L’Iran è un paese medio-orientale che si trova nel sud-ovest asiatico e che spesso è nominato e al centro dei discorsi politici.
Oggi vogliamo concentrarci sulla natura, sui paesaggi e sui luoghi che questo paese è in grado di offrire.
A parlare sono i panorami, i paesaggi che questo luogo ha come vero e proprio patrimonio. Guardate le immagini in questa gallery, guardate l’Iran e la sua natura mozzafiato
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Francia, meta di numerosi viaggi da ogni parte del mondo.
C’è Parigi, da sempre vista come città dell’amore e dell’innamoramento. Ma ci sono anche tanti altri luoghi da visitare.
Eccoli fotografati dall’alto, in una gallery che può essere fonte di ispirazione per viaggi, con mete da non perdere e, in alcuni casi, da riscoprire.
Continua a leggere: Viaggio in Francia: mete, foto e luoghi da visitare
Da Hong Kong, in due ore di treno raggiungo la citta di Guangzhou in Cina. Al confine le procedure d’immigrazione sono state semplici e veloci. Certo, hanno dovuto controllare se possedevo una guida del Tibet o libri che raffigurassero il Dalai Lama. Sembra che la polizia al confine sia stata istruita dal governo cinese a sequestrare qualsiasi cosa rappresenti il Dalai Lama o che reclami l’indipendenza del Tibet. A Guangzhou (grigia di smog, intasata dal traffico e decisamente anonima), mi informo subito su come raggiungere Yangshuo.
Qui, il primo impatto con una delle maggiori difficoltà che avrei incontrato durante tutto il mio viaggio in Cina: la comunicazione. Salvo che non si viaggi in percorsi turistici “classici” (Shangai, Beijing ecc.), è quasi impossibile trovare personale che parli inglese e che sia disposto ad aiutarti. Mi sono recata e solo grazie alla mia guida di viaggio nella quale c’era scritto il nome Yangshuo in caratteri cinesi, sono riuscita a comprare un biglietto per uno sleeping bus che in venticinque ore di viaggio mi avrebbe portata a destinazione.
Ho raggiunto la cittadina esausta ma ne è davvero valsa la pena. A soli 70 km dalla città di Guilin nella provincia di Guangxi, si trova la famosa Yangshuo tanto bella che il paesaggio della regione è ritratto sulla banconota da 20Yuan. Sembra essere il paradiso dei globetrotter e giovani turisti provenienti da tutto il mondo vanno ad aggiungersi ai numerosi turisti cinesi. Il posto è alquanto affollato ma perlomeno riesco a comunicare in inglese. Grazie al cielo il continuo turismo ha portato un variegato numero di ristoranti e pub che offrono dell’ottima birra e ci sono trattorie più che decenti che propongono i classici menu continentali. Dato che i primi giorni non volevo buttarmi nell’ignoto della gastronomia asiatica, ordinavo il classico fried rice o la noodles soup; poi però, armata di bacchette mi son fatta coraggio e sbirciando i piatti fumanti dei miei vicini di tavolo, ordinavo indicando al cameriere quelli che mi sembravano i più invitanti. Da assaggiare il Lipu Taro Pork e il Beer Fish.
I fiumi, le montagne, le foreste e soprattutto il cielo azzurro hanno riacceso il mio ottimismo; la vallata è completamente piatta, i fiumi scorrono lisci e costeggiano i piedi delle numerosissime montagne carsiche, che arricchiscono lo scenario con le loro forme a “panettone”. Consiglio vivamente di affittare una bicicletta e di esplorare i dintorni nella campagna verde di Yangshuo e Guilin, villaggio dopo villaggio si oltrepassano infinite risaie e lungo le sponde del fiume è possibile imbattersi nella preparazione di una tecnica di pesca notturna davvero curiosa. I pescatori della regione da generazioni hanno abbandonato le reti da pesca e utilizzano i cormorani che abitano il fiume e il loro infallibile istinto per catturare i pesci. Viene legato un lungo laccio intorno al collo dell’animale per evitare che ingerisca il pesce pescato che poi viene tuffato nelle acque più e più volte, finché la barca non si riempie di pesci. In quest’area si può anche visitare il piccolo villaggio di Yao, dove vive l’etnia Yao (dello stesso ceppo del Laos-Thailandia) famosa per le sue donne che non tagliano mai I capelli dall’età di 14 anni.
Continua a leggere: Lo spettacolare paesaggio di Yangshuo in Cina
Sarajevo, ieri e oggi.
Ecco le foto che mostrano la città bombardata dalla guerra negli anni ‘90, distrutta e logorata dalla violenza, e immortalata oggi, ai tempi nostri, tra scenari completamente diversi.
Stessi luoghi, stessi posti, con una ventina d’anni di differenza.
