Vuoi salvare le tartarughe in Costa Rica? Oppure vuoi passare due settimane in India come volontario? O prenderti cura dei leoni in Sud Africa, o ancora dei panda in Cina?
Puoi scegliere per destinazione o per progetto.
Oppure ancora vuoi un lavoro come insegnante di inglese in Cina, Polonia, Corea del Sud, Thailandia o Turchia?
Il motto di STA Travel è l’esperienza è tutto, come dargli torto?
Riporto qualche riga da una traduzione cui lavoravo ieri, che mi ha fatto scoprire l’isola coreana di Jeju-do.
“A un’ora di volo da Seoul, Busan o Daegu, il viaggiatore raggiunge una terra dal carattere completamente diverso, riconosciuta come una delle meglio conservate della Corea: Jejudo, l’unica provincia insulare del paese. L’isola è la meta turistica piu’ famosa del paese, destinazione molto amata per le lune di miele. Nota come “Piccola Hawaii” per il paesaggio vulcanico, le scenografie subtropicali, la sabbia fine, le cascate e gli itinerari nella natura, è una delle dieci mete turistiche piu’ famose al mondo, con oltre 4 milioni di visitatori ogni anno.”
Non credo sia possibile celebrare un matrimonio valido per la legge italiana, ma un viaggio di luna di miele personalmente lo farei volentieri. Siti utili per informarsi: Tour2korea e nello specifico Hi Jeju oppure la pagina di Wikipedia che ha anche link per chi preferisce il turismo ecologico.
L’Observer porta avanti l’ingrato lavoro di recensione dei posti piu’ pazzi dove allacciare gli scarponi quest’anno. Le puntate precedenti ci hanno visto sciare in Grecia e sui Carpazi tra polonia e Slovacchia, sci alpinismo in Antartide, fare heliski tra il caucaso e la Russia e ancora sui pendii della Bulgaria.Eccoci qui:
Gridskipper segnala sul National Geographic una lista di compagnie asiatiche di voli low cost. Forse non è il momento piu’ opportuno, prendiamolo come un gesto di ottimismo che male non può fare.
Sul Corriere della Sera, una simpatica iniziativa coreana finita in farsa: proteste delle femministe e boicottaggio degli albergatori.
Probabilmente sarà ricordato come il più grande fiasco estivo. E’ l’iniziativa turistica «Bikini Beach» promossa in Corea del Sud nella città costiera di Buan: tutte le donne che sarebbero scese in spiaggia in bikini avrebbero ottenuto uno sconto del 10% nei ristoranti, negli alberghi limitrofi, sull’affitto degli ombrelloni e dei lettini. La città ha creduto tanto nell’iniziativa da cambiare il nome della propria spiaggia: da «Byeonsan Beach» si è passati a «Bikini Beach».
Grandioso il finale: “La situazione è degenerata quando durante un festival organizzato in spiaggia tra i cibi preparati i partecipanti si sono visti offrire carne di cane. A quel punto sono insorti anche gli animalisti.”
Questa settimana Travel Issue per il Maui Time Weekly: tra i turisti giapponesi al tempio Haein sulla Gaya Mountain in Corea e in Messico per le strade di Cozumel in scooter.
Desolante invece Makena Park, Anyone?: i siti archeologici con gli antichi templi heiaus di South Maui, dispersi tra le ville e le buche del nuovo campo da golf (Alternative Hawaii offre tour storici dei siti sacri a Maui).
Sul weblog di Survivart ho letto di eventi interessanti cui partecipano a Seoul, in particolare nella zona demilitarizzata: una fascia di 2 km tra le due Coree, una delle aree piu’ militarizzate al mondo durante nell’era della Guerra Fredda, di cui si può leggere qualcosa tra i racconti in prima persona di Virtualtourist.
Sembra che la zona, in linguaggio militare si chiama una DMZ, sia obiettivo di un grande progetto culturale: in questi giorni inizia il festival DMZ 2005, progetto d’arte che unisce 20 artisti locali e 20 internaizonali (tra i quali l’italiano Armin Linke), leggete qualcos’altro sul Korea Times.
Nella zona demilitarizzata di Paju invece è da visitare Unification Hill Paju City, nata nel 1997 come città dei libri e cresciuta fino ai 370 residenti attuali: artisti di ogni genere che creano, espongono e vendono direttamente la loro arte. In questi giorni inizia il festival Heyri, l’edizione estiva di uno dei tanti eventi organizzati a Paju.