martedì 09 febbraio 2010

Salvo grazie ad un sms lungo oltre 17.000 chilometri

pubblicato da deborab in: Attualità A piedi Nuova Zelanda

Mount Ruapehu
Un sms lungo oltre 17.000 chilometri ha permesso il recupero di un turista greco di 30 anni, Marios Symeonidis che, in vacanza in Nuova Zelanda, si era perso durante un’escursione lungo le pendici del monte Ruapehu. Ad essere pignoli l’essemmesse avrebbe percorso quasi 17.800 chilometri, visto che ai 17.450 chilometri tra Atene ed Auckland, occorre aggiungerne circa 350 da Auckland ed il Ruapehu, che si trova quasi al centro dell’isola del Nord (presupponendo poi che Marios risieda ad Atene e che gli essemmesse viaggino lungo via più breve).

Marios, con alcuni amici, stava facendo un’escursione sul monte Ruapehu, il più importante centro sciistico neozelandese, quando si è perso, non essendo poi per niente attrezzato per passare la notte all’addiaccio in montagna. A quel punto ha chiesto aiuto via sms alla sua famiglia in Grecia, informandola delle sue condizioni non critiche e che dal punto dove si trovava riusciva a vedere un veicolo della polizia, dal quale però era separato da un torrente di montagna.

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martedì 26 gennaio 2010

I 5 migliori hotel del mondo

pubblicato da Nemo in: Viaggiatori Hotel Canada Thailandia Nuova Zelanda Sondaggi Repubblica Dominicana


Oltre 25 mila lettori-viaggiatori di Condé Nast Traveler hanno espresso le loro valutazioni sulle strutture ricettive di tutto il mondo, portando alla redazione di una liste delle supereccellenze del pianeta accoglienza, dei 5 hotel che in base a molti fattori come stile e dimensioni delle camere, qualità del cibo e del servizio risultano essere i migliori del mondo.

Primo tra i migliori risulta il Four Seasons Tented Camp Golden Triangle, di Chiang Rai in Thailandia: un hotel circondato da foreste di bambù, dove è possibile anche imparare a cavalcare un elefante. Gustosi i vari i menù del ristorante, accurato il servizio e molto accoglienti le camere.

Secondo tra i primi, troviamo il Peninsula House, nella Repubblica Domenicana. Una stupenda casa coloniale in stile vittoriano che sorge a Las Terrenas e si presenta come l’hotel più lussuoso di tutti i Caraibi. Un servizio mai meno che eccellente e un arredamento curatissimo creano una atmosfera ineguagliabile, che viene ulteriormente magnificata dal ristorante sulla spiaggia.

Guadagna il bronzo il Blanket Bay Luxury Lodg, in Nuova Zelanda: un luogo che stando alle immagini (potete ammirarle qui), può essere tranquillamente definito straordinario. Una struttura in pietra e legno che si riflette in acque cristalline, alte montagne, un lago che pare sospeso nel tempo. Le tariffe vanno da 614 euro a notte per la singola a 1378 euro a notte per lo chalet matrimoniale.

Il King Pacific Lodge (tra le foreste canadesi) e La Scalinatella di Capri occupano le ultime due posizioni: ma se proprio non trovate posto altrove, potete accontentarvi….

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venerdì 13 novembre 2009

Le 10 destinazioni al top per il 2010

pubblicato da Nemo in: Viaggiatori Germania Grecia Portogallo Nepal Stati Uniti Marocco Nuova Zelanda Suriname


Sicuramente, visto il lento ma inesorabile approssimarsi del nuovo anno, vi starete già chiedendo dove andare in vacanza nel 2010 per scoprire nuove mete o rivalutare quelle a cui avete dedicato poca attenzione in passato. Lonely Planet, la celebre casa editrice specializzata in cose di viaggio, vi viene incontro, proponendovi una tempesitva classifica dei 10 paesi al top per il 2010.

La lista si apre con El Salvador, inquieto Stato centroamericano che però offrirebbe agli avventurosi aree protette e parchi assolutamente da non perdere. Si piazza seconda la Germania, che dal 1990 non ha smesso di reinventarsi e di “creare” nuove attrazioni, in modo particolare ad Amburgo e Berlino. Medaglia di bronzo alla Grecia, forte di isole stupende, abitanti sereni, rovine millenarie e spiagge tutte da scoprire. Malaysia, Marocco e Nepal occupano le 3 posizioni seguenti, seguite da Nuova Zelanda, Portogallo e Suriname, il più piccolo paese del Sud America, luogo di convivenza pacifica tra molte culture differenti che gravitano intorno alla capitale Paramaribo.

Soltanto all’ultimo posto troviamo gli Stati Uniti, che mantengono comunque una certa attrattiva, sia per la novità rappresentata dal nuovo presidente Obama che per i classici siti storici, soprattutto a Washington (dove tra 20 giorni, il 3 dicembre, verrà acceso il National Christmas Tree).