Tra le montagne cinesi dello Yunnan, si trova Lijian, una vecchia cittadina attorniata da alte mura. Tutto quello che queste mura racchiudono, è qualcosa che vale veramente la pena di visitare. Lijian è un numero infinito di tetti a pagoda uno incollato all’altro, stradine di pietra, ponticelli in legno, canali e fiumiciattoli pieni di pesci. Ci sono ristoranti, negozi, botteghe e pub che servono dell’ottima birra. E’ un infinito labirinto di viottoli che conducono a piccole Guest House in lego con corti interne e giardini nascosti, degni di una residenza imperiale. E’ un borgo senza tempo e meravigliosamente mantenuto, in cui non c’è da sbalordirsi se nella nebbia notturna, i guerrieri ninja saltano i tetti con passi felpati.
Camminando e letteralmente perdendosi tra i vicoli (tanto che a ogni angolo ci sono mappe intagliate nel legno), v’imbatterete nei Naxi, l’etnia che dimora questa regione. I Naxi sono una delle ultime società matriarcali al mondo, in cui le figlie appartengono alle madri e sono proprio loro che ereditano i beni famigliari, inoltre le donne più anziane della famiglia dettano legge. Sembra che il governo cinese ci tenga alla tradizione folkloristica e per questo motivo si preoccupa di preservare alcune minoranze etniche nelle varie regioni del paese (perlomeno le più lucrative…). Il loro semplice vestito tradizionale è prevalentemente di colore blu e tutti i giorni organizzano danze popolari in una delle tante piazze del paesino. L’atmosfera è gioviale e il cibo buonissimo. Assaggiate la Naxi Breakfast e vi assicuro che non ve ne pentirete. Mentre camminate da una bottega all’altra, fermatevi e comprate qualche patata dolce e formaggio di capra fritto, divorate i Naxi Sandwich e assaporate la frittata spessa come pancake.
Lijian è così bella che ti rapisce. Non vi stancherete mai di passeggiare qua e là e i vostri occhi saranno deliziati dalle coloratissime pantofoline cinesi, dai cuscini in seta, dalle morbidissime sciarpe e dai giocattoli di legno. Gli esperti artigiani, lavorano il legno in maniera divina e non vi sorprendete se la vostra valigia si riempirà di piccoli oggetti fatti a mano. Le donne saranno accecate dall’argento e dai gioielli in stile orientale, impossibili da trovare in Europa: anelli grossi come limoni, orecchini, collane e bracciali decorati difficilissimi da resistere.
Continua a leggere: Tra le montagne cinesi dello Yunnan e tra le mura di Lijian
Tra le spiagge più belle del mondo, è di dovere citare quelle toccate dal mare delle Andamane e soprattutto le Andaman Islands al sud della Thailandia. Tra le tante isole ce n’è una di cui è impossibile non innamorarsi e che consiglio caldamente di visitare il prima possibile, prima che il turismo di massa e tutto ciò che comporta la rovinino per sempre. Sto parlando di Koh Lipe, una piccola isola che fa parte del National Marine Park di Tarutao e che si trova vicinissima alle coste Malesi. L’isola non ha nulla da invidiare alle mete più in voga degli ultimi anni: il mare è cristallino e caldissimo, gli abitanti dell’isola sono riservati e amichevoli e il cibo e la frutta saranno la cosa che rimpiangerete più di tutto. Insomma, preparatevi al paradiso terrestre!
L’isola offre tre spiagge principali, Sunset beach, Sunrise beach e la Pattaya beach e in ognuna delle quali è possibile soggiornare in semplici capannine di legno a buon prezzo o in bungalow con tanto di aria condizionata. Io consiglio sempre le capannine: d’altro canto qui non vi serve nient’altro che un’amaca e un buon libro.
Se amate la tranquillità, scegliete la Sunset beach, dove potrete spendere le giornate oziando cullati dalle onde e accecati dal riverbero del sole sulla spiaggia di un bianco immacolato. Vi assicuro che vi riuscirà veramente difficile allontanarvi dal mare e andrete ad aggiungervi a tutti quei corpi che galleggiano sulla riva: difatti, il “morto a galla” sembra essere una delle attività più in voga di Koh Lipe.
Continua a leggere: Le isole più belle della Thailandia: le Andaman Islands
Le caverne di ghiaccio sono un luogo davvero affascinante da poter visitare, in occasione di un viaggio che lo permetta.
Lo testimoniano queste foto che mostrano le immagini più belle dalle caverne ‘glaciali’ sparse per il mondo. Inizialmente formate da lava e calcare, col tempo sono state ricoperte di ghiaccio.
