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Georgia

Nuovi voli Alitalia per la Georgia e l'Arabia Saudita

pubblicato da debora in: Roma Arabia Saudita Georgia

Nuovi voli Alitalia in Georgia e Arabia Saudita

Novità in casa Alitalia, finalmente! Se ne sentiva il bisogno, dopo che l’ultima novità segnalata per l’ex compagnia di bandiera (codice IATA AZ) era il Torino-Olbia dello scorso maggio.

Tblisi capitale della Georgia; dal 5 maggio 2012 parte il collegamento tra Roma Fiumicino (FCO) e l’aeroporto Internazionale di Tblisi (TBS), con collegamenti il lunedì e il sabato. Volo AZ550 che parte da Roma alle 22:10, e volo AZ551 che parte da Tblisi alle 5 del mattino.

Riyadh la capitale dell’Arabia Saudita; dal 1 giugno del 2012 parte invece il collegamento con l’aeroporto Internazionale di Riyad-King Khalid (RUH), 4 volte alla settimana. Volo AZ878 che parte da Roma alle 20:30, e volo AZ879 che parte dalla penisola araba alle 3:35.

Foto Hunter-Desportes, jonrawlinson, henribergius.

Il posto di confine più bello del mondo: Sarpi Border, tra la Georgia e Turchia

pubblicato da Nemo in: Turchia Georgia

Sarpi Border confine Georgia Turchia 3

Pensando di dover oltrepassare il posto di confine che separa la Georgia dalla Turchia nella nostra mente si materializzano immagini di luoghi cupi e inospitali, oscuri e inquietanti. Risulta quindi doppiamente sorprendente scoprire che il Sarpi Border, che sancisce il confine tra le due nazioni nella parte meridionale del Mar Nero, è una frontiera così architettonicamente raffinata.

Complice la collocazione sulle rive del mare, l’edificio realizzato dal tedesco Jürgen Mayer risulta decisamente anticonformista:

Un edificio bianco, sinuoso, fatto di piani a sbalzo che si affacciano, morbidi e sinuosi, sul Mar Nero. Un’architettura erosa dal vento, una roccia artificiale che diventa paesaggio. In soli due anni e con poco più di otto milioni di euro lo stato georgiano, a cavallo tra oriente e occidente, dà a tutti il benvenuto nel proprio Paese, con un’immagine contemporanea e all’avanguardia.

Un’opera grandiosa ed anche piuttosto costosa, che farebbe pensare ad un transito turistico piuttosto importante, che comunque dalla parte turca trova la solita frontiera con cancelli di ferro e torrette di cemento armato.

Via | Artribune
Foto | Jesko-Johnsson-Zahn

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Katskhi Pillar: la chiesa più scomoda e irraggiungibile del mondo!

pubblicato da Nemo in: Arte Georgia

Katskhi Pillar chiesa più alta del mondo

Trovare una chiesa costruita sulla cima di una altissima colonna di roccia non è cosa di tutti i giorni e fa anche sorgere qualche dubbio sulla sanità mentale di chi ha faticato tanto per realizzarla. Quella di Katskhi Pillar è probabilmente la chiesa più alta e scomoda del mondo, dato che si trova sulla sommità di uno sperone alto 40 metri, dove un tempo sorgeva un tempio pagano.

Dalle pianure della Georgia si innalza questo strano risultato della geologia e dell’inventiva umana: l’edificio sacro fu costruito nel settimo secolo e utilizzato dagli eremiti che lassù si trovavano evidentemente a loro agio.

L’accesso alla chiesa, trattandosi di luogo di culto ortodosso, è vietato alle donne, mentre gli uomini si devono sobbarcare una scalata bestiale utilizzando una precaria scala di ferro. Tenetelo a mente se vi viene voglia di visitarla…

Foto | dailypicksandflicks.com

Katskhi Pillar chiesa più alta del mondo Katskhi Pillar chiesa più alta del mondo Katskhi Pillar chiesa più alta del mondo

Vardzia in Georgia, baluardo cristiano contro l’invasione Mongola

pubblicato da debora in: Archeologia Georgia


Anno domini 1185 dopo Cristo, sempre più spesso i demoni arrivavano dalle steppe dell’est, a dorso dei loro cavalli, per razziare nelle fertili valli comprese tra il grande e il piccolo Caucaso, dove da secoli si erano insediati i georgiani, tra i primi a dichiarare il loro regno cristiano.

In quell’anno la regina Tamara, figlia di Girorgio III, re dei re e regina delle regine, castigo dei vicini regni musulmani, decise di costruire la città monastero di Vardzia, baluardo cristiano per resistere alle invasioni dei mongoli. E tale rimase fino a quando nel 1551 fu conquistato e distrutto dai persiani di Tahmasp I.

