarsi il titolo di ponte più pericoloso del mondo….

Siamo abituati a considerare, anche a buon diritto, le strade italiane come pericolose e spesso prive dei requisiti minimi di sicurezza. Però, a vedere questa galleria fotografica di Most Dangerous Roads, c’è da tirare un sospiro di sollievo: salvo il passo dello Stelvio non sono presenti strade italiane, anche se c’è da dire che la pericolosità di queste ultime dipende in larga parte dall’inciviltà alla guida dei nostri conterranei, più che dall’inadeguatezza delle infrastrutture.
Alcune hanno nomi inquietanti, ad esempio i Guoliang Tunnel sembra che in cinese significhi “La strada che non permette errori”. Efficace, direi. Nella raccolta comunque non sono presenti solo strade pericolose perché qualcuno, in posti isolatissimi, si è dimenticato di mettere il guard-rail, ma ci sono anche casi in zone ricche, come Norvegia o Svizzera, che però presentano obiettive problematiche dal punto di vista del dislivello e dell’ampiezza delle curve.
Se siete curiosi di approfondire l’argomento della pericolosità delle strade in Italia, sul sito dell’Aci è presente un’apposita sezione statistica dedicata agli incidenti e alla loro localizzazione, con tabelle divise per regione e comune.
Baba Steve al Lago Dal presso Srinagar, capitale estiva del Kashmir, famosa nel mondo per le case galleggianti (qui il sito turistico, qui la guida di Wikitravel). La zona è ancora sulle pagine dei giornali per la Kashmir War del 1971, che a circa 70 km da qui ha tutt’ora un ricordo nella città di Kargil, ora nel dipartimento di confine nominato Jammu e Kashmir.
Baba Steve ha un bel numero di set fotografici da quelle zone del mondo e molti sono bei ritratti di persone: dateci un’occhiata.
Vi avevamo già segnalato tempo fa i blog del fotografo belga Axel Derriks con le sue belle immagine del Burkina Faso e del Kashmir. Ora sono on-line anche i primi scatti del la sezione sull’Etiopia.
Le immagini risalgono allo scorso febbraio, vale una pena darci un’occhiata, mentre aspettiamo che l’autore posti altre foto!
Vorrei segnalarvi questi due blog del fotografo belga Axel Derriks che ritraggono volti, paesaggi e dettagli catturati nel Burkina Faso (rigorosamente in bianco e nero) e del Kashmir.
Il post più recente ci avvisa che il fotografo è al momento in Etiopia e tornerà il 18 febbraio con nuove immagini del paese africano. Lo aspettiamo.

Molto particolare questa storia che ho scovato ieri su Flickr: una serie di foto dal Pakistan, in riva al mare al tramonto. Vedetele una per una per una, oppure tutte insieme mescolate alle presentazioni per il prossimo Flickr Meeting dei fotografi di Karachi.

In mostra a Milano dall’11 al 29 Ottobre presso Forma-Centro Internazionale di Fotografia in Piazza Tito Lucrezio Caro 1, gli scatti di Giovanni Diffidenti “Pakistan, la scuola nel cielo” per sostenere un progetto del Cesvi in Pakistan.
Tutti i giorni dalle 11 alle 21, giovedì dalle 11 alle 23, chiuso il lunedì, ingresso gratuito.
“Attraverso le fotografie di Diffidenti la gente del luogo prende finalmente la parola e, senza altre mediazioni, disvela la propria storia. A fronte della dimenticanza della comunità internazionale e dei grandi media, che sembrano aver ormai archiviato questa emergenza umanitaria ancora in atto, nessuna denuncia può essere più forte ed efficace di questi volti. Le foto di Giovanni Diffidenti ci parlano di distruzione, lavoro, sgomento, ma anche di coraggio, incontro e solidarietà. Negli scatti, il dramma del sisma sembra essersi sublimato nella determinazione degli abitanti, decisi a ripartire, a continuare a vivere. In questo contesto, dunque, la ricostruzione assume il significato di rinascita.”
Acquistando il libro che raccoglie l’intero reportage fotografico, disponibile presso i punti vendita Media World, Saturn e il bookshop di Forma, si partecipa al finanziamento della ricostruzione di una scuola elementare. Il costo della pubblicazione, pari a 6,90 Euro, è interamente devoluto all’iniziativa.

Ho snidato su Blogspot Karakoram Highway, un travelogue fantastico del novembre 2005: due amici da Helsinki decidono, per motivi di tempo, di percorrere la Karakorum Highway tralasciando il progetto iniziale di raggiungere il Pakistan via Uzbekistan, Kyrgyzstan e Cina. La Strada del Karakorum è l’autostrada internazionale piu’ alta del mondo.
Nel blog illustrato con buone immagini si parte da Lahore e per visitare, post dopo post: Wagha sul confine tra India e Pakistan, Islamabad, le verdi vallate di Naran, Mansehra, il ponte di Raikot sulla Nanga Prabat (la montagna che uccide, dove si scontrano le placche tettoniche del continente indiano e asiatico), la magica valle di Fairy Meadow, la valle di HunzaLago Karakul con i nomadi Kirghisi del Pamir, la città di Kashgar centro musulmano di cultura Uygur sulla via della Seta e, per finire, il deserto di Taklaman.
Il link per una mappa satellitare sul web è questo di Flashearth.
Il 18 febbraio il Thar Express ha ripreso servizio tra Pakistan e India attraverso il deserto di Thar. Con l’iscrizione “Regina del Deserto - Ponte di Pace”, dopo 41 anni ha ripreso il servizio la locomotiva che unisce le città pachistane di Hyderabad, Mirpur Khas e Khokhrapar con Munabao in Rajasthan.
Come riporta l’agenzia Misna su Bali.it:
Si tratta del secondo collegamento ferroviario ripristinato dopo quello del 2004 attraverso il Punjab, mentre sono stati già riattivate tre linee di pullman transfrontaliere, incluso quello che attraversa la cosiddetta Linea di controllo, la frontiera de facto che dal 1947 divide in due la contesa regione del Kashmir.
Peperosso riporta le dichiarazioni d’amore per il Nord Est italiano di 2 di 15 grandi giornalisti di viaggio, intervistati dall’Observer la settimana scorsa. Ricapitolando:
Per la cronaca le altre destinazioni indicate sono: Khotan in China, Pongo de Mainique in Peru, Asbyrgi in Islanda, Nuova Delhi in India, l’isola di Mozambico, il vulcano di Waw an Namus in Libia, la valle di Hunza in Pakistan, il deserto di Black Rock in Nevada, la Turchia, il fiume Franklin in Tasmania, Bamiyan in Afghanistan, la penisola di Valdes in Patagonia, Argentina.