Questa gallery mostra alcuni degli scatti più intensi e rappresentativi dell’esperienza all’interno di un simile luogo…
Continua a leggere: Le foto delle più belle caverne di ghiaccio del mondo

Davanti all’ingresso dello studio di tatuaggi tahitiano “Tahiti Ink” di Tautu Ellis, una delle ragazze del gruppo mi guarda decisa e mi dice: “Tautu tattoos, che nome tautologico!”. Scoppio a ridere, ma mi viene un dubbio: sarà un caso di nominative determinism o sarà che, essendo in Polinesia, le probabilità di trovare un tatuatore con il nome che ricorda la parola tattoo sono più alte? Tutte le lingue parlate in questi arcipelaghi ruotano infatti attorno a 12 lettere e tanti accenti. Se a questo aggiungiamo che il tatuaggio qui è una pratica molto diffusa e che la maggior parte della gente del posto che ho visto finora, chi più chi meno, ne sfoggia qualcuno, forse è solo una questione di circostanze favorevoli.
Ma torniamo a Tautu Ellis: è nato a Tahiti ma i suoi avi erano in parte delle Tuamotu, in parte delle isole Marchesi. Ha iniziato ad interessarsi all’arte del tatuaggio a 14 anni ma è stato dichiarato pronto per l’esecuzione della sua prima opera solo a 17. Durante questi anni di formazione ha studiato il simbolismo ed i linguaggi utilizzati in tutti gli arcipelaghi e perfezionato le varie tecniche.
Fin dal primo momento la sua famiglia ha appoggiato la sua scelta in quanto tradizionalmente in Polinesia il tatuatore è una professione che viene guardata con rispetto. Questo nonostante il tentativo da parte della chiesa di sradicare alcune tradizioni locali giudicate disdicevoli, tra le quali il tatuaggio. Bisogna ricordare infatti che questa pratica è stata considerata fuorilegge per circa 200 anni, da quando i francesi chiesero a Re Pomare II di bandirla al momento della sua conversione al protestantesimo, e solo intorno al 1980 le cose sono cambiate.
Tautu prende la sua professione molto seriamente e non la considera solo un lavoro, è un viaggio continuo alla ricerca delle proprie tradizioni attraverso una pratica ricca di simbolismi. Il tatuaggio polinesiano segue il progresso della vita di chi lo se lo fa, imprimendo nella carne un promemoria che descrive le proprie conquiste. E decifrando con uno sguardo i segni sulla pelle, si può scoprire immediatamente il valore di una persona.
Dato il continuo successo delle liste “10 cose da fare…” per i viaggiatori, utili e meravigliosamente concise, oggi ho deciso di proporre la lista delle “10 cose da NON fare in India”, ovviamente basandomi sulla mia esperienza personale. Quelli che hanno già viaggiato nel paese molto probabilmente riconosceranno alcuni consigli, rivivranno alcuni momenti divertenti del viaggio e sapranno anche che ci sono mille cose da NON fare in India: tra tutte, questo decalogo mi è sembrato il più adatto. Comunque, la regola d’eccellenza per i viaggiatori è il buonsenso e la consapevolezza di essere in un paese straniero che ha una storia, una cultura e delle tradizioni totalmente diverse dalle vostre. Detto ciò, riempite la valigia, aprite i vostri orizzonti e preparatevi per l’India.
1. Non dimenticare un medicinale contro i problemi intestinali a effetto immediato. Per quanto possiate stare attenti al cibo che mettete sotto i denti, il rischio è comunque alto, soprattutto se decidete di essere impavidi e di assaggiare la piccantissima cucina indiana (che consiglio vivamente). Preparatevi a qualche giorno di crampi allo stomaco e disturbi vari.
2. Non cambiare i soldi all’aeroporto, il cambio è davvero svantaggioso. Quello che vi consiglio di fare è lasciare l’Italia con già alcune rupie indiane per eventuali spostamenti in taxi appena arrivati, poi cercate subito un cambio locale.
3. Non dare denaro ai bambini che mendicano. Se sentite davvero il bisogno di un intervento immediato, comprate cibo preferibilmente locale (EVITATE SNACKS E BIBITE GASSATE).
4. Non entrare nei templi e nei luoghi sacri con vestiti succinti. In chiesa ci entrate scosciate, in costume o in pareo? Il buonsenso è universale!
Davvero curioso ed originale questo video.
Il ragazzo che vedete sempre in primo piano nelle immagini ha deciso di fare un viaggio lungo gli Stati Uniti. In autostop. Era uno dei suoi sogni e lo ha realizzato. Inoltre ha voluto documentare questa sua avventura attraverso immagini e fotografie.
Qualche dato: 5000 miglia, 3000 fotografie, 930 persone immortalate. Divertimento, curiosità e voglia di mettersi alla prova. Non per niente, il titolo di questo video è “I love people”. Cos’altro da aggiungere se non il piacere di vedere le città visitate e i tanti generi di persone incontrate?
S-t-u-p-e-n-d-o