Altro che city break, qui si parla di una vera e propria spedizione in Africa: sto parlando dell’offerta di NBTS Viaggi per 14 giorni nel Corno d’Africa, per un viaggio on the road sulle orme della prima, famosissima spedizione Overland.
Come potete vedere consultando l’itinerario di viaggio si tratta di una esperienza che risulterà probabilmente indimenticabile, che ci porterà a visitare metropoli come Addis Abeba così come luoghi di culto e incredibili paesaggi naturali, come quelli, ad esempio, offerti dai Monti Simien.
E i costi? Meno alti di quanto si possa pensare, si parte infatti da circa 2.100 euro (tasse aeroportuali escluse), cifra che comprende voli, hotel con pensione completa e tutti i trasferimenti, ovviamente su 4 ruote. Altrimenti che Overland è?
Foto | don_macauley

Ethiopian Airlines, la compagnia di bandiera dell’Etiopia che è già attiva sulla tratta Roma-Addis Abeba, adesso collega la capitale etiope con Milano Malpensa.
I capoluogo lombardo sarà collegato con Addis Abeba 5 volte la settimana con voli operati con dei Boeing B767 e B757.
Nella foto il Leone di Giuda, simbolo della tribù israelita di Giuda nel libro della Genesi, dalla quale secondo la tradizione (giudaica e cristiana) discendono gli etiopi.
Foto | Ondřej Žváček.
Ethiopian Airlines, forse spinta dalla crisi nordafricana e dalla conseguente domanda di nuove appetibili destinazioni nel continente africano, annuncia oggi il suo nuovo volo Milano Malpensa - Addis Abeba.
Il volo sarà operativo a partire da giugno, con 5 frequenze settimanali, e si affiancherà a quello già esistente con partenza da Roma Fiumicino.
La prenotazione non è ancora possibile, per farmi un’idea dei prezzi ho controllato proprio le tariffe del volo da Roma: un a/r costa mediamente 500 euro.
Foto | Vob08

Entro l’anno in Etiopia sarà aperto il Museo del Caffè, il primo al mondo dedicato alla bevanda (e alla pianta) più apprezzata del mondo. Sorgerà a Bonga, nel sudest del Paese, che sembra essere la culla del caffè. L’opera, costata oltre un milione di euro, sarà corredata da un centro per le ricerche sul caffè e da locali che ospiteranno mostre e convegni.
Forse pochi sanno che prendere il caffè in Etiopia è molto più che un’usanza: è una vera e propria cerimonia che significa ospitalità, amicizia e rispetto, sia che si venga invitati in casa o in un locale caratteristico con il pavimento cosparso di erba fresca come buon auspicio.
La cerimonia si svolge così: a servire gli ospiti è in genere una giovane donna, che prepara il tavolo bruciando dell’incenso. Poi prosegue lavando i chicchi bianchi e pestandoli a mano, quindi li tosta in un padellino. Il caffè, una volta pronto, viene versato da una piccola brocca tonda in tazzine senza manico e servito nero e bollente, mentre lo zucchero va a parte.
Continua a leggere: In Etiopia apre il primo Museo del caffè
Una proposta di viaggio per le prossime vacanze di Natale davvero affascinante quella di NBTS Viaggi, che ci porta nel corno d’Africa alle scoperta, tra l’altro, delle cascate del Nilo Azzurro, poi a Gondar, l’antica capitale dell’Etiopia, a Lalibela, città santa delle chiese scavate nella pietra, e tanto altro ancora.
Uno di quei viaggi, insomma, che definire “vacanza” è riduttivo, e dal programma così complesso da non poter essere riassunto nello spazio di questo post.
Mi limito quindi a indicare la data di partenza, il prossimo 22 dicembre, la durata, 14 giorni, le modalità di viaggio - volo di linea da Roma per Addis Abeba e spostamenti in fuoristrada - e che nel costo, a partire da 1.950 euro a persona tasse aeroportuali escluse, sono inclusi volo, spostamenti e trattamento di pensione completa in quasi tutti gli hotel.
Foto | Marc Veraart