Foto | Risaltla

lunedì 01 giugno 2009

Le strade più pericolose (e spettacolari) del mondo

pubblicato da Alfredo Bucciante in: Cina Foto di viaggio Croazia Automobile Canada Pakistan Taiwan Italia Tibet Norvegia Alaska Filippine Svizzera Russia Austria Stati Uniti India Ecuador Nuova Zelanda Bolivia Bus

Guoliang Tunnel

Siamo abituati a considerare, anche a buon diritto, le strade italiane come pericolose e spesso prive dei requisiti minimi di sicurezza. Però, a vedere questa galleria fotografica di Most Dangerous Roads, c’è da tirare un sospiro di sollievo: salvo il passo dello Stelvio non sono presenti strade italiane, anche se c’è da dire che la pericolosità di queste ultime dipende in larga parte dall’inciviltà alla guida dei nostri conterranei, più che dall’inadeguatezza delle infrastrutture.

Alcune hanno nomi inquietanti, ad esempio i Guoliang Tunnel sembra che in cinese significhi “La strada che non permette errori”. Efficace, direi. Nella raccolta comunque non sono presenti solo strade pericolose perché qualcuno, in posti isolatissimi, si è dimenticato di mettere il guard-rail, ma ci sono anche casi in zone ricche, come Norvegia o Svizzera, che però presentano obiettive problematiche dal punto di vista del dislivello e dell’ampiezza delle curve.

Se siete curiosi di approfondire l’argomento della pericolosità delle strade in Italia, sul sito dell’Aci è presente un’apposita sezione statistica dedicata agli incidenti e alla loro localizzazione, con tabelle divise per regione e comune.

martedì 26 maggio 2009

Qualità della vita: le dieci nazioni più "felici" del mondo

pubblicato da carmine in: Danimarca Attualità Irlanda Canada Belgio Norvegia Svizzera Olanda Svezia Nuova Zelanda Finlandia

La felicità in una immagine Forbes ha pubblicato i risultati di una ricerca effettuata dalla Organization for Economic Co-Operation and Development, a sua volta basata su un sondaggio della Gallup.

Per ogni nazione, sono state intervistate non più di mille persone, dai 15 anni in su, con semplici domande del tipo “hai fatto qualcosa di divertente ieri”, “sei fiero di qualcosa che hai fatto ieri?” o ancora “hai imparato qualcosa di nuovo ieri?”. La OECD ha poi combinato i risultati di queste interviste con dati economici quali il reddito pro capite medio, e il tasso di disoccupazione, e stilato i risultati sotto forma di una classifica con le dieci migliori nazioni per “tasso di felicità”.

Vediamo ora i risultati di questa interssante classifica: al decimo posto troviamo il Belgio, con un indice di soddisfazione, su scala da 1 a 100, pari a 76.3, seguito dalla Norvegia (76.5), e dalla Nuova Zelanda (76.7).

Dopo il salto, il resto della top ten e delle brevi considerazioni.

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giovedì 30 aprile 2009

Il bagno del diavolo di Wai-O-Tapu in Nuova Zelanda

pubblicato da deborab in: Nuova Zelanda

Wai-O-Tapu

Wai-O-Tapu è l’ambiente naturalmente più colorato della Nuova Zelanda (e non solo) e una delle fermate più gettonate èall’interno del parco è il bagno del diavolo (Devil’s bath), uno stagno color verde pastello, formatosi grazie alla combinazione di diversi minerali presenti in zona. Tutta la zona è il risultato di una intesa attività geologica che si fa risalire a circa 160.000 anni fa.

Wai-O-Tapu in lingua Māori sta per acque sacre e indica una vasta area al centro dell’Isola del Nord (lo stivale della Nuova Zelanda per intendesi) , dall’intesa attività geotermica, protetta fin dal 1931, anche se poi parte dell’area è stata data in concessione ad una società,Wai-O-Tapu Termal Wonderland, che vi farà pagare 30 dollari neo neozelandesi (circa 12 euro), 10 dollari (circa 4 euro) per i bambini, per entrare nel parco.

Foto | www.viajar24h.com.

Wai-O-Tapu, le sacre acque della Nuova ZelandaWai-O-Tapu, le sacre acque della Nuova ZelandaWai-O-Tapu, le sacre acque della Nuova ZelandaWai-O-Tapu, le sacre acque della Nuova Zelanda

giovedì 12 febbraio 2009

La Haka è dei Maori e non potrà più essere utilizzata a fini commerciali

pubblicato da deborab in: Attualità Tradizioni Nuova Zelanda


I Maori si sono arrabbiati così tanto, che alla fine hanno ottenuto il riconoscimento dal governo della Nuova Zelanda, della proprietà intellettuale e i diritti di sfruttamento della danza, nota tutto il mondo grazie alla squadra nazionale di rugby, la celebre All Blacks, che prima di ogni partita la balla e canta per caricarsi ed intimorire gli avversari.

