
Una città che vanta ben 1800 ristoranti rappresenta un boccone succulento per ogni appassionato di turismo gastronomico che voglia fregiarsi di questo titolo. E la città in questione si trova in Francia e si chiama Lione.
Il Sole 24 ore ci ricorda che Lione è una città ricca d’arte e di scorci romantici, ma rinomata anche per la miriade di ristoranti che ne costellano l’intero tessuto cittadino (sono oltre 1800 e fanno il pieno di stelle Michelin) e per i suoi bouchon, trattorie tradizionali il cui nome deriverebbe dalle antiche insegne poste sopra la soglia delle locande…
Non essendo facile orientarsi tra così tante insegne e tra gli aromi che immagino invadano le strade della città, leggiamo che i nostalgici della tovaglia a quadrettini rossi e bianchi, dei salami sospesi, di un’atmosfera franca e conviviale, magari innaffiata dai crus Beaujolais o Côtes-du-Rhône, devono fare tappa nei bouchon del centro storico. Tra questi il Café des Fédérations, Daniel et Denise e Le Petit Flore.
Se vi trovate a passare da Lione, fatelo all’ora di pranzo!

La regione francese della Borgogna è sicuramente una meta imprescindibile per ogni appassionato di vini che ami anche viaggiare e andare alla scoperta delle terre e delle culture che ci consentono di gustare alcune delle migliori etichette in commercio. E la capitale vinicola della Borgogna è Beaune, città di 20 mila abitanti a 37 chilometri da Digione.
Beaune vanta un territorio talmente speciale da essere stato candidato a Patrimonio dell’Unesco. Un territorio che “fa luccicare gli occhi agli appassionati di vino”, in cui la cittadina non sfigura affatto: case a graticcio, piccoli vicoli, piazze fiorite e bastioni la rendono un piacevole luogo dove fermarsi per qualche giorno, per godere dei panorami e della cucina del luogo (senza dimenticarsi il vino!).
Alla visita di castelli e cantine potete abbinare quella ad abbazie, musei e parchi, come l’Imaginarium e il Cassisium, interamente dedicato ai mirtilli! E se vi piacciono le crociere fluviali, non dovete far altro che montare a bordo del Vagabondo….
Foto | Flickr

Mendoza in Argentina è famosa in tutto il mondo per il vino. Il giro delle cantine è un’attività piacevole in una regione a ridosso delle Ande con panorami mozzafiato. Le principali destinazioni dei winetour sono Lujan de Cuyo e Valle de Uco. La prima è l’insediamento delle cantine tradizionali argentine, fondate principalmente da italiani e spagnoli mentre la seconda zona è stata presa d’assalto di recente da investitori stranieri che ne stanno ricavando dei vini veramente notevoli, soprattutto da esportazione.
La varietà di uva principale è il Malbec, di cui si possono assaggiare infinite sfumature nelle molte cantine aperte al pubblico. Vi consiglio, per il giro a Lujan de Cujo di non perdervi la cantina Weinert e la tradizionale Luigi Bosca. Per raggiungere Lujan potete prendere un autobus da Mendoza città e le cantine sono a poche centinaia di metri una dall’altra. Tra l’altro, se decidete di assaggiare i vini, guidare dopo un pomeriggio di degustazioni non è il caso!
La visita a Valle de Uco invece richiede un’auto, in affitto o, come molte agenzie organizzano, con autista. Le cantine che effettuano visite da non perdere sono: Andeluna dove si organizzano anche corsi di cucina, Salentein che possiede un museo di arte contemporanea, Cantina Fournier che ha un eccellente ristorante e mostre di arte contemporanea. Se siete curiosi di assaggiare vini “italiani” prodotti a Menoza, non perdete Alto las Hormigas e Paso Doble di Masi.
Foto | Lavalen

