Le immagini che mostrano l’osservatorio astronomico a Jungfraujoch sono qualcosa di veramente suggestivo.
Appare come una specie di torre, altissima (come effettivamente è), immersa nel vuoto del cielo, coperta anche da questa foschia che sembra quasi conferirle un qualcosa di magico o romanzesco.
Eppure esiste e magari molti di voi l’hanno anche già visitata e vista dal vivo. Si trova in Svizzera, a qualcosa come 3571 metri di altezza e all’interno della montagna c’è un ascensore che permette di arrivare fino in cima, direttamente all’interno dell’osservatorio. E’ aperto il pubblico, quindi se siete in zona e avete voglia di visitarla, perchè non prendere qualche informazioni e vederla in prima persona? Nel frattempo, godetevi questa spettacolare gallery
L’Osservatorio Sphinx a Jungfraujoch
Continua a leggere: L'Osservatorio Sphinx a Jungfraujoch in Svizzera, le foto
Davvero curioso ed originale questo video.
Il ragazzo che vedete sempre in primo piano nelle immagini ha deciso di fare un viaggio lungo gli Stati Uniti. In autostop. Era uno dei suoi sogni e lo ha realizzato. Inoltre ha voluto documentare questa sua avventura attraverso immagini e fotografie.
Qualche dato: 5000 miglia, 3000 fotografie, 930 persone immortalate. Divertimento, curiosità e voglia di mettersi alla prova. Non per niente, il titolo di questo video è “I love people”. Cos’altro da aggiungere se non il piacere di vedere le città visitate e i tanti generi di persone incontrate?
S-t-u-p-e-n-d-o
Guardando questo video ho quasi sbriciolato il mouse per l’ansia. Ma lui non è uno qualunque.
Alejandro Paz è un biker professionista che ha posizionato una telecamera sulla sua bicicletta e si è ripreso mentre sfrecciava in uno strettissimo sentiero sulle Ande.
Alta velocità, pietre e un dirupo alla sua destra. Complimenti ad Alejandro, non c’è che dire. Lo avessi fatto io il video si sarebbe interrotto a circa 3 secondi dall’inizio.
Grazie al Monte Everest, il Nepal è sempre stato considerato paese di eccellenza per i trekking estremi. Con una facciata sul territorio Tibetano ed una su quello Nepalese, la montagna più alta della terra ha reso questa regione famosa agli occhi del mondo. L’apertura delle frontiere solo negli anni ‘50 e una lunga realtà politica instabile, hanno permesso al Nepal di fiorire dal punto di vista turistico solo negli ultimi anni. Ma oggi, oltre ad essere un paese di grande bellezza e varietà etnico-culturale, è stato scelto come una delle mete più belle al mondo per lanciarsi da un aereo o scalare impervi picchi.
Ringraziando l’impegno dei Nepalesi associato all’aiuto dei turisti, numerose agenzie offrono trekking organizzati e sicuri, così come un gran numero di attività sportive in location uniche al mondo. L’agenda presenta: diversi Trekking sull’Himalaya compreso Everest, Trekking Circuito Buddhista, Trekking Pellegrinaggio Induista, Rafting, Bungee Jumping, Paracadutismo, Parapendio, Parahawking (una disciplina che unisce parapendio e falconeria!), Paratrekking (Paragliding Expedition), Tandemflight, Alpinismo, Scalata su roccia, Kayak, Golf, Mountain Bike, Jungle Safari, Tour nei villaggi, Tour botanico, Tour in elicottero, Tour in mongolfiera, voli a vista e tanto altro! Insomma, per gli amanti del No Limits il Nepal è una meta imperdibile.
Vi consiglio di evitare di correre allo shopping sfrenato per le attrezzature da campeggio, da trekking, zaini o abbigliamento prima di partire poiché in Nepal è possibile acquistare tutto ciò di cui avrete bisogno a prezzi stracciati. Certo, non posso assicurarvi l’originalità della merce (Mammut, The North Faces, Deuter, ecc.) dato le vicinanze con la Cina ma sicuramente rimarrete soddisfatti della qualità-prezzo dei prodotti.
