
Cercate un posto lontano dai flussi del turismo di massa e volete un metodo ’scientifico’ per trovarlo? Se è così date un’occhiata alla mappa che misura la turisticità o meno di un luogo qualunque del globo, realizzata dallo sviluppatore estone Ahti Heinla utilizzando un mashup di Google Maps e Panoramio.
La mappa consente di visitare un qualunque luogo del mondo e vederne il colore, che cambia a seconda di quante foto siano presenti, per quelle coordinate, su Panoramio. Il colore, dunque, rappresenterebbe una sorta di cartina di tornasole della maggiore o minore presenza di turisti in tale area: giallo indica un livello intenso, rosso moderato, blue basso e grigio assente.
Certo, non si tratta di un sistema infallibile, però l’idea non è affatto male, non trovate?
Via | LifeHacker
Tripshake è un social network appena nato che si propone di diventare un centro di incontro e scambio di domande, risposte e opinioni legate ai viaggi e al turismo.
Dopo essersi registrati, si può lasciare una domanda e aspettare che qualcuno in giro per il mondo risponda. Nel modulo apposito è possibile inserire, oltre alla questione vera e propria, una descrizione, un luogo, il periodo dell’anno in cui siamo intenzionati a svolgere il viaggio, le categorie e il tipo di viaggio. Possiamo d’altra parte cimentarci nella risposta a domande già inserite da altri utenti, anche qui navigando per argomenti, stili di viaggio e mete.
Ci sono poi due sezioni dedicate ai consigli. Una è generica dove gli utenti registrati possono semplicemente lasciare i propri. L’altra è più caratterizzata e strutturata, si chiama Magazine ed è divisa per categorie, tra le quali ad esempio “vita cittadina”, “spiagge da sogno”, “fughe romantiche”… Ogni categoria va a formare una sorta di mini-blog sull’argomento, in realtà poco aggiornati anche se qualcosa di interessante si può comunque trovare. Ad esempio l’ultima segnalazione “romantica” è del 28 aprile per l’isola di Buyuk Ada, in Turchia, oppure l’ultima di city life è del 5 maggio su una galleria d’arte moderna Magasin 3 di Stoccolma.
VirtualTourist è un sito di viaggi che si basa sui contenuti generati dagli utenti. Meno noto rispetto a TripAdvisor, che l’ha rilevato nel 2008, ma non per questo meno ricco di risorse e funzioni. Ci si perde un po’ utilizzandolo, perché sono moltissime le possibilità, a cominciare da un volume mostruoso di recensioni sulle principali attrazioni, alberghi e ristoranti di ogni città. Finisce che uno ci perde talmente tanto tempo che poi il viaggio non lo fa.
La parte sociale è dunque sviluppata: possiamo anche cercare direttamente tra gli utenti, per nome, o vedere chi è online, chi fa il compleanno oggi, i nuovi o i più esperti. Ciascuno può inoltre creare delle pagine personali nelle quali racconta i propri viaggi, dando ovviamente consigli e indicazioni agli altri. In ogni caso, a queste pagine ci possiamo arrivare anche passando dalle sezioni dedicate a ciascuna località.
Non manca la propria mappa dei luoghi visitati, e di quelli che si vorrebbero visitare. C’è poi un’interessante area offerte, che possiamo utilizzare in maniera passiva se non abbiamo voglia di partecipare attivamente al resto della vita del sito. Qui troviamo una serie di offerte postate dagli stessi partecipanti al sito. Ad esempio, l’utente Sourbugger pubblicizza delle passeggiate guidate gratuite nella splendida cittadina irlandese di Galway mentre Globetrott ci segnala una carta sconto del 50% per i minori di 26 anni sui treni austriaci.
Quello che vedete qui sopra è il video realizzato dalla Samsung per promuovere la tecnologia a led utilizzata per i nuovi televisori. La parte tecnologica la lasciamo agli appassionati di valvole e pixel. Concentriamoci invece sullo sfondo, sulla location del video.
Prati verdi, colline, cani pastori e natura rigogliosa vengono utilizzati da Emris, Gerry, Rob e Bernard (dei Baaa Studs) per realizzare The extreme shepherding: un branco di pecore che disegna coreografie, anche in notturna.
Vediamo chi riesce a scoprire per primo dove è stato girato questo spot: Irlanda, Scozia, Gallese, Sardegna?
Conosciamo Lee e Satchi LeFever per gli splendidi video divulgativi che realizzano e caricano sul loro sito, Common Craft. Quello che era forse meno noto è che i due fratelli hanno fatto un viaggio intorno al mondo un paio di anni fa. Ci fidiamo sulla parola per quanto riguarda la qualità del materiale pubblicato sul blog apposito, The World Is Not Flat.
Si può comodamente accedere ai contenuti di ciascun posto tramite una mappa, da lì cliccare sul segnalino e visualizzare gli articoli relativi alla zona. Cliccando su Seattle, luogo di partenza, potete accedere ad un post di riassunto con le migliori foto dell’anno fatte in giro per il mondo. Vale la pena comunque vedere anche le altre, così come la sezione dedicata ai panorami.
Nell’ultimo post del blog si parla dell’approccio psicologico necessario per affrontare un viaggio del genere, e si rinvia a tutti gli articoli dove si racconta la preparazione, aspetto che è stato affrontato e curato anche dal punto di vista monetario.