Ricordate il gustosissimo film Sideways, ambientato in una zona vinicola delle California? Se siete degli appassionati che amano concedersi un buon bicchiere, penso di sì. E se volete emulare le gesta dei protagonisti del film (magari non proprio tutte…) la classifica delle migliori mete per gli enoturisti potrebbe tornarvi utile.
Si parte, sobriamente, dal Sud Africa e dalla piccola e graziosa città di Stellenbosch: i vini migliori della nazione e una strada del vino creata più di 30 anni fa. Passando in Oceania approdiamo a Marlborough, in Nuova Zelanda: da qui proviene l’80% del vino dello Stato, tra cui spicca un celebrato Sauvignon. Un clima mediterraneo ma con vista Ande rende la Valle del Maipo, in Cile, un’area di produzione di un certo interesse.
Dopo esserci passata questa estate confermo che La Rioja, in Spagna, è una meta eccellente per gli amanti del vino ed anche la zona di Bordeaux, con la mitica S. Emilion, non va sottovalutata. Restiamo in Europa con la Valle del Mosella in Germania e chiudiamo l’escursione con la Barossa Valley (Australia), le cantine sotterranee del Milestii Mici (Moldova) e Napa e Sonoma Valleys, tornando al fine in California.
Foto | Flickr
Via | Opentravel.com

Dimenticate tutto quanto possiate pensare di Rimini e della Riviera. Archiviate lo ’sballo’, la movida, le discoteche e quan’altro. Fatto? Bene, ecco un aspetto diverso, quello di una Romagna verace e ruspante che passa, a grande ragione, dalla tavola.
Un luogo dove trovare tutto questo è indubbiamente l’Osteria Sangiovesa, di Sant’Arcangelo di Romagna. Un posto stupendo e, lo dico senza alcuna retorica, dal borgo stesso, tirato a lucido senza neanche un mozzicone per terra, sino al ristorante caldo e accogliente, con un dedalo di corridoi, sale e salette scavate nella pietra.
L’osteria è amatissima da autoctoni e non, ragion per cui senza prenotazione è il caso di lasciar perdere. Se prenotate invece, una volta entrati, prima di esser portati al vostro tavolo, avrete un assaggio di tutta quella che è l’ospitalità romagnola. All’ingresso troverete infatti una bottiglia di Sangiovese e dei bicchieri pronti ad essere riempiti, oltre a taglieri di piada calda sfornati di continuo. Questo giusto per iniziare. Appena seduti, con la carta di fronte, non cercate ispirazioni mistiche, affidatevi alla tradizione. Ottima mossa, rompere gli indugi con piadina, affettati misti e squacquerone. Innaffiate tutto col vino della casa, non c’è bisogno di bottiglie tanto costose che portano solo grandi aspettative e conseguentemente grandi delusioni.
Continua a leggere: Dove mangiare in Romagna: L'Osteria Sangiovesa di Sant'Arcangelo
Passeggiando le per stradine illuminate, addobbate e accoglienti di Colmar, Strasburgo, Riquewihr, Kaysesberg, Eguisheim (o in uno dei tanti mercatini di Natale in Alsazia) noterete, verso l’ora di pranzo o di cena, delle insegne piuttosto interessanti sulle vetrine dei locali.
Sono quelle delle birre speciali che le brasserie della regione francese producono solo nel periodo natalizio e che solo per 2 mesi all’anno possono essere assaporate e gustate. Sei birrerie alsaziane rinnoveranno anche quest’anno l’antica tradizione delle birre speciali: Kronenbourg, Heineken (che sforna la Fischer de Noël), Meteor, La Licorne, la d’Uberach e di Saint-Pierre.
Circa 20 mila ettolitri di pregiata Birra di Natale, caratterizzata da un colore ambrato, da un gusto più forte e solitamente da un sapore speziato, verranno bevuti anche quest’anno, magari alternandoli ad un più caldo e ritemprante vin brulé.
Alle porte di Ragusa, nel cuore del barocco siciliano, è stato recentemente inaugurato il Donnafugata Golf Resort & Spa.
Fiore all’occhiello di questo 5 stelle lusso, inaugurato a luglio, sono i due campi da golf 18 buche da campionato, progettati da Gary Player e Franco Piras. La struttura ospita inoltre una lussuosa SPA di oltre 900 m² con 6 sale trattamenti per l’estetica e la cura del corpo, oltre a un centro fitness dedicato alla preparazione dei golfisti.
L’albergo dispone anche di una spiaggia privata, da cui forse vale la pena spostarsi un po’ per visitare la Necropoli greca di Camarina, il Teatro Romano di Siracusa, le Cattedrali di Noto e di Modica. I prezzi vanno dai 250 euro a notte per la camera classic con prima colazione ai 560 per la suite, ma prenotando con un po’ di anticipo potrete ottenere il 15% di sconto.
Continua a leggere: Donnafugata Golf Resort & Spa: un hotel 5 stelle alle porte di Ragusa

