
Davvero interessante lo speciale pubblicato dal National Geographic, interamente dedicato ad un argomento oggetto di decine, se non centinaia, di film, romanzi e leggende metropolitane: quel che si trova sotto le strade di New York.
Leggendo la serie di articoli dedicati ai vari strati che compongono quel gigantesco ’sandwich’ che è la Grande Mela, sono molte le sorprese. Ogni livello è infatti portatore di una miriade di infrastrutture, tutte quante necessarie a sostentare il funzionamento della città. E’ così che, nei primi 9 metri di profondità al di sotto del manto stradale, sono presenti oltre 129.524 chilometri di cavi elettrici, una miriade di cavi in fibra ottica, le condutture che consentono a oltre 5,3 miliardi di litri di acqua di raggiungere le case ogni dei newyorchesi quotidianamente ed infine, i tubi per il passaggio di vapore e gas. Dai 9 ai 60 metri si trovano i tunnel della metropolitana, le fogne ed uno strato roccioso. Al di sotto anche di esso, fino a circa i 250 metri di profondità, circa 70 piani al di sotto del livello del suolo, i nuovi impianti per lo scorrimento dell’acqua che coadiuveranno quelli già esistenti.
Pensateci, la prossima volta che camminate per Times Square…
Via | nuok
Foto | Robby Virus

Parliamo ancora di iPhone, oggi, per comunicare a tutti i possessori di tale telefono la disponibilità di un’offerta a tempo limitato relativa a tre ottime applicazioni turistiche.
Le applicazioni in questione sono myLondon, myParis e myNYC Essentials. Si tratta di ottime guide turistiche, che normalmente costano 0,99€, ma che per tutta la giornata di oggi sono scaricabili gratuitamente dall’App Store. Tra le ottime funzionalità presenti in esse:
Si tratta davvero di 3 ottimi programmi. Non fateveli sfuggire!

Quando si dice che l’erba del vicino è sempre più verde. Il detto sembra adattarsi alla perfezione a quanto sta avvenendo a New York, dove l’Empire State Building, attualmente il grattacielo più alto della città, con i suoi 381 metri di altezza (443,2 m se si considera anche l’antenna televisiva sulla sua cima), vede il suo primato insidiato da un nuovo palazzo che dovrebbe sorgere proprio nelle sue vicinanze. Il nuovo edificio, che si è aggiudicato l’approvazione del consiglio cittadino qualche giorno fa, con un voto di 47 a favore contro solo 1 contrario, si chiamerà 15 Penn Plaza, e dovrebbe essere costruito sulla 33a strada, al posto del Pennsylvania Hotel, tra la Penn Station ed il Madison Square Garden.
In realtà, il 15 Penn Plaza sarà alto ’solamente’ 362.71 metri, e tuttavia potrebbe, con la sua mole, rovinare un po’ l’aspetto da cartolina tipico dell’Empire State Building, secondo alcuni. La cosa non pare però aver preoccupato gli Americani, a cui tutto si può rimproverare, tranne la mancanza di pragmaticità. Questo il commento di Christine Quinn, rappresentante del consiglio nel cui distretto ricade il sito dove verrà costruito la nuova struttura, dal costo di 2 miliardi di dollari:
Siamo New York City, siamo in un luogo che ha a che fare con la crescita ed il guardare avanti. Non siamo la Monument Valley, siamo un luogo che non si fermerà mai in un momento fisso del tempo.
Dopo il video, alcuni video apparsi su emittenti locali statunitensi e immagini tratte da vari rendering pubblicati da Architets’ Newspaper.
Continua a leggere: 15 Penn Plaza. A rischio il primato dell'Empire State Building, a New York
Sarà che quando si pensa a New York si pensa sempre a Manhattan ed ai suoi grattacieli, ma fa una certa impressione vedere questo filmato di Joshua Brown dedicato alla penisola di Coney Island, a Brooklyn, sconosciuta ai turisti italiani, che le preferiscono altre mete, nella Grande Mela, ma nota tra i newyorchesi, invece, per le sue giostre e per le spiagge popolari.
Sarà l’atimosfera già autunnale/invernale del filmato, sarà l’atmosfera un po’ ingrigita dovuta ad una tempesta in arrivo, ma il video dell’Isola dei Conigli (Coney deriva infatti dall’olandese Konjn, ‘coniglio’, perché ai tempi dei primi colonizzatori olandesi ne era piena) porta in sé una strana nostalgica magia.
Certo, a vederla così, non si penserebbe mai che proprio qua, nel 1870, l’immigrato di origine tedesca Charles Feltman inventò ha inventato l’hotdog. O che il primo Luna Park con questo nome è nato qua.
Video | Joshua Brown