Il Perù può risultare un ottima meta per chi vuole passare un insolito Natale, senza rinunciare però al suo vero significato. Questa terra sudamericana, infatti, offre un ampio mosaico di manifestazioni per la celebrazione del Natale fra canti, danze e tradizioni popolari.
A Cusco il 24 dicembre la Plaza de Armas diventa teatro di una grande fiera dove si ritrovano artigiani, pastori e contadini di tutta la regione per celebrare il Santiranticuy. Nell’occasione si può assistere alla corsa dei Re Magi una vera e propria competizione di re a cavallo, durante la quale Inkarri, Mistirri e Negrorri (Melchiorre, Gaspare e Baldassarre) si sfidano in un’agguerrita corsa.
A Puno protagonisti delle feste Natalizie sono invece i bambini. La Wawa Q’ato è infatti una fiera dedicata ai più piccoli dove si vendono presepi fatti dagli artigiani della regione. Durante le celebrazioni natalizie di Puno è ricordata la nascita di Gesù, ma molte famiglie mantengono l’usanza di leggere le foglie di coca dopo la notte di Natale, predicendo il futuro.
Nella regione di Huancavelica, a sud est di Lima, dal 22 al 27 dicembre gli abitanti ballano danze pagano-religiose di origine medioevale a sfondo demoniaco, mentre ad Ayacucho, nelle Ande centrali, si festeggia la natività con oggetti artigianali della zona, piatti tipici e gruppi di danzatori e personaggi mascherati. La festa si protrae fino al 6 gennaio, quando si celebra l’arrivo dei Re Magi.
Gli amanti della natura, invece, potrebbero pensare di passare il Natale nella foresta Amazzonica, dove natura e dolci sono protagonisti. Qui le immagini della Natività vengono decorate con foglie di banano e frutti della regione e si preparano biscotti per i bambini, si mangia pesce, yucca e si beve masato, una bevanda fatta con il mais.
Informazioni in italiano sul Perù

Alloggiare nel bel mezzo di un Parco Nazionale è di sicuro il modo migliore per inebriarsi delle bellezze di un paesaggio naturale incontaminato. Nel Brunei, annidato in mezzo al parco sulle rive dei fiumi Temburong e Belalong e in mezzo ad oltre 120.000 ettari di foresta c’è l’Ulu Ulu Resort, una serie di suite e ville con balconi e terrazze con vista sulla foresta progettate in stile tradizionale malese utilizzando legno tropicale costruzione.
Villaggio dall’infrastruttura semplice per ridurre al minimo l’impatto ambientale, l’Ulu Ulu Resort è posizionato nel punto migliore da dove ammirare il Parco Nazionale Ulu Temburong, uno dei più variegati ecosistemi non intaccato dall’uomo formato dal deserto, dalla foresta pluviale e dalla giungla di montagna con foreste e cascate.
Sebbene la capitale del Brunei, Bandar Seri Begawan, sia piuttosto attraente con i numerosi monumenti e centri commerciali, il fascino reale di questa terra risiede nei suoi paesaggi naturali e, in particolare, nelle incontaminate foreste pluviali con la variegata fauna selvatica e dove è possibile anche avventurarsi facendo rafting fra le rapide del fiume Temburong.

Nell’ovest degli Stati Uniti esistono circa 6 mila città fantasma, tutte costruite rapidamente durante la “corsa all’oro” e poi abbandonate, altrettanto velocemente, quando il prezioso metallo si è esaurito. Bodie è una di queste e rappresenta un’eccezione perché circa il 5 per cento delle strutture, pur costruite in legno, sono sopravvissute agli incendi, alle intemperie e al vandalismo. La sua storia inizia nel 1859, quando il cercatore W.S. Bodey scopre nel sud della California alcune once d’oro. Rimasto vittima di una tempesta di neve, Bodey lascia il suo nome al villaggio ed inizia così una leggenda del Far West.
Circa 20 anni dopo, la Standard company scopre un importante filone nella zona e installa a Bodie una sua sede: da quel momento le case di legno iniziano a crescere come funghi. Nel 1879 la città conta già 10 mila abitanti e rappresenta il secondo centro urbano della California dopo Los Angeles. La fortuna di Bodie è però di breve durata e in pochi anni viene abbandonata e dimenticata.
Oggi una piccola parte delle case sono ancora intatte ed accolgono turisti e visitatori: arredi e oggetti personali si sono conservati per un secolo e danno l’impressione che gli abitanti siano fuggiti precipitosamente dalle proprie dimore. Girovagare per Bodie significa compiere un salto indietro nel tempo che può essere abbinato alla visita del vicino Parco nazionale di Zion, che si trova a pochi chilometri di distanza.
Foto | Flickr

Vediamo se riuscite ad indovinare in quale città europea si trova quest’opera d’arte che assomiglia – anche se non è verde – ad un alieno gigante che, nascosto tra gli alberi, aspetta il passaggio di qualche ignaro terrestre…
L’Uomo – gigante - che cammina è un’opera d’arte che si trova a Monaco di Baviera.

Ci sono luoghi dove non è facilissimo organizzare un viaggio, o perchè richiedono equipaggiamenti particolari, o per la loro distanza o per altre difficoltà diciamo così logistiche. Ad esempio se volessi fare un giro in Antartide? Non è come dirlo, ma in questo vi può aiutare Ruta 40, un sito con annesso tour operator che organizza viaggi esclusivamente in Antartide, Sud America e Antille, con “confezioni su misura” come dicono loro. Calibrando a seconda delle esigenze tempi, luoghi e soprattutto costi.