Anche oggi milioni di connazionali consumeranno il rito quotidiano dell’espresso al bar; “per favore uno al vetro”, “uno poco macchiato”, “uno macchiato tiepido”, “un marocchino”, lo zucchero o il dietor, magari ci facciamo servire anche un bicchiere d’acqua, due sorsi di caffé e poi via, di corsa al lavoro. Al massimo 5 minuti, se si fanno due chiacchere con il barista, se c’è fila al bancone, se si da una scorsa ai titoli del giornale.
Tutto un altro mondo, un altro ritmo, altri sapori, se si ha la ventura di prendere il caffè in Etiopia, dove più che prendere di prendere il caffé, si tratta di partecipare ad una cerimonia, che dal momento che si entra nel locale (non stupitevi troppo del tappetto di erba fresca per terra…serve per riavvicinarsi a madre natura) e una giovane ragazza lava i chicchi bianchi di caffè in una ciotola a quando si beve l’ultima delle tre tazza di caffé, quella che porta con se la benedizione, può durare anche un’ora.
Via Il Reporter.
Foto | myeralan.
Da Wikipedia:
La costruzione delle 11 chiese rupestri di Lalibela, scavate nella roccia tufacea, costruite senza muratura, né pietre né legname e collegate fra loro da cunicoli, fu iniziata alla fine del XII secolo dal re Gadla, che dopo la presa di Gerusalemme da parte del Saladino decise di fondare una seconda Gerusalemme nella sua capitale, Roha, che divenne centro di grandi pellegrinaggi.
E’ un tesoro, un patrimonio dell’umanità, poco conosciuto però, anche per la travagliata storia di quel paese, e per le difficoltà che il turista medio incontra per arrivare da quelli parti, non proprio accessibili. Vedere WikiMapia per credere.

Mi ero ripromessa, una volta tornata a casa con una connessione internet decente, di cercare maggiori informazioni sul reale motivo per cui il lago Turkana, che giace tra il Kenya e l’Etiopia ed è alimentato dal fiume Omo, venga anche chiamato “mare di giada”. Mentre navigavo sul lago, diretta all’isola in cui, da neppure un mese, si è rifugiata la comunità El Molo in seguito a un cruento attacco della tribù Gabbra (cosa di cui, ovviamente, non si trova traccia sul web, dato l’isolamento della regione -ma a questo argomento e, in generale, alle popolazioni del nord del Kenya, magari, dedicherò un post a parte-) la mia guida mi parlava di frammenti microspici di giada sospesi nelle acque del lago. I cristalli presenti in grande quantità nel lago (che è il più grande lago alcalino del mondo) sarebbero i responsabili appunto del suo colore verde giada.
In realtà le acque cambiano di tonalità con il variare dell’incidenza dei raggi del sole, e vanno dall’argento del primo mattino, al blu profondo, fino al verde giada appunto, passando attraverso tutte le sfumature intermedie. Quello che vi posso dire è che il “mare di giada” è effettivamente di una bellezza stupefacente. Sarà il deserto vulcanico fatto di pietre porose di un colore tra il rosso e il porpora che gli fa da contorno, sarà il cielo limpido e profondo, di quelli che l’Africa sola sa regalare, saranno i villaggi con le capanne rotonde o il sorriso della gente, ma il lago Turkana è uno di quei (pochi) posti che ti rimangono nel cuore al primo sguardo.
La foto è presa a sud di Loiyangalani, davanti all’isola sud, che ora è protetta dall’UNESCO.

In Etiopia c’è una città famosa per i suoi numerosi castelli, la cui architettura è ispirata alla tradizione medievale della penisola iberica. Gondar, risalente al diciassettesimo secolo, è situata a circa 500 chilometri da Addis Abeba, la capitale, e a 35 chilometri dal lago Tana, ai piedi delle montagne Simien di cui vi parlammo tempo fa. Alcune indicazioni pratiche per visitare la città e la zona le trovate qui.
Il sito è stato di recente sottoposto a interventi di restauro dall’UNESCO. Fasil Ghebbi, un complesso fortificato formato da sei edifici principali circondati da mura che si estendono per 900 metri, in un’area che comprende una ventina di palazzi e costruzioni reali e trenta chiese, è incluso nella World Heritage List. Originariamente di influenza araba e hindu, è stato poi adattato allo stile barocco dai missionari gesuiti.
Un’idea per visitare i castelli di Gondar è quella di affidarsi a una agenzia locale come Dinknesh Tour o Lake Tana Tour, che organizzano itinerari culturali, storici e naturalistici in Etiopia. La foto è di ctsnow.
Vi avevamo già segnalato tempo fa i blog del fotografo belga Axel Derriks con le sue belle immagine del Burkina Faso e del Kashmir. Ora sono on-line anche i primi scatti del la sezione sull’Etiopia.
Le immagini risalgono allo scorso febbraio, vale una pena darci un’occhiata, mentre aspettiamo che l’autore posti altre foto!