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Esplorazione

Viaggiare nelle città letterarie

pubblicato da Roberto Russo in: Arte Letture Esplorazione

Leggere in aereo

Vari possono essere i fattori che spingono a scegliere una meta piuttosto che un’altra: bellezza delle spiagge, eccellenza degli impianti, strutture ricettive di ottimo livello, prezzo tanto del viaggio quanto della permanenza e via dicendo. Ci sono, poi, i viaggi tematici: una sorta di viaggio nel viaggio. Tra questi si inserisce il filone del viaggio letterario. Si tratta di un viaggio un po’ particolare, in realtà, perché può essere compiuto in almeno tre modi.

Il primo è quello classico: ci si organizza e si parte sulle orme di questo o quello scrittore, sui passi descritti da quella particolare storia che ci è rimasta nel cuore. Il secondo consiste nel ricavarsi una parentesi letteraria all’interno di un viaggio di più ampio respiro: soggiornando, per esempio, in hotel che sono dedicati alla letteratura (come l’Hotel Victoria a Trieste, sulle tracce dell’Ulisse di Joyce, o il Library Hotel di New York giusto per citarne due). La terza modalità di questo modo di viaggiare è un po’ atipica per il viaggiatore seriale, ma non per questo meno affascinante: muoversi tra le pagine dei libri, visitare luoghi descritti solo nei libri (luoghi di fantasia come la Terra di Mezzo di Tolkien) o descritti anche nei libri (luoghi reali assurti a topoi letterari, come la strada che diventa emblema di una generazione con Kerouac).

Un progetto di viaggio potrebbe essere quello di visitare le città letterarie: ce ne sono varie in giro. Ma se volete affidarvi a una lista già studiata, potete affidarvi alle proposte redatte dal National Geographic Traveler, sempre valida. Le città selezionate si trovano in Europa, America del Nord e del Sud e Australia e hanno ognuna delle peculiarità che le rendono appetibili anche per chi ama la lettura insieme al viaggio.

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Dormire in un igloo sopra pelli di pecora: brividi!

pubblicato da Matra in: Esplorazione Sulla neve Austria

Dormire in un igloo vi sembra un idea bizzarra? Lo è senz’altro, almeno se non siete eschimesi. Un’esperienza da brivido, da provare almeno una volta nella vita. Gli svizzeri sono stati i primi a costruire a scopo turistico “hotel igloo” per stipare turisti curiosi, ormai ce ne sono dappertutto in Europa, non sono più una novità. Nel Tirolo austriaco esistono ben quattro “igloo-dorf”, cioè villaggi di igloo. Uno è l’Iglu Village di Kühtai, una manciata di chilometri da Innsbruck, dove, in occasione dei giochi olimpici giovanili, abbiamo provato l’esperienza glaciale con tutto il team Samsung.

Sfatando un mito, si dorme comodi su letti ricoperti con pelli di renna e ci si avvolge in sacchi a pelo termici. Dentro i sacchi, la neve e il ghiaccio diventano lontani ricordi, che riaffiorano solo quando la mattina ci si deve recare in bagno - una struttura esterna riscaldata.

Una notte da masochisti? Oppure, come ci confida uno degli organizzatori, la scelta di chi non riesce a trovare un albergo libero per la notte. L’offerta comprende la scelta tra igloo a quattro posti, o il romantico igloo per coppie (159€ a persona per l’igloo da quattro, in mezza pensione; 327 € per l’igloo per due, in mezza pensione). Le discese da sci sono davanti a “casuccia”, potete fare passeggiate con le ciaspole, o scendere sulla pista degli slittini la notte dopo aver cenato in baita. C’è anche il corso di 6 ore per imparare a costruire un igloo. Dopo il salto la traduzione dell’intervista a Philippe.

Segue nella parte estesa del post la trascrizione italiana dell’intervista inglese.

Iniziativa realizzata in collaborazione con Samsung Italia, sponsor ufficiale di Innsbruck 2012.

