
Ogni tanto anch’io smetto i panni del viaggiatore serio, sempre alla ricerca di curiosità, luoghi e tradizioni inesplorate e mi concedo una vera e propria vacanza, in cui la mente possa, appunto, vacare e magari indulgere a qualche mia piccola passione segreta…
… come la musica degli U2! È così che è nato il mio ultimo viaggio a Dublino, complice qualche giorno ritagliato tutto per me, la scusa di andare a trovare qualche vecchi amico e … un biglietto del concerto in mano.
La capitale d’Irlanda, i giorni intorno al concerto dei suoi beniamini, si trasforma in ‘Udduelandia’: gadget ovunque, facce di Bono e degli altri musicisti dipinte su muri, vetrine, striscioni e autobus; le loro note che riecheggiano a tutti gli angoli delle strade, all’interno di qualsiasi pub, in registrazioni originali o riproposte da sedicenti cover band.
Foto | Roberta Barbi, Eleonora Arceri, Mario Marcelli
Dublino curiosa

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Non ci si può non sentire qualcuno se si comincia la visita di Dublino dal Trinity College, come ho fatto io. Da qui sono uscite le più grandi teste d’Irlanda, che hanno prodotto capolavori della letteratura locale, ben presto diventata mondiale, come Jonathan Swift, Oscar Wilde o Samuel Beckett.
Per me è stata essenzialmente una passeggiata senza meta anche se, ancor oggi, è una delle università più quotate. Preferisco, infatti, conoscere i grandi autori e le loro opere attraverso i luoghi in cui sono nati e vissuti, che probabilmente hanno attratto la loro fantasia, o attraverso i luoghi e le suggestioni che hanno descritto nei loro libri, fissandoli per sempre su carta e consegnandoli, così, all’immortalità.
Perciò vi consiglio di andare, anche se è un po’ fuori mano, a Sandycove, dove si trova la torre martello e la deliziosa spiaggetta sula quale si affaccia il James Joyce Museum, allestito nel punto esatto da quale prende il via il racconto dell’Ulisse.
Foto | Roberta Barbi, Eleonora Arceri e Mario Marcelli
Continua a leggere: Dublino con Becky: un viaggio nella letteratura e... di porta in porta

Non ridete, ma davvero, del mio viaggio a Dublino ho soltanto ricordi molto vaghi, distorti dal sidro, offuscati dal whiskey di fattura irlandese, ma soprattutto annebbiati da pinte e pinte di Guinness. Sì, perché nella capitale di quest’isola pare che lo sport nazionale sia proprio fare il giro dei pub, la sera, alla ricerca di persone e atmosfere sempre nuove… ma con la stessa birra nel bicchiere.
Irlandesi popolo di bevitori fin dall’antichità: pare che già i Celti tracannassero con destrezza liquore al malto, vino d’importazione e altre bevande fermentate tra cui l’idromele, che preparavano bollendo il miele in acqua e lasciandolo fermentare con del lievito.
Ma non bastava. Ci voleva qualcosa di più forte, e così i monaci inventarono il whiskey, la cui nascita è da sempre contesa tra Scozia e Irlanda, ma a onor del vero, la prima iscrizione in cui questo liquore viene citato è irlandese e risale al 1405. La sua produzione fu clandestina fino al 1608; mentre nel 1757 venne aperta in città la prima distilleria grazie a Peter Roe.
Foto | Roberta Barbi, Eleonora Arceri e Mario Marcelli
Continua a leggere: Dublino con Chatwin: in giro per pub con una pinta di Guinness

Se siete in Irlanda a metà luglio e volete anche accogliere il consiglio di Carmine di fermarvi una notte all’Hotel G di Galway, potete considerare di fare un salto all’Arts Festival, che si tiene al 12 al 25 del mese.
Il programma si sviluppa nelle sezioni Teatro & danza, Musica, Conferenze, Arti visive, Comicità, Per famiglie e Spettacoli di strada. Si può consultare o per sezione tematica o giorno per giorno. I prezzi variano molto perché gli eventi in programmazione sono tantissimi.
E da Galway non può poi mancare una visita alle Cliffs of Moher, che oltre al panorama più a picco sul mare e mozzafiato che si possa immaginare, hanno da un paio d’anni un Visitor Center dove si può scoprire qualcosa di più su queste meraviglie della natura ed anche comprare biglietti di ingresso scontati.
Forse non tutti lo sanno, ma una delle professioni più tradizionalmente associate, nell’immaginario collettivo, a Gran Bretagna ed Irlanda, quella del venditore di fish’n'chips, è saldamente nelle mani degli immigrati italiani.
O meglio, di certo lo è in Irlanda dove, lo scorso 26 maggio, si è tenuto il primo National Fish and Chips Day, per celebrare il 125 anniversario di questo particolare tipo di negozio.
A cucinare questo cibo, diciamo non proprio tipicamente italiano, per gli abitanti dell’isola celtica, i discendenti di un gruppo di nostri concittadini, tutti proveniente da una valle a metà strada tra Roma e Napoli. Innegabile l’origine, sin a partire dai loro cognomi: Borza, Aprile, Mizzoni. La maggior parte arrivò nel paese dei trifogli subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, alla ricerca di un lavoro, di un po’ di benessere e magari, perchè no, del successo.
E di successo ne devono avere avuto, se è vero che si sono recentemente riuniti addirittura in un’associazione, la Irish Traditional Italian Chipper Association. Date un’occhiata alla loro pubblicità, e, occhio, quest’altro, a maggio, si replica! Dopo il salto, una piccola e simpatica intervista ad alcuni membri della famiglia.
Continua a leggere: Fish and Chips. In Irlanda, un affare da Italiani