Brutte notizie per tutti i i turisti che, giunti a New York, sperano di visitare la Statua della Libertà, il simbolo della città famoso in tutto il mondo. Lady Liberty, infatti, ha deciso di prendersi un anno sabbatico. O meglio, lo ha deciso l’ente che ne cura la manutenzione che, a partire dal prossimo 12 ottobre 2011, giorno in cui il monumento celebrerà il 125mo anniversario, la chiuderà per circa un anno, allo scopo di apportare alcune modifiche, ritenute ormai improrogabili, alle sue strutture di sicurezza.
In particolare, i lavori verteranno sulla creazione di una seconda scala da utilizzare in casi di emergenza. Ora come ora, non è infatti semplice gestire l’enorme flusso di turisti, la cui unica via di fuga, in caso di emergenza è una scala a chiocciola lunga ben 354 gradini. Già lo scorso mese, centinaia di persone, al suono di un allarme antincendio, sono state costrette a scendere, con tutti i rischi e gli imprevisti del caso.
Insomma, niente accesso alla statua per un periodo che potrà variare dai nove mesi ad anno. Peccato. Anche perché la corona era tornata ad essere visitabile solo da un anno. Nel frattempo, resterà possibile vedere il parco che circonda la statua, su Liberty Island. Ma certo, senza Lady Liberty non è proprio la stessa cosa…
Anche a New York, in questi giorni, fa caldo. E non c’è modo migliore di affrontare le alte temperature di un bel bagno in piscina, se una c’è una piscina a disposizione. Ma se una bella vasca dove tuffarsi manca, ci vogliono spirito, fantasia e … un container di quelli usati per stipare la spazzature.
Grazie a queste strutture, appositamente adeguate alla loro nuova funzione, sono state create alcune piccole piscine intorno a Park Avenue. L’iniziativa agostana rientra nel programma “Summer Streets”, una variante a stelle e strisce delle spiagge di Parigi: dato che i container non sono enormi e limitati nel numero, ogni utente può rimanere a mollo per 20 minuti al massimo.
Dopo il bagno sono però a disposizione la doccia, le sdraio e pure qualche amaca.
New York sempre più connessa, se si dà retta alle ultime notizie che arrivano da oltre oceano. A pochissimi giorni dal comunicato relativo all’inizio dei lavori che porteranno la rete di telefonia cellulare ed il WiFi a funzionare, tra qualche anno, anche nella rete della metropolitana cittadina, è ora infatti un altro famoso mezzo di trasporto della Grande Mela a modernizzarsi per offrire connessioni WiFi gratuite al proprio interno (e non solo). Stiamo parlando dei ‘black cabs‘, o anche ‘livery cabs‘, come li chiamano da queste parti, ossia dei servizi di trasporto di persone su auto simili ai tradizionali taxi gialli newyorchesi ma che, a differenza di questi, sono di un altro colore (di solito nero, da qui il soprannome) e possono essere chiamati solo su prenotazione, e non direttamente per strada.
E’ di qualche ora fa la notizia che Alex Mashinsky, proprietario di una flotta di oltre 1.000 veicoli di questo tipo, ha intenzione di dotarli di connessione internet Wi-Fi gratuita entro l’inizio dell’autunno, grazie ad alcuni banner pubblicitari che copriranno le spese della navigazione. Questo è il presente, ma in futuro, visto che oltre che sui veicoli, connessione funziona anche un raggio di un centinaio di metri da essi, con le adeguate tecnologie, potrebbe rendersi possibile la creazione di una rete capace di garantire una connettività assai capillare per tutta la City. Oltre che il Wi-Fi, le auto avranno anche delle prese in cui ricaricare i device portatili, con oltre 10 diversi tipi di connettore.
Insomma, pare proprio che New York stia investendo molto sulla connettività. A noi, ovviamente, non può fare che piacere!
Via | Mashable
Video| 7online.com

Il nome di queste grotte è un tributo all’agricoltore Lester Howe che, nel 1842, scoprì questo esteso sistema di caverne 48 metri sotto la sua proprietà. Le leggende divergono leggermente circa i dettagli della scoperta, c’è dunque incertezza: il sistema ipogeo venne alla luce inseguendo una volpe che si era rintanata oppure cercando la spiegazione di una colonna di aria fredda che usciva da un foro nel terreno?
Fatto sta che l’astuto Howe, una volta comprese le potenzialità della formazione geologica, pensò bene di sfruttarla a fini commerciali, aprendola ai turisti e costruendoci sopra un hotel, che funziona tuttora.
Tra le attrazioni delle Howe Caverns, che si trovano nello Stato di New York, va segnalato senz’altro il Lago di Venere, un bacino d’acqua sotterraneo su cui si può navigare con delle piccole imbarcazioni. Tre sono i tour proposti: il Traditional, il Lantern e l’Adventure (che dura 2 ore e costa 108 dollari a persona).

Buone, buonissime, anzi ottime notizie per tutti i viaggiatori che nei prossimi mesi ed anni si troveranno a visitare la città di New York e vorranno utilizzare internet e la telefonia cellulare anche durante gli spostamenti in metropolitana.
Secondo un articolo pubblicato nei giorni scorsi dall’agenzia Bloomberg, che tra l’altro appartiene al sindaco della città, dopo circa 3 anni di ritardo, stanno per partire i lavori che consentiranno di portare la comunicazione Wi-Fi e cellulare anche nei tunnel della metropolitana della Grande Mela.
I tempi per la realizzazione del progetto? Dai 2 anni, per le prime tratte della linea, ai 4 per la finalizzazione di tutti i percorsi, per un costo totale di circa 200 milioni di dollari.
Davvero interessante e fruttuosa l’idea avuta lo scorso ottobre dal sindaco di New York, Michael Bloomberg. Il primo cittadino della Grande Mela ha pensato, infatti, di creare una vera e propria competizione, chiamata NYC BigApps, con lo scopo di premiare la migliore applicazione per smartphone destinata agli abitanti ed ai turisti di New York.
Molte le applicazioni presentate dai numerosi sviluppatori che hanno cercato di aggiudicarsi il premio del concorso, 20.000 dollari in contanti, e molte anche quelle che sono rimaste tuttora disponibili e visionabili nella galleria dei partecipanti, sul sito di NYC BigApps.
Vincitori del premio, e, pochi giorni fa, anche di un finanziamento di oltre 300.000 dollari, 3 ragazzi indiani, autori dell’applicazione NYC Way e fondatori dell’azienda MyCityWay, dedicata a realizzare programmi simili per molte altre città degli Stati Uniti e del mondo. Date un’occhiata al filmato dimostrativo del programma. Niente male, no?