
Una delle prime cose che mi ha colpito della Danimarca è stato notare che le bici parcheggiate fuori dalle case e dai locali non sono mai legate, salvo rare eccezioni. Forse è per questo che questo paese viene definito una specie di paradiso per ciclisti o forse sarà per i percorsi e le strutture che ti rendono un viaggio in bici meno complicato e rischioso rispetto, chessò, all’Italia.
Ci sono 11 itinerari nazionali che toccano un po’ tutte le zone di interesse, ma qui vi parlo dell’isola di Fionia (Fyn), la seconda isola per grandezza del paese, il cui epicentro è la cittadina industriale di Odense. Siamo a una tappa obbligata per gli amanti delle vacanze sportive, ma anche per le famiglie con bambini; ci sono 1.200 km di piste percorribili sulle coste senza mai superare il dislivello massimo che è di 131 metri, e vasti campi che d’estate si tingono di giallo. Quindi la prima cosa da fare è entrare in uno dei tanti uffici turistici e fare subito il pieno di mappe e consigli.
Fionia è circondata da tante isolette che si possono raggiungere in barca o traghetto, ovviamente portandosi dietro l’amata bici; ma ce n’è anche per chi l’acqua preferisce vederla da più vicino, perchè sono molti anche gli itinerari da fare in visite guidate e visto che la regola n.1 della vacanza sportiva è essere preparati e consapevoli dei propri limiti, potete perfezionare la tecnica con un corso in loco.

Durante il mio viaggio in Danimarca grazie all’Ente Turistico del paese, tra gli hotel in cui sono stata ho gustato in particolare il soggiorno alla locanda Tyrstrup Kro (nella foto) nella campagna di Christiansfeld (un villaggio di casette del 1770 famoso per le bageri che vendono dolci tradizionali); il sorridente proprietario nonchè cuoco del ristorante -chic- della locanda ci tiene molto a trattarti come un parente in visita e l’effetto, devo dire, funziona; le stanze, saranno i colori caldi, sono confortevoli al primo impatto e negli ambienti comuni dell’hotel i clienti danesi se la ridono alla grande, questo è momento delle celebrazioni natalizie e tutti i weekend a partire da metà novembre c’è il pienone di gente. Il Tyrstrup, fa parte del un circuito di hotel di charme Kro Hotel (Dansk Kroferie); sono strutture ricettive solitamente a 3 stelle (più raramente di 4) con prezzi a partire dai 100 Euro a notte, sparse un po’ in tutto il paese, che hanno la caratteristica di offrire un’ospitalità tradizionale, dagli ambienti alla cucina, con il fine ultimo di essere in una parola “cosy”, l’idea insomma è che lì devi sentirti un po’ come a casa.
Quindi se cercate un albergo in stile antico, se vi piace indagare i sapori regionali degli altri paesi, se amate il relax, la campagna e lo stare comodi allora segnatevi questi indirizzi. Il Tambohus Kro si trova a Thyholm, proprio sul Limfjorden, è una costruzione che ha 160 anni e qui oltre a mangiare le specialità di pesce tra cui l’anguilla fritta, potrete pescare o giocare a golf. Golf e anguille anche al Der Gamle Kro a Hornslet; questo hotel oltra al ristorante con cucina tipica danese, ha un pub dove si degustano birre guardando le partite (per gli amanti del genere), ed è situato in una zona dove si possono raggiungere facilmente Aros, il parco divertimenti Djurs Sommerland e i castelli di Rosenholm e Clausholm.
Allo Skuldelev Kro (sito in danese) sul fiordo di Skibby, vi ritroverete immersi nella natura, anche qui c’è la possibilità di giocare a golf, oltre alle escursioni in barca sul mare o in bicicletta; il Brobyverk Kro è una costruzione del 1645 che si trova nel Funen, una zona ricca di foreste e corsi d’acqua, a 10 minuti di macchina dal mare. Curioso l’esperimento del Christie’s, con i bungalows o hotel cabins come li chiamano loro, casette che hanno una stanza singola o doppia con bagno, situate nel giardino dell’hotel.