Il fattore sicurezza non è sempre al primo posto tra le preoccupazione dei turisti che vogliono davvero scoprire le bellezze del globo. Spesso non può neppure esserlo, dato che concentrarsi troppo sul Fattore S porterebbe all’impossibilità di ammirare alcuni dei luoghi più straordinari del mondo, come le piramidi, i templi nella giungla cambogiana, le piramidi precolombiane in Centro America, i parchi naturali del Sud Africa…
Se però volete concedervi una vacanza tranquilla, senza alcun timore sull’incolumità vostra, dei vostri bagagli e dei vostri averi, ecco una lista dei 10 paesi dove i turisti possono stare più sereni, girovagando senza patemi.
Al primo posto troviamo l’isola mediterranea di Cipro, seguita da tre destinazioni nordiche: Danimarca, Islanda e Irlanda. Il Giappone si piazza quinto, davanti a Lussemburgo e Nuova Zelanda. Norvegia, Singapore e Svizzera (solo ultima? Esistono dunque altri 9 paesi al mondo più tranquilli??) chiudono la classifica.
Foto | Flickr

L’emergenza dovuta alle ceneri sparate in cielo dal vulcano islandese Eyjafjallajokull, che rendono pericolosi i voli aerei, non è ancora terminata, visto che il combinato dell’eruzione e dei venti stanno nuovamente spingendo la nuvola di cenere verso le isole britanniche.
L’autorità di controllo dei voli britannica ha disposto la chiusura degli aeroporti scozzesi di Glasgow, Prestwick, Inverness, Stornoway, Benbecula, Tiree, Islay, Barra e Campbeltown, e di quello di Derry, in Nord Irdalnda, che non potranno operare oggi dalle 7 alle 15. L’aeroporto di Edimburgo per ora non verrà chiuso, ma la situazione è continuamente monitorata dalla CAA.
A seguire è intervenuta una uguale decisione dell’autorità di controllo dei voli irlandese, che ha disposto la chiusura di tutti i maggiori aeroporti dell’isola del trifoglio a partire dalle 8 di questa mattina; diversamente dalla CAA la IAA non ha però ancora comunicato quando saranno ripristinati i voli.
Foto | plasmastik.
Davvero interessante, per chi ama viaggiare e conoscere culture, luoghi e persone, la serie di mini-documentari gratuiti People of…, girata e resa disponibile sul web dal britannico Philip Bloom.
Si tratta, almeno per ora, di 4 piccoli video, di 5-6 minuti l’uno, nei quali vengono mostrate persone, luoghi e suoni di diverse zone del mondo, quali sono Sofia, Dublino, San Francisco e, infine, Venice Beach.
Dategli un’occhiata, dopo il salto. Io li ho trovati davvero ben fatti.
Continua a leggere: Gente di... Una serie di mini-documentari su varie città del mondo

Per provare a vincere il viaggio per due persone in Irlanda del Nord occorre registrarsi sul sito del Patrick’s game (nome, cognome e indirizzo e-mail), giocare a “trova la coppia” (il gioco consiste nel cercare di accoppiare tra di loro tutte le 18 carte coperte composte da 9 coppie) e aspettare l’estrazione del fortunato vincitore che si terrà entro il 17 maggio 2010.
Il premio in palio comprende il volo a/r Aer Lingus in classe economica, un pernottamento presso lo Europe Hotel di Belfast, un pernottamento presso una struttura della catena Blue Book, due pernottamenti in una delle strutture dell’associazione B&B Ireland e il noleggio dell’auto per 5 giorni.
Non manca molto al 30 aprile, termine ultimo per partecipare al concorso, ma farete in tempo… ho cronometrato la mia performance, only two minutes!
Per i ritardatari e/o fiduciosi nei last second ecco una opportunità per passare il prossimo weekend, quello di San Patrizio, a Dublino, patria della birra e di questa festa. A proposito, non mancate di visitare il sito ufficiale dell’evento.
Questa festa attrae turisti da tutta Europa, quindi bisogna fare un po’ di sacrifici se non si vuole spendere un patrimonio: il primo consiste nel partire e tornare da due aeroporti diversi, ovvero Fiumicino (volo Aer Lingus, partenza venerdì 12 marzo alle 19:45) all’andata e Ciampino (volo Ryanair, lunedì 15 alle 16:05) al ritorno. Premesso questo, se vi va bene una sistemazione in periferia potete considerare il Days Hotel Park West, che si trova parecchio lontano dal centro della città ma a 200 metri dalla stazione ferroviaria, come potete vedere qui: in tal modo il costo totale per volo ed hotel sarà pari a 344 euro a persona. Se preferite alloggiare in centro, i prezzi come prevedibile salgono: con 376 euro a persona potete comunque sistemarvi presso la Clifden Guesthouse, in buona posizione (un chilometro dal Trinity College: mappa), scelta a parer mio consigliabile: dopotutto i soldi risparmiati per l’hotel verrebbero spesi per treni e metropolitana, ergo…
Le due proposte che vi ho indicato sono state trovate con l’aiuto di Edreams: qualora siate interessati potete fare altrettando utilizzando il motore di ricerca volo + hotel presente sul sito stesso. Infine, vi faccio notare che se volete assistere alla Parata dovrete prolungare il soggiorno fino a mercoledì 17, giorno che prevede la fine dei festeggiamenti, ma non disperate: anche in questo caso i prezzi sono tutto sommato accessibili,anzi, visto che non si tratta di un weekend potreste perfino risparmiare qualcosa!
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