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Sette buoni motivi per fare il giro del mondo

pubblicato da Barbara in: Viaggiatori Esplorazione


Almeno una volta abbiamo accarezzato tutti l’idea: fare un viaggio intorno al mondo, ma pochi riescono a realizzare questo progetto che spesso ha bisogno se non di un alto budget, almeno di molta determinazione. Sul sito di Lonely Planet ho trovato un articolo con le 7 buone ragioni per farlo e a seconda del motivo che ti smuove, ci sono le destinazioni ad hoc.

Motivo numero uno: l’anno sabbatico. E’ un classico che finita la scuola si prenda il volo per imparare cose nuove direttamente in loco; e potrebbe essere che l’esperienza sia molto più istruttiva di quella scolastica, sia che si vada per party sulle spiagge, sia che si pratichi del volontariato. Le destinazioni ideali se sei europeo sono l’Australia e la Nuova Zelanda (e viceversa), poi chi preferisce staccare proprio la spina, sceglie l’Africa.

Motivo numero due: cuore spezzato. Alla fine di una storia importante c’è chi si rifugia nel suo cantuccio a leccarsi le ferite, ma molti reagiscono con un viaggio. Non si sa mai, magari si incontra la persona giusta, come in Eat Pray Love; dove Javier Bardem sta lì a dimostrare che c’è un suo perchè se la storia di prima è finita, più consolatorio di così! Destinazioni: le spiagge di Rio per ritrovare la gioia di vivere e invece Parigi per rientrare in un’ottica di romanticismo.

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Kyrgy che?? Sette motivi per visitare il Kyrgyzstan

pubblicato da Nemo in: Viaggiatori Esplorazione


Tanto per chiare di quale luogo stiamo parlando è bene specificare che il Kyrgyzstan confina con l’Uzbekistan, di cui Gabriele ci ha ha narrato tempo addietro. Un luogo a prima vista impervio e smarrito nelle estese steppe asiatiche, ma che a quanto pare offre alcuni spunti interessanti per i viaggiatori più avventurosi.

Sarebbero ben 7 (dico sette) i validi motivi per atterrare a nella capitale Bishkek, almeno secondo GoBackpacking: intanto si tratta di una destinazione davvero low cost, magari da inserire nel programma di un viaggio più ampio tanto per giustificare i costi dei voli.

Percorrere le sconosciute strade del Kyrgyzstan vi farà provare l’emozione di avventurarvi in una zona del mondo della quale si sa pochissimo e su cui pochissimo è stato scritto nelle guide. E molto invece ci sarà da scrivere, dato che da queste parti la storia - dopo la caduta dell’Urss - è in continua evoluzione e queste città ora ignote ai più potrebbero diventare famose, prima o poi.

Non va poi dimenticato l’aspetto culinario, dato che sulle tavole kyrghise, chiamiamole così, confluiscono tradizioni e sapori tipici di Russia, Turchia e Asia. Facile e accessibile sarebbe anche l’ingresso nel Paese, dato che un semplice visto può essere ottenuto direttamente al Manas International Airport. Una volta entrati potrete sperimentare l’emozione di dormire in una yurta senza dover arrivare fino in Mongolia.

Ultimo ma decisamente ultimo: in Kyrgyzstan è possibile prendere lezioni di russo ed imparare la lingua (immagino con una certa costanza e molto tempo a disposizione) spendendo appena 4 dollari ogni ora di lezione.

Foto | Irene2005

Danimarca: i safari delle ostriche e delle foche

pubblicato da Barbara in: Danimarca Esplorazione

In Danimarca i safari delle ostriche e delle foche

Se passate in visita alla cittadina medievale di Ribe in Danimarca nel periodo da Novembre a Marzo, oltre ai classici giri per turisti che comprendono tour tra le casette tipiche, pranzi a base di aringhe marinate e visite ai musei vichinghi, potreste optare -perchè no?- per un safari delle ostriche (oyster safari). Qui siamo in una zona di spiagge bianche e lunghissime dove si gioca con i fenomeni delle maree, e dove nella stagione estiva e invernale si fanno anche i safari delle foche.