Avete una forchetta sempre in tasca, un boccale personalizzato in valigia e siete molto esigenti in fatto di qualità dell’accoglienza? Ecco una classifica che farà la vostra felicità: quella pubblicata dall’Irish Times, che ci indica il migliori tra ristoranti, pub, hotel bed and breakfast, agriturismi d’Irlanda e addirittura quale albergo offre la colazione migliore.
Si parte da L’Ecrivain di Dublino, il ristorante migliore della verde isola. Il Kelly’s Resort rappresenta invece l’eccellenza in fatto di hotel: si trova a Rosslare (sulla spiaggia) ed è illuminato da 4 stelle e una spa. Per una buona birra in allegria ci suggeriscono il pub Hargadon’s, a Sligo: pareti in legno, atmosfera fumosa e vasta scelta di alcolici.
Se cercate un locale romantico, ecco a voi L’Atmosphère, autentico ristorante francese di Waterford, città affacciata su tre fiumi. Il bed and breakfast dell’anno è la Carlingford House di Carlingford, soluzione accogliente, lussuosa e affacciata sull’antico monastero domenicano. Il Ballynahinch Castle Hotel di Recess, infine, ha ottenuto il premio per l’ospitalità verde: un raffinato castello circondato da ettari di boschi, i cui gestori hanno un occhio di riguardo per lo sviluppo sostenibile.

La manifestazione Eurochocolate si terrà dal 15 al 24 ottobre 2010 a Perugia, avrà come slogan “Zip, Viaggio Lampo nel cioccolato” e permetterà di gustare un’infinità di prodotti al cioccolato, italiani e stranieri, dalla tavoletta alla crema spalmabile al tradizionale cioccolato.
Se volete trascorrere un weekend in zona potreste scegliere l’agriturismo la Casella a San Terenziano di Todi. L’agriturismo è formato da appartamenti con angolo cottura e camere matrimoniali, soluzioni ottimali anche per famiglie e gruppi fino a 5-6 persone. I prezzi partono da 74 euro a notte per persona con colazione a buffet in bassa stagione, che diventano 84 in alta stagione.
Oltre al festival del cioccolato, l’Umbria offre una vasta gamma di millenarie abbazie, piccole pievi, borghi e rocche e il paesaggio collinare permette di fare delle camminate immerse nel verde, escursioni naturalistiche, visite dei luoghi di interesse storico e archeologico e passeggiate per le vie dei paesini medioevali.

L’idea ricalca un po’ quella degli SmartBox (di cui torneremo a parlare presto, dato che alla prova pratica non mi sembrano poi un prodotto molto valido): una scatola regalo con un buono per un soggiorno a sfondo gastronomico da trascorrere in una località a scelta.
Nel caso degli EATineari le opzioni coprono Emilia, Langhe e Costa ligure, i luoghi dove nascono i prodotti di Eataly.
Gli itinerari si chiamano Bella scampagnata (1 giornata con viste, degustazioni e pranzo, 48 euro), Gita in compagnia (1 giornata, viaggio in bus, visite, degustazioni e pranzo, 75 euro), Giorni di festa (soggiorno, sapori tipici e ospitalità, 90 euro), Notti da favola (soggiorno, sapori tipici, luoghi d’incanto e relax, 150 euro) e Grand Soiree (soggiorno, menù d’autore, luoghi s’incanto e benessere, 250 euro).