Quello che rimane oggi è solo un riflesso delle oltre 6.000 stanze disposte su tredici piani, con una chiesa, la sala reale e un sistema di irrigazione che permetteva alla città di sopravvivere grazie ai frutti delle terrazze coltivate. Oggi qui ci vive un manipolo di monaci, che conserva il ricordo di quell’epoca, e accompagna i visitatori per le gallerie segrete di Vardzia.

Galleria fotografica di Vardzia in Georgia. Foto | Lidia Ilona | rogoyski.

Parte a luglio il Mongol Rally 2008

pubblicato da debora in: Automobile Esplorazione Madrid Londra Mongolia Milano Georgia

Valle in Georgia
L’edizione 2008 del Mongol Rally partirà il 19 luglio 2008 da Londra, ma visto il grande successo che la manifestazione ha avuto tra gli italiani e spagnoli, sono state programmate partenze anche da Madrid e Milano.

Leggo dal sito:

Immagina di trovarti nel bel mezzo del gigantesco deserto del Kazakistan, la tua macchina che rimbalza fra le buche di una strada sterrata che la tua mappa si ostina a chiamare “autostrada”, completamente sperduto e senza nessuna idea di quale sia la direzione giusta, a centinaia di chilometri dal primo avamposto di civiltà e senza nessun aiuto o team di supporto che ti possa dare una mano. Solo tu, i tuoi malcapitati compagni, il vento caldo della steppa, una maglietta lurida, polvere anche nelle calze, una macchina che le leggi della fisica e del buon senso non avrebbero mai neanche suggerito potesse passare le Alpi ed un brutto ceffo con baffoni, cavallo ed una fucile a tracolla.

Roba da matti, o da inguaribili romantici, secondo il punto di vista di ciascuno di noi, visto che le poche regole di questo rally prevedono che si raggiunga la capitale mongola di Ulaan Baator, in tre settimane, seguendo un proprio percorso a bordo di macchine che abbiano al massimo una cilindrata di 1.000 cc. Mi sono fatta un giro tra le foto dei partecipanti e in pratica si tratta di catorci, o di futuri catorci, viste le “strade” su cui dovranno passare. Allora, matti o eroi?

Il sito ufficiale del rally.
[TheAsarya] ha scattato questa foto da qualche parte in Georgia durante l’edizione 2007.
I set fotografici, 1 e 2, di aiden.hopfner dell’edizione 2007.
Il set fotografico di mongogolia sempre dell’edizione 2007.
Il tragitto pianificato da StevenCloud per il 2007 e per il 2008.

Offerta sui voli della Austrian Airlines per San Pietroburgo, Mosca e Kiev

pubblicato da debora in: Roma Voli e Viaggi Low Cost Kiev Mosca San Pietroburgo Venezia Milano Firenze Verona Bologna Armenia Georgia

Log Austrian AurlinesQuella della Austrian Airlines non si può definire un’offerta low cost, ma la promozione red ticket è sicuramente interessante visto che si tratta di destinazioni poco battute dalle altre compagnie, a prezzi più ragionevoli di quelli normalmente praticati.

Alcuni esempi: la destinazione Mosca Domodedovo, con partenze da Bologna, Firenze, Milano, Roma, Verona e Venezia si può trovare con prezzi a partire da 270 euro all inclusive. Sempre dalle stesse città si possono trovare biglietti per San Pietroburgo a partire da 260 euro all inclusive e Kiev in Ucraina con prezzi che partono da 270 euro. Segnalo poi che la compagnia serve anche gli aeroporti di Tblisi in Georgia (biglietti a partire da 520 euro) e Yerevan in Armenia (biglietti a partire da 420 euro).

Il periodo di volo per l’offerta, che sarà in vigore fino al 19 gennaio, va dal 15 gennaio 2008 al 31 marzo 2008.

Il villaggio fortificato di Shatili in Georgia

pubblicato da Marco in: Guide Georgia

Il villaggio fortificato di Shatili in GeorgiaSe consideriamo lo spartiacque del Grande Caucaso come parte del confine meridionale tra Asia ed Europa, la Georgia è un paese interamente asiatico; se invece consideriamo come limite meridionale la linea immaginaria che passa per i fiumi Kura e Rioni, la Georgia diviene un paese per metà europeo e per metà asiatico (e il monte più alto d’Europa non sarebbe più il Monte Bianco…). Quale sia il confine geografico, culturalmente la Georgia è un paese europeo, che ha dovuto combattere duramente per non scomparire nella storia.

Shatili, qui in una foto di Paata, nella regione montuosa di Khevsureti in Georgia, porta su di se le tracce di questa storia, fatta da popolazioni, che per difendersi dalla natura e dagli uomini, si è stretta intorno a villaggi-fortezza. Shatili, ancor oggi abbastanza ben conservato, era uno di questi villaggi, sorti tra le gole del Caucaso, costruito in modo da permetterne la difesa dai nemici invasori; così si spiegano le case addossate una all’altra, il loro sviluppo verticale a mò di torri di vedetta, l’assenza di finestre nelle parti basse e le porte d’ingresso basse e scomode, pensate appositamente per mettere in difficoltà gli assalitori.