Quando me l’hanno detto mi è sembrato un po’ strano, ma mi hanno spiegato che qualche anno fa in queste acque qualcuno ha messo senza troppe aspettative una piccola piantagione di ostriche che poi evidentemente si è ben adattata all’habitat ed è cresciuta a dismisura. Il Wadden Sea Centre organizza nella zona lagunare del mare di Wadden delle escursioni alla scoperta di questi banchi di molluschi; sono gite di 4/5 ore, di certo non adatte ai pigroni o a chi non ama il vento, con 6Km di itinerario a mollo nell’acqua (con i pantaloni da pescatore che potete noleggiare o portarvi da casa, si intende), ma se vi piace assaggiare le ostriche questo è il posto per voi.

Un’altra gita sicuramente interessante da fare con i bambini è invece il safari delle foche; dopo un’infarinatura di biologia marina, si va nel tipico tractor-bus da spiaggia (il Mandøbus, l’unico mezzo che collega le isolette alla terraferma durante la bassa marea) sull’isola di Mandoe e con una camminata di poco più di 2Km (ma in totale alla fine si camminerà per 6Km) si arriva al punto in cui si da’ appuntamento la colonia delle foche, che si potranno osservare a distanza di sicurezza con l’ausilio dei binocoli offerti dall’organizzazione. Questa è anche un’ottima occasione anche per gli appassionati di bird-watching di uccelli marini, che da queste parti trovano chilometri di passeggiate da fare a piedi o noleggiando una bici.

In Danimarca i safari delle ostriche e delle focheIn Danimarca i safari delle ostriche e delle focheIn Danimarca i safari delle ostriche e delle focheIn Danimarca i safari delle ostriche e delle foche

Foto | Vadehavscentret

Offerte di viaggio: nel Corno d'Africa come con Overland

pubblicato da carmine in: Esplorazione Etiopia In Africa

Montagne, Etiopia

Altro che city break, qui si parla di una vera e propria spedizione in Africa: sto parlando dell’offerta di NBTS Viaggi per 14 giorni nel Corno d’Africa, per un viaggio on the road sulle orme della prima, famosissima spedizione Overland.

Come potete vedere consultando l’itinerario di viaggio si tratta di una esperienza che risulterà probabilmente indimenticabile, che ci porterà a visitare metropoli come Addis Abeba così come luoghi di culto e incredibili paesaggi naturali, come quelli, ad esempio, offerti dai Monti Simien.

E i costi? Meno alti di quanto si possa pensare, si parte infatti da circa 2.100 euro (tasse aeroportuali escluse), cifra che comprende voli, hotel con pensione completa e tutti i trasferimenti, ovviamente su 4 ruote. Altrimenti che Overland è?

Foto | don_macauley

11 anni, 64 paesi, 75.000 chilometri in 11 anni, è terminato il giro del mondo a piedi di Jean Beliveau

pubblicato da debora in: Esplorazione A piedi

Mappa del giro del mondo a piedi diJean Beliveau

E’ finita; l’impresa di Jean Beliveau è giunta al termine l’altro ieri quando, questo signore canadese, ha rimesso piede a Montreal, da dove era partito 11 anni prima, e dove ha potuto riabbracciare la propria famiglia, con cui fino ad oggi si vedeva solo una volta l’anno.

Forrest Gump o Steve Jobs?; un folle secondo la visione dell’uomo della strada, ma di che tipo di follia è pervaso quest’uomo, che oggi ha 56 anni (dunque 45enne alla partenza)? Quella inconsapevole, e santa secondo la nostra visione Cristiana, dell’uomo puro di cuore, o quella visionaria, che plasma il mondo, espressa dallo Stay hungry, stay foolish di Mr Jobs? Mr Beliveau l’ha fatto per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle violenze subite dai bambini.