A far arrabbiare i Maori, non sono stati gli All Blacks, che continueranno a utilizzare la Haka (nella versione breve della Ka Mate, o in quella più elaborata della Kapa), quanto i pubblicitari di tutto il mondo che in tutti questi anni hanno utilizzato la Haka per reclamizzare i più diversi prodotti, come ha fatto qualche tempo fa anche la FIAT.

La danza, che ha diverse varianti (e contrariamente a quanto i crede molte di queste non sono danze di guerra), è guidata da un “capo” che guida i compagni urlando un ritornello di incitamento. Alan Armstrong, uno studioso della cultura Maori, così descrive la Haka.

La Haka è una composizione suonata con molti strumenti. Mani, piedi, gambe, corpo, voce, lingua, occhi… tutti giocano la loro parte nel portare insieme a compimento la sfida, il benvenuto, l’esultanza, o il disprezzo contenute nelle parole. È disciplinata, eppure emozionale. Più di ogni altro aspetto della cultura Maori, questa complessa danza è l’espressione della passione, del vigore e dell’identità della razza. È, al suo meglio, un messaggio dell’anima espresso attraverso le parole e gli atteggiamenti.

martedì 03 febbraio 2009

Nuovi voli Emirates: con l’A380 da Dubai a Sydney e Auckland

pubblicato da Nemo in: Aereo Attualità Australia Dubai Nuova Zelanda Emirati Arabi Uniti Sidney


Sydney e Auckland diventano la terza e la quarta destinazione che la compagnia Emirates raggiunge dal Terminal 3 dell’Aeroporto internazionale di Dubai: ogni mercoledì, venerdì e domenica il superjumbo più lussuoso dei cieli, l’A 380, volerà dagli Emirati arabi per raggiungere Australia e Nuova Zelanda.

Il primo volo, che risale a pochi giorni fa, ha ospitato 400 passeggeri dei quasi 500 che possono trovare posto nelle tre diverse classi First, Business ed economy.

Il servizio diventerà giornaliero a partire dal 1° maggio 2009 e può vantare anche il primato di volo ecologico, trattandosi dell’aereo commerciale più eco-efficiente al mondo in volo sull’Oceano Indiano. La diminuzione del consumo di carburante per ogni passeggero a bordo del volo inaugurale dell’A380 verso l’Australia dovrebbe corrispondere a circa il 20% in meno rispetto ai voli normali.

Secondo le previsioni del Tourism Australia Aviation and Economics Team (riportate da Emirates) nonostante la crisi economica mondiale, i visitatori provenienti dal Medio Oriente e dal Nord Africa diretti verso l’Australia durante il 2009 dovrebbero crescere dell’8% e del 15% nel 2010.


mercoledì 31 dicembre 2008

Happy New Year: i festeggiamenti di Auckland, Nuova Zelanda

pubblicato da Manuela Vacca in: Attualità Nuova Zelanda Natale e Capodanno

Ecco i primi festeggiamenti del 2009, dodici ore in anticipo rispetto all’Italia. Lo spettacolo pirotecnico di Auckland, in Nuova Zelanda, è stato accompagnato dal suono delle sirene. La Sky Tower, la torre alta 328 metri e simbolo della città neozelandese, è stata al centro del gioco di luci.

sabato 22 novembre 2008

The yellowtreehouse, ovvero la Casa gialla dell'albero, in Nuova Zelanda

pubblicato da deborab in: Ristoranti Nuova Zelanda

Yellow Threehose Chi, bambino, non ha mai sognato di costruire una casa sul un albero? Anche senza arrivare agli estremi del Barone di Calvino, spesso mi sono ritrovata a sognare ad occhi aperti di vivere all’ombra di un’enorme e frondosa quercia, sullo stile degli Ewoks insomma.

Se c’è qualcuno che sogna, c’è qualcuno che fa, come gli architetti del Pacific Environments Architects che hanno progettato questo rifugio, intorno ad un albero, alto 40 metri, da qualche parte, in un bosco della Nuova Zelanda. In effetti la foto, che ho preso in prestito dal sito pacificenvironments, non è reale, perchè il rifugio è ancora in costruzione (oggi sono 41 giorni esatti da che sono iniziati i lavori), e se siete curiosi potete anche seguirne i progressi grazie al diario e alla web-cam di Tracey (che è anche molto carina, il che non guasta).

Ho parlato di un rifugio, per lasciare la sorpresa per l’ultimo; non di rifugio per bambini, più o meno grandi, si tratta, ma di un caffè e ristorante, costruito secondo le più moderne ed ecologiche tecniche costruttive. Spero solo che abbiano progettato delle scale e passerelle per salirvi (e non delle liane).

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