48° base per Ryanair, con quella che sarà aperta nel marzo del 2012 a Billund in Danimarca, dove saranno attestati due Boeing 737-800.
Treviso; in questo modo la compagnia low cost irlandese progetta di gestire i 14 collegamenti già esistenti (tra i quali quelli per Alghero, Bergamo, Pisa, Roma Ciampino e Trapani), e 5 nuovi collegamenti, tra i quali uno con Treviso (che ha da poco riaperto).
Lego; chi ha bambini lo sa già, ma Billund è la sede della Lego, fondata da un falegname locale nel 1949. Qui si trova la più vecchia Legoland, surclassata ormai da quella aperta in Florida quest’anno (io però stata in quella di Günzburg in Germania).
Foto Loozrboy.
Se passate in visita alla cittadina medievale di Ribe in Danimarca nel periodo da Novembre a Marzo, oltre ai classici giri per turisti che comprendono tour tra le casette tipiche, pranzi a base di aringhe marinate e visite ai musei vichinghi, potreste optare -perchè no?- per un safari delle ostriche (oyster safari). Qui siamo in una zona di spiagge bianche e lunghissime dove si gioca con i fenomeni delle maree, e dove nella stagione estiva e invernale si fanno anche i safari delle foche.
Quando me l’hanno detto mi è sembrato un po’ strano, ma mi hanno spiegato che qualche anno fa in queste acque qualcuno ha messo senza troppe aspettative una piccola piantagione di ostriche che poi evidentemente si è ben adattata all’habitat ed è cresciuta a dismisura. Il Wadden Sea Centre organizza nella zona lagunare del mare di Wadden delle escursioni alla scoperta di questi banchi di molluschi; sono gite di 4/5 ore, di certo non adatte ai pigroni o a chi non ama il vento, con 6Km di itinerario a mollo nell’acqua (con i pantaloni da pescatore che potete noleggiare o portarvi da casa, si intende), ma se vi piace assaggiare le ostriche questo è il posto per voi.
Un’altra gita sicuramente interessante da fare con i bambini è invece il safari delle foche; dopo un’infarinatura di biologia marina, si va nel tipico tractor-bus da spiaggia (il Mandøbus, l’unico mezzo che collega le isolette alla terraferma durante la bassa marea) sull’isola di Mandoe e con una camminata di poco più di 2Km (ma in totale alla fine si camminerà per 6Km) si arriva al punto in cui si da’ appuntamento la colonia delle foche, che si potranno osservare a distanza di sicurezza con l’ausilio dei binocoli offerti dall’organizzazione. Questa è anche un’ottima occasione anche per gli appassionati di bird-watching di uccelli marini, che da queste parti trovano chilometri di passeggiate da fare a piedi o noleggiando una bici.
Foto | Vadehavscentret
Giungo ad ARoS (si scrive così) in Danimarca grazie all’Ente Turistico del paese, e la prima cosa che vado a vedere è forse quella per cui questa città portuale di 300.000 abitanti a due ore di macchina da Copenaghen è famosa nel mondo: il Kunstmuseum (sito in danese), il museo di arte moderna. E’ collocato in un’enorme piazza erbosa proprio nel centro della città e trovarlo non è difficile perchè come il campanile della cattedrale, già da lontano lo riconosci subito e soprattutto guardandolo puoi orientarti nelle viuzze tra le indicazioni in danese. Questo perchè sul suo tetto c’è l’installazione di Olafur Eliasson di cui avevamo parlato qui, il Rainbow Panorama, un enorme anello trasparente e percorribile, che ha i colori dell’arcobaleno.
Mentre addenta felice la specialità del bistrot del museo, che decisamente consiglio (un hotdog stiloso tutto nero, dal pane, alla salsiccia, agli ingredienti del ripieno), mi spiega uno dei grandi capi della struttura, che il progetto dell’edificio richiama i gironi danteschi. Quando scendi nel basement giri intorno alla scultura gigante Boy e ti inoltri nelle stanze buie dell’ipotetico inferno, dove si trovano, tra gli altri, le installazioni di Bill Viola, Tony Oursler e Pipilotti Rist. Nonostante siamo in un giorno della settimana c’è un viavai molto intenso di persone e noto subito che nei gironi di mezzo ce n’è per visite chilometriche (parliamo di 10 piani di esposizione in totale), cosa che pare non scoraggiare affatto le tantissime -e rumorose, e molto ben tollerate- famigliole presenti.
E il paradiso dov’è? Sul tetto naturalmente, che ospita il famoso anello da cui vedi il panorama a 360° attraverso il filtro del colore, con tonalità che variano continuamente grazie ai giochi di luce delle nuvole. Ora c’è un vento del nord bello tosto che mi sferza la faccia e non lo consiglierei, ma d’estate chi vuole può venire qui sulla terrazza a bighellonare o a lavorare con il computer (wireless gratuito) come in una piazza, con il plus di una vista panoramica sul centro storico e sul porto della città a perdita d’occhio sul mare. Ma la cosa che non potete perdere se venite qui è la mostra personale di Olafur Eliasson; c’è una stanza, vietata non a caso ai claustrofobici, che è un’esperienza mistica. Si chiama Your Atmospheric Colour Atlas e al suo interno ti ritrovi a vagare nella nebbia più pesta con le mani bene in avanti per non andare a sbattere. Unico orientamento: i colori -ancora una volta- che dipingono completamente l’atmosfera, e ora vi svelo il trucco, se vi siete persi l’uscita è nell’area arancione.