Se avete in programma una vacanza estrema, potete scegliere come base d’inizio Kathmandu (l’entroterra è ben connesso con voli che vi portano quasi ovunque), in cui potrete contattare le varie agenzie e perdervi nello shopping del perfetto “Trekker”. E’ meglio approcciare più di un agente siccome i prezzi spesso cambiano secondo l’umore del personaggio che vi venderà i vari tour, quindi scegliete quello che vi sembra più serio ed affidabile (a fine pagina troverete una lista di agenzie con esperienza che vale davvero la pena consultare).
Continua a leggere: Nepal: Sports No Limits, Trekking, Buddhismo e tanto altro
In questo caso il titolo del post è volutamente letterale. Proprio un salto. Spesso all’indietro.
Questa è stata l’idea avuta da questo ragazzo che si è immortalato nei viaggi per nelle diverse nazioni: Brasile, Ungheria, Argentina, Usa e via dicendo.
Ve le abbiamo inserite tutte in questa simpatica gallery: un bel modo per lasciare un segno fotografico no?
Continua a leggere: Viaggi nel mondo: facciamo un salto a...?

Oggi è cominciata la nostra avventura alla scoperta della Polinesia Francese: due settimane in questo esotico angolo di paradiso sinonimo della vacanza ideale all’insegna del relax. Nei prossimi giorni pubblicheremo una serie di post dedicati a tutti quelli che vogliono trasformare il sogno di un viaggio dall’altra parte del mondo in realtà, o anche a coloro che vogliono saperne di più su questo splendido arcipelago sperduto nel mezzo dell’oceano Pacifico.
Siamo arrivati a Papeete, Tahiti con un volo della Air Tahiti Nui partito da Parigi con scalo di un paio d’ore a Los Angeles. All’inizio ero un po’ preoccupata all’idea di dover passare tutte quelle ore in aereo (una ventina) ma devo dire che il viaggio è stato piacevole e siamo stati accuditi molto bene da tutto il personale di volo. Sull’aereo c’era tutto quello di cui avevamo bisogno e le hostess ci hanno fatto subito entrare nello spirito giusto offrendoci dei tiarè, fiori tipici della Polinesia. Il loro abbigliamento mi ha colpito molto: si sono cambiate alcune volte ed il vestito floreale sfoggiato per il pranzo era talmente bello che mi sarebbe piaciuto poterne avere uno uguale da portare a casa.
Le ragazze inoltre erano adornate da splendide collane e orecchini fatti con le famose perle polinesiane, di cui parlerò in maniera approfondita più avanti. In questo caso si trattava di perle dal colore metallizzato tra il nero ed il verde, però mi è stato spiegato che a Tahiti se ne trovano anche di altre sfumature. Una volta arrivati in aereoporto a Papeete il caldo umido è la cosa che colpisce di più, ma si fa in fretta ad abituarsi ed il costante venticello rende comunque clima tropicale facilmente sopportabile.
Continua a leggere: Viaggio in Polinesia Francese: arrivo a Papeete

L’esplorazione di edifici, costruzioni e paesi abbandonati ha un grande fascino e attrae molti avventurosi viaggiatori urbani. Una meta adatta a questo tipo di escursione di trova in Lombardia, non lontano da Olginate, vicino a quel ramo del Lago di Como che volge a sud est.
Il paese si chiamava Consonno ed ha una storia interessante. Tutto il borgo venne demolito per realizzarvi una improbabile città dei divertimenti, una sorta di “Las Vegas” della Brianza. Vennero messi insieme un’accozzaglia di reperti e testimonianze che richiamavano tutti i luoghi del mondo e della storia: la porta d’entrata era presidiata da due armigeri medioevali fantocci in posizione di guardia e poco oltre svettava un improbabile minareto. C’erano poi sale da gioco a sale da ballo, sfingi egiziane e pagode cinesi, colonne doriche e un Grand Hotel Plaza.