Il tour operator di Lugano, Maradise, propone un tour di 12 giorni tra le montagne del Caucaso, che prevede anche percorsi di trekking, uno dei quali conduce i partecipanti per sentieri montani fino a questo villaggio-fortezza.

Non è poi così lontana Samarcanda

pubblicato da Magno in: General Viaggiatori Iran Turchia Russia Azerbaijan Georgia


Su La Gazzetta di Sondrio ho letto un grande reportage in tre parti della scrittrice e medico Cristina Cattaneo: Non è poi così lontana Samarcanda: si parte da Nukus in Karakalpakstan, per attraversare i paesi dell’ex Turkestan (Turkmenistan, Kazakistan, Kirgizistan, Tagikistan e Uzbekistan) tra Armenia, Azerbaijan, Iran, Georgia e Turchia. Posti quasi fantastici, che con una buon racconto di viaggio prendono subito forme reali. Come dice l’autrice: “Peccato che il momento storico non sia dei più favorevoli.”

C’è un grande manifesto nella piazza della cittadella di Khiva. “Silk Road Project”. “Progetto per la Via della Seta”, patrocinato dall’Unesco. Khiva fa parte del patrimonio dell’umanità. Noi europei sappiamo poco di queste zone, conosciamo poco queste civiltà. Siamo troppo eurocentrici. Forse dovremmo fare un piccolo sforzo e ricordare per esempio Marco Polo, il Viaggiatore per eccellenza e lo spirito con cui viaggiava. O fare un salto indietro di altri millecinquecento anni e ripercorrere il cammino di Alessandro Magno. Qualche anno fa un archeologo inglese, Michael Wood, l’ha fatto. Tutto. Ne ha realizzato un interessante servizio per la BBC.

Forse dovremmo documentarci anche sull’avanzata araba verso oriente. Chi c’era prima, com’è stato dopo.

Quante cose scopriremmo! Per esempio che lungo la via della seta c’era ricchezza, cultura e tolleranza. Poco si addicono gli scontri armati ai commerci. Scopriremmo che si parlavano tante lingue e che c’era una grande libertà religiosa. Qui trovavano rifugio i perseguitati delle altre religioni e convivevano pacificamente. Dai cristiani nestoriani agli ebrei karaiti, dai sufi islamici ai manichei e ai buddisti, dai seguaci di Zoroastro ai cultori dello sciamanesimo. Ciò dava luogo anche ad interessanti fenomeni di sincretismo. Ancora oggi il turista profano avverte che qui l’islam è ben diverso da quello praticato nei paesi arabi.
Cos’avevano in comune tutte queste religioni? Probabilmente un misticismo di fondo. I mistici di tutte le religioni sono infatti molto simili.

Khiva, Bukara, Samarcanda, Shakrisabz (la città di Tamerlano). Quante fotografie! Moschee e madrasse, madrasse e moschee.

Viaggi in Georgia, Shavnabada

pubblicato da Magno in: Viaggiatori Arte Russia Georgia

Foto di Luca Bardello

In effetti non sono in molti a sapere dove si trova Shavnabada, nemmeno tra gli abitanti della capitale Tbilisi. Ne parlava Luca Bardello, che ci è stato per un progetto scientifico e ha scattato belle foto di monaci, oggetti e architetture. Ieri ho riaperto una pagina su Tripod dedicata al monastero e con sorpresa ho visto caricare in maniera regolare le foto di una visita che risale al 1980, accompagnate da una breve storia che fa accapponare la pelle un pò alla maniera del libro Le vie incantate di Parigi. Nel sito di Victor Djorbenadze trovate tante altre pagine di viaggi in Georgia: Tbilisi negli anni ‘70, vallate e montagne, monasteri affrescati e affreschi rovinati da tutto il paese.

Alspigul: snowboard alpinismo nel Caucaso

pubblicato da Magno in: Lombardia Sulla neve Russia Georgia



Si trova nel Caucaso la vetta europea piu’ alta, l’Elbrus che dall’alto dei suoi 5642 metri sta vedendo sorgere alberghetti tra le dacie che ospitavano i dirigenti dell’Urss. L’aeroporto piu’ vicino è Mineralnye Vody, la Repubblica è quella di Kabardino-Balkaria fra la Georgia ad ovest, e l’Ossezia e la Cecenia ad est. Una ventina di foto le vedete da Alspigul, insieme al racconto della loro spedizione di sci alpinismo; su Bike Board hanno pubblicato anche un paio di guide per lo snowboard alpinismo, con i loro itinerari nelle Orobie e oltreconfine in Austria, Francia e Svizzera.