Ora che siamo alle porte di Halloween, è tempo di pensare ai mercatini di Natale, un’occasione speciale per provvedere ai regali e per staccare la spina dal tran tran del lavoro, magari anche solo per un weekend. In Danimarca la tradizione dei mercatini ha radici molto indietro nel tempo; l’antica cittadina di Ribe per esempio, ogni anno attrae molti turisti grazie alle belle architetture, alla cattedrale, al museo d’arte e al Ribe VikingeCenter, un luogo incantato e fermo nel tempo, dove potrete comportarvi come dei veri vichinghi e vedere da vicino come si viveva da quelle parti nei tempi antichi.
La proposta di Ribe Byferie offre a 188 Euro un soggiorno di 3 notti nelle sue case vacanza; nel pacchetto è compresa la prima colazione, l’ingresso al museo Ribes Vikinger, un glogg nel pomeriggio, una cena di 3 portate, l’ingresso alla piscina e al wellness center, il RibePas per avere sconti sulle attrazioni in città.
Nel prezzo sono comprese le spese di luce e gas, per i bambini dai 3 ai 12 anni la quota è di 98 Euro. E adesso ecco gli appuntamenti prenatalizi a Ribe da non mancare: dal 12 novembre al 23 dicembre 2011 nella Hoker Peters Kaelder, mercatino con i dolcetti di una volta, birra natalizia e aringhe; dal 25 novembre al 23 dicembre 2011 ci sono le bancarelle tradizionali del Natale nella piazza centrale della città; il 3 e 4 dicembre e il 10 e 11 dicembre 2011, c’è il mercatino al Vecchio Municipio, con spettacoli teatrali, degustazioni, concerti e mostra/vendita di artigianato.
Foto | RibeVC

Stóri Drangur, la grande rupe dell’isola di Vágar alle Fær Øer, si staglia come ultimo baluardo a difesa della terraferma contro la potenza del mare e del vento, in quest’arcipelago dimenticato da tutti, se non dalle pecore e dal calcio, che qui domani sera celebrerà l’ennesimo suo rito pagano (leggi l’incontro di ritorno tra la nazionale delle Fær Øe e quella italiana).
In questa fotografia Stóri Drangur cela la Lítli Drangur, ovvero la piccola rupe, mentre in secondo piano si vede l’isolotto disabitato di Tindhólmur. Una vista imperdibile per gli amanti della natura e del trekking.
Non è poi così difficile ammirare questi splendidi faraglioni, una volta arrivati alle Fær Øer si intende, visto che si trovano sull’isola di Vágar, dove si trova l’unico aeroporto dell’arcipelago.
Foto | Erik Christensen.

Anche se è nota soprattutto per un colossale festival del rock, la città di Roskilde, in Danimarca, vanta un’altra attrazione piuttosto interessante: il Museo Vichingo. O meglio il museo delle navi vichinghe, visto che l’esposizione conta su ben 6 imbarcazioni dell’epoca, ritrovate nel 1962. Chiamate le navi di Skuldelev, nell’XI secolo erano ormeggiate nell’importante scalo marittimo di Roskilde ed ora sono state restaurate ed esposte nel museo.
Sei diverse navi da guerra e da trasporto che permettono di comprendere i sistemi di costruzione e di navigazione dei Vichinghi: i più appassionati possono anche provare l’emozione di una vera crociera vichinga attraverso dei corsi di due giorni che insegnano a condurre questo tipo di natanti (nel caso vi trovaste in vacanza con un vichingo..).
Il Museo è aperto tutti i giorni, dalle 10 alle 16.

Quest’anno il carnevale di Aalborg, il più grande della Scandinavia, si festeggia dal 22 al 28 maggio, e il tema scelto per l’edizione del 2011 è quello dello Sexzoological Garden. Se non sapete di cosa si tratti, o intende cercare l’ispirazione per la vostra maschera, qui su Flickr una bella carrellata di maschere, dalla A di asino alla Z di zebra.
Il programma inizia il 22 con il carnevale dei bambini che sfilano per le strade con i loro costumi, prosegue venerdì 27 con la “Battaglia delle bande carnevalesche” per eleggere il miglior gruppo carnevalizio, e termina sabato 28 con la sfilata per le strade cittadine, e il “party” al Kildeparken, tra birra, musiche e balli.
Partecipare alla sfilata è semplicissimo, basta calarsi nel motto “Paint your face - dance the street”, ispirandosi al tema scelto per quest’anno, e camminare lungo uno dei 4 percorsi fino al parco. Ingresso al parco a pagamento; 100 corone, circa 13 euro.
Foto | storem.

Il giallo è il colore della Pasqua in Danimarca: tutto, infatti, in questa giornata, deve essere in tinta, dalla tovaglia della tavola familiare imbandita alle candele usate come decorazioni, fino alle uova di cioccolata e alle uova sode che si consumano a pranzo.
Dopo la Messa i danesi ritornano nelle loro case ornate con rami fioriti e dipinti e inizia la caccia al tesoro che impegnerà i bambini nella ricerca del coniglietto pasquale che è scappato… almeno fino al momento in cui suona la campanella del pranzo.
In Danimarca, inoltre, si usa regalare fiori per Pasqua, perché anche qui la tradizione cristiana si unisce a quella dell’arrivo della primavera: ed ecco, quindi, che ci si scambiano narcisi o fiori da bulbo… oltre, naturalmente, alle classiche uova di cioccolato.
Foto | Flickr