In pratica il vecchio borgo venne liberato dalle poche decine di persone che lo abitavano e nel 1962 raso al suolo. Al suo posto sorge una sorta di Paese dei balocchi, con alberghi, case, negozi e attrazioni piazzate in una zona sicuramente tranquilla ma poco accessibile ed appetibile.
Oggi il Consonno dei balocchi è in rovina e a quanto pare l’intento di trasformarlo in una attrazione turistica si è in parte realizzato: molti infatti non resistono alla tentazione di andare a visitare questo strano posto che però, va ricordato e tenuto presente, è stato edificato su terreni privati e riserva molte insidie (in pratica, se proprio vi trovate da quelle parti, state ragionevolmente lontani dagli edifici).
Foto | Giò Spots
Vi consigliamo spesso luoghi e mete da visitare sparse nelle varie parti del mondo. Cosa non perdersi in Francia, in America o in Australia, per esempio.
Oggi vogliamo indicare i venticinque posti da visitare assolutamente nelle varie parti del mondo in altrettante foto che potete sfogliare nella nostra gallery.
Quale esempio? La cattedrale marmorea del Cile, la grande muraglia cinese o il Il Preikestolen in Cile.
Continua a leggere: I venticinque posti più belli al mondo da visitare assolutamente
Ci sono città quasi definite obbligatorie da dover vedere e luoghi incantati che vengono consigliati a qualsiasi turista abbia intenzione di viaggiare e visitare quella determinata parte del mondo (esempio banale: la Torre Eiffell per ogni visitatore in Francia). Ma, invece, esistono anche luoghi non da tutti mete agognate e desiderate. Ed è un peccato, per molti posti ritenuti da qualcuno un po’ insoliti nel volerli vedere in prima persona. Eppure, possono essere decisamente affascinanti, come vi vogliamo mostrare oggi.
Dopo il salto eccovi un elenco di nove luoghi insoliti e destinazioni di viaggio non tra le più classiche. La decima, se volete, ditecela voi! Partiamo subito:
01. Il viale dei Baobab, Madagascar. E’ un grande gruppo di baobab nella strada tra Morondova e Belon’i Tsiribihina nella regione di Menabe. Rimane sempre uno dei posti più visitati del Madagascar. E’ stata al centro di sforzi per la conservazione locale e nel 2007 è diventato un luogo protetto per la salvaguardia da parte del Ministro dell’ambiente, Acqua e Foreste. Lo ha reso il primo monumento naturale del Madagascar. Ci sono una dozzina di alberi alti circa 30 metri. Hanno più di 800 anni. Col tempo le foreste sono state dedicate all’agricoltura e al sostentamento lasciando solo i baobab come alberi protetti da tutta la popolazione.
59 giorni da sola, a piedi, per attraversare l’Antartide con le sue gambe e un paio di sci: ecco l’impresa di Felicity Aston, esploratrice britannica che ha compiuto l’impresa lo scorso 22 gennaio, partendo dalla Barriera di Ross e arrivando dal lato opposto del continente, alla barriera di Filchner-Ronne.
E visto che viaggiare è in primis esplorare, trovo giusto segnalarvi questa intervista (in inglese) dove la protagonista racconta la sua avventura, e dove si legge che lo stimolo principale, per Felicity, è stato “scoprire i suoi limiti fisici e mentali”. E come darle torto, sapendo di essere sola, in un territorio ostile, con solo un telefono satellitare con sè?
La domanda che ho trovato più interessante è: come si fa a passare 59 giorni in questo modo così avventuroso, ma altrettanto monotono? E la risposta è tanto semplice da stupire: l’esploratrice aveva con sè “un grosso mix di musica, da Johnny Cash ai Prodigy, anche se negli ultimi giorni mi avevano stancato tutti”.
E infine il problema maggiore: Quale? L’aver portato “un numero non sufficiente di fiammiferi”: a causa delle temperature troppo basse, infatti, gli accendini non funzionavano e la malcapitata era costretta a ripiegare sui fiammiferi, cercando nel contempo di restare con una scorta sufficiente per il resto del viaggio.
Via | Travelbite.co.uk
Foto | cloudzilla