Racconti di viaggio; un viaggio durato 11 anni sarà sicuramente fonte per molti racconti di viaggio, come quello che si è svolto in Sud Africa, dove aveva ottenuto il permesso di dormire in una prigione, e che ha rischiato di trasformarsi in un racconto di Kafka. Ora il viaggio ora è finito, Jean è tornato a casa dove, dopo essersi riposato, sono sicura inizierà a scrivere il racconto del suo viaggio, lungo 11 anni.

Madrid, dal 3 al 10 ottobre 2011 arriva la Semana de la Arquitectura

pubblicato da Alfredo Bucciante in: Arte Esplorazione Madrid

Semana de la Arquitectura

Per chi si trovasse a Madrid nella settimana dal 3 al 10 ottobre e volesse scoprire la città da un punto di vista diverso, suggeriamo di cogliere una delle proposte della Semana de la Arquitectura. Per otto giorni ci saranno visite guidate tenute da architetti e studenti di architettura.

Il programma si può consultare sul sito dedicato, per tipo di visita. In alto abbiamo infatti una suddivisione in edifici, itinerari, conferenze, mostre e altre attività. In alcuni casi occorre una prenotazione, da fare online o telefonicamente. Non tutti i luoghi sono strettamente turistici, ma forse anche per questo è anche più interessante.

Suggeriamo in particolare gli itinerari del 4, 5, 6, 8 e 9 ottobre lungo il Madrid Río, che permetteranno di camminare lungo il nuovo parco cittadino che si snoda lungo le sponde del fiume Manzanarre.

I Parchi nazionali americani, che posti pericolosi !!

pubblicato da Nemo in: Attualità Esplorazione Stati Uniti


L’immagine dei parchi nazionali americani come oasi di pace e tranquillità dove consumare un pic nic insieme ai famosi orsi dei cartoon inizia ad annebbiarsi, anche a causa della scarsa prudenza di molti visitatori. Poco tempo fa dicevamo del record di morti registrato nella prima parte del 2011 dal Parco di Yosemite: ben 14 turisti deceduti a cui si è aggiunto, la scorsa settimana, il quindicesimo.

Ma anche la foresta di Yoghi e Bubu, quella di Yellowstone, non è esente da rischi: nelle ultime settimane ben 2 escursionisti sono stati attaccati e uccisi dagli orsi. L’ultimo, che è stato rinvenuto due giorni fa, si era pericolato su sentieri vietati ai visitatori e pare si sia imbattuto in un animale poco pacifico.

Il dato che riporta al 1986 l’ultimo attacco letale degli orsi contro gli escursionisti riesce solo parzialmente a tranquillizzarci: non è che avranno ragione quelli che pretendono di girare armati nei Parchi

Foto | Flickr

Vi piacciono i rebus? 64 anni fa Thor Heyerdahl sbarcava dal Kon-Tiki a Raroia

pubblicato da Nemo in: Attualità Esplorazione Per Mare Polinesia francese

Un leggendario esploratore - antropologo - regista che ha vagato per il mondo su zattere improponibili! Così potremmo definire, tanto per non impantanarci in superflue sottigliezze, Thor Heyerdahl, eclettico personaggio che vedete nel video d’epoca.

Era il 1947 e a bordo della zattera Kon-Tiki l’esploratore completò una spedizione attraverso l’Oceano Pacifico dal Sud America alle isole della Polinesia. Thor e i cinque componenti dell’equipaggio galleggiarono sui flutti per oltre 100 giorni, per sbarcare infine sulla scogliera corallina di Raroia nell’arcipelago delle Isole Tuamotu.

Era il 7 agosto del 1947, cioè 64 anni fa, e il suo fu sicuramente uno dei viaggi più avventurosi (e a lieto fine) di quei tempi. La zattera, fatta con legno di balsa e funi di canapa, è oggi esposta nel Kon-Tiki Museum di Oslo. Se siete da quelle parti dovete assolutamente farci un salto: anche se si tratta di un anniversario non accendete candeline, sarebbe un falò piuttosto poco apprezzato!