Da lontano e con una certa carenza di cognizioni ingegneristico-artistico si potrebbe dire che la struttura del nuovo museo di Ordos, in Mongolia in Mongolia, regione interna della Cina, ricorda quella del museo Guggenheim di Bilbao. Ovviamente si tratta invece di un edifico particolarissimo e senza paragoni al mondo, recentemente realizzato dallo studio cinese MAD Architects.
Quelli di Artribune ci spiegano che si tratta di
un’architettura che si adatta al clima inospitale dell’intorno, implodendo, e ricalcandone le tonalità bronzee. Un volume che si scherma, proteggendosi dall’irraggiamento solare e che offre il fianco a venti che sembrano modellarne ulteriormente la scocca morbida. Gli interni stessi sono simili a caverne luminose, dove ogni spigolo è smussato quasi fosse sagomato dalla millenaria erosione di acque sotterranee.
Dalla stessa fonte scopriamo che il museo ha una superficie complessiva di 41.227 mq e raccoglie le tradizioni locali e la storia culturale della regione della Mongolia.
Foto | My Modern Met

Tutti gli anni ai primi di luglio in Mongolia si celebra in Naadan, la festa popolare più importante del paese che si svolge sin da tempi antichissimi; musiche, danze medievali e soprattutto gare, come quella di lotta (lo sport nazionale) per vincere il titolo di Leone della Mongolia. Il Tucano Viaggi propone un pacchetto di viaggio per andarci; a partire da 2585,00 Euro a persona per un gruppo di 6/9 persone; la quota comprende i voli da/per Milano con Aeroflot, i trasferimenti, la sistemazione in hotel 4 stelle a Ulaanbaatar, la guida locale e il pernottamento in campi con le tradizionali tende “ger” a due letti e i pasti.
Il ricco itinerario di 15 giorni, che prevede la partenza il 28 giugno e il ritorno il 12 luglio 2011, comprende tra l’altro il soggiorno a Ulaanbaatar e la visita nel cuore della città; l’attraversamento del deserto del Gobi, dove si possono vedere fossili di dinosauri, cammelli della Bactriana, asini allo stato brado, gru, gazzelle e rapaci notturni; visita ai templi della provincia di Dundgov; l’escursione nella Valle delle Aquile e lungo la falesia dei dinosauri; visita al al monastero buddhista di Erdene Zuu e visita ad una famiglia di allevatori nomadi di cavalli.
Poi visita al vulcano nel distretto di Khutag-Ondor e al complesso monastico di Amarbayasgalant; gli utlimi giorni si assisterà alle preparazioni del Naadam e alla cerimonia di apertura del festival allo Stadio Centrale. La quota non comprende il visto di ingresso in Mongolia (75 Euro), le tasse Apt (230 Euro), le bevande e la tariffa aerea di 375 Euro.
Foto | Flickr
Per il National Geographic la migliore destinazione per il 2011 è Ulan Bator, la capitale della Mongolia, non più punto di arrivo per escursioni lungo le rotte carovaniere mongole (a cavallo, sul dorso di un cammello, o più comodamente con un 4×4), ma città, luogo da visitare e scoprire.
Passeggiare attraverso il Narantuul, il grande mercato all’aperto, dove oltre 2.500 venditori espongono le proprie mercanzie, visitare Gandan, il più grande monastero Buddhista ancora attivo di tutta la Mongolia, e da lì passeggiare fino al tempio di Megjid Janraisig, che ne custodisce la statua alta 26 metri, o visitare il Museo Nazionale, per conoscere le civiltà che si sono sviluppate in queste terre. Se poi programmate il viaggio per luglio, sappiate che tra l’11 e il 13 di luglio tutto il paese si ferma per celebrare il Naadam, quando i giovani mongoli salgono a cavallo per dare prova del proprio coraggio e destrezza.
Era la città santa dei Mongoli, in quanto residenza del “Buddha vivente”, Bogd Khan, guida religiosa delle tribù Khalkha e terzo in ordine di venerazione tra il clero lamaista, che viveva in un palazzo a sud della città. Inoltre, era sede dell’Amban (supremo funzionario imperiale della Dinastia Qing in Mongolia), che controllava tutti gli affari temporali e in particolare controllava il commercio della città di frontiera di Kyakhta con la Russia. Infatti la città prosperò a metà del XIX secolo come centro commerciale sulla via del tè tra la Russia e la Cina. Wikipedia.
Foto | Brücke-Osteuropa.
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L’edizione 2008 del Mongol Rally partirà il 19 luglio 2008 da Londra, ma visto il grande successo che la manifestazione ha avuto tra gli italiani e spagnoli, sono state programmate partenze anche da Madrid e Milano.
Leggo dal sito:
Immagina di trovarti nel bel mezzo del gigantesco deserto del Kazakistan, la tua macchina che rimbalza fra le buche di una strada sterrata che la tua mappa si ostina a chiamare “autostrada”, completamente sperduto e senza nessuna idea di quale sia la direzione giusta, a centinaia di chilometri dal primo avamposto di civiltà e senza nessun aiuto o team di supporto che ti possa dare una mano. Solo tu, i tuoi malcapitati compagni, il vento caldo della steppa, una maglietta lurida, polvere anche nelle calze, una macchina che le leggi della fisica e del buon senso non avrebbero mai neanche suggerito potesse passare le Alpi ed un brutto ceffo con baffoni, cavallo ed una fucile a tracolla.
Roba da matti, o da inguaribili romantici, secondo il punto di vista di ciascuno di noi, visto che le poche regole di questo rally prevedono che si raggiunga la capitale mongola di Ulaan Baator, in tre settimane, seguendo un proprio percorso a bordo di macchine che abbiano al massimo una cilindrata di 1.000 cc. Mi sono fatta un giro tra le foto dei partecipanti e in pratica si tratta di catorci, o di futuri catorci, viste le “strade” su cui dovranno passare. Allora, matti o eroi?
Il sito ufficiale del rally.
[TheAsarya] ha scattato questa foto da qualche parte in Georgia durante l’edizione 2007.
I set fotografici, 1 e 2, di aiden.hopfner dell’edizione 2007.
Il set fotografico di mongogolia sempre dell’edizione 2007.
Il tragitto pianificato da StevenCloud per il 2007 e per il 2008.

Un’idea originale per ammirare i paesaggi innevati della steppa russa può essere quella di percorrere il tratto Mosca-San Pietroburgo in treno. E’ possibile prenotare dall’estero da 45 giorni prima della data di partenza.
Stesso discorso se avete il sogno di percorrere le fredde lande nordiche con la celeberrima Transiberiana: i 9288,2 chilometri della tratta Mosca - Ulan-Bataar - Beijing o ritorno si percorrono in 6 giorni, 5 ore e 27 minuti.
Se invece volete percorrere il famoso Golden Ring da Mosca (Yaroslav, Vladimir, Kostroma, Ivanovo) potete optare anche questa volta sulle ferrovie russe.
Leggo su Caymag della Mongol Rally, pazza corsa per gente poco normale che da anni copre 1/4 della superficie terrestre con squadre di utilitarie arrangiate alla bell’e meglio, che partono da Londra per arrivare a Ulaan Bator in Mongolia. Una roba simile alla Global Autostop Race, che quest’anno vedrà disputare la prima gara di autostop a squadre intorno al mondo.