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Business Travel

Dairwin Airlines ci prova con i charter ad hoc per la Serie A

pubblicato da debora in: Business Travel Attualità A piedi

i problemi alle ali dell'airbus a 380

Darwin Airlines, la compagnia regionale svizzera, che recentemente ha deciso di abbandonare l’aeroporto di Foggia per quello di Genova, da dove opera due voli per Zurigo e Ginevra, prova a consolidare la propria presenza in Italia, allargando il business nel settore dei charter ad hoc.

Ora se un normale volo charter viene offerto a tutti quanti i possibili interessati, il charter ad hoc è destinato ad una ben determinata clientela, composta di solito da importanti uomini d’affari o VIP. A quelli della Darwin è invece venuto in mente di offrire voli charter esclusivi alle squadre di Serie A.

Il primo volo, molto comodo grazie ad aerei capaci di atterrare anche nei piccoli aeroporti (quelli che si vorrebbero chiudere), è stato quello acquistato dal Napoli, che lo scorso 14 gennaio lo ha utilizzato per atterrare a Siena. L’idea è piaciuta anche ad altre due squadre, Siena e Palermo, che hanno già prenotato dei charter ad hoc per i loro prossimi impegni di campionato.

Via MD80.
Foto | © TMNews.

Passera ci riprova con il piano per gli aerporti, ma Bonomi non ci crede

pubblicato da debora in: Aereo Business Travel

Aerporto dell'Aquila

Rispunta il piano per la razionalizzazione degli aeroporti italiani nell’agenda del Governo Italiano, questione a cui ha accennato Corrado Passera a margine di una conferenza: “Entro breve dovremo dare una risposta alla numerosità non pensata degli aeroporti. Il singolo aeroporto non va valutato in quanto tale ma nel quadro di sistema di quella zona”. Nuovi giri di parole, numerosità non pensata, per dire razionalizzazione, ovvero taglio del numero di aeroporti.

Della razionalizzazione degli aeroporti se ne parla da tempo, su Travelblog per esempio ne avevamo parlato nel novembre del 2010, quando sembrava imminente la definizione di un piano strategico nazionale che definisse gli aeroporti strategici per l’Italia (forse 14), quelli primari (10?) dedicati alle rotte a medio e corto raggio, e quelli complementari, quelli che si dovrebbero reggere contando solo sulle proprie forze.

Ma siamo in Italia e Bonomi di SEA non ci crede, tanto da dichiarare al Sole24Ore “”Io sono come san Tommaso: finché non tocco non credo”, anche perché proprio Bonomi, un anno fa, chiese al governo di autorizzare il volo Singapore-Milano Malpensa, e dopo un anno le cose stanno ancora a “carissimo amico“.

p.s. nel seguito i 10 aeroporti italiani meno trafficati nel 2011.

Foto | Wikimedia Commons.

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Il naufragio della Costa Concordia ha danneggiato anche le altre compagnie

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Naufragio Costa Concordia

Il 32% dei partecipanti, in questo momento, non avrebbe prenotato una crociera, è questo il risultato del sondaggio proposto da Nemo qualche tempo fa ai nostri lettori (Il naufragio della Costa Concordia metterà KO le crociere?) , per misurare gli effetti che avrebbe potuto avere sul mercato crocieristico il naufragio della nave comandata dal comandante Francesco Schettino.

La crisi nelle prenotazioni si è riflessa anche sulla altre compagnie, chissà se nella stessa misura segnata dal nostro sondaggio, sicuramente anche sulla Royal Caribbean, una delle principali società crocieristiche del mondo, che ha reso noto che le prenotazioni per le crociere sulle sue navi, hanno subito una evidente flessione, in seguito al naufragio della Costa Concordia.

La flessione ha riguardato soprattutto le prenotazioni per le crociere a breve termine, quelle cioè per le quali la data di partenza è prevista nei primi tre mesi dell’anno, risultando meno significativa sul medio-lungo periodo, ed è attribuita in maggior misura al mercato europeo, che ha subito una flessione più marcata rispetto a quello nord-americano.

Effetto anche della pausa nelle campagne pubblicitarie, pausa che ha riguardato un po’ tutte le società, impegnate in questo momento a rivedere le proprie strategie di comunicazione (facile prevedere che in futuro saranno portate a toccare anche il tema sicurezza delle navi).

Via USAToday.
Foto | Rvongher.

La crisi economica della Catalogna dietro il fallimento della Spanair

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La crisi economica della Catalogna, ed il fallimento delle trattative con la Qatar Airways, dietro la decisione della Spanair di interrompere le proprie operazioni commerciali, lasciando a terra oltre 22.000 passeggeri nel solo week-end appena trascorso. Quanto accaduto fa ancora più impressione, se si pensa che la Catalogna fa parte dei Quattro motori per l’Europa, insieme alle regioni del Baden-Württemberg (Francoforte), Rhône-Alpes (Lione) e della Lombardia.

Spanair dal 2009, di fatto, era una compagnia pubblica catalana, dopo che la SAS, che ancora detiene il 10% delle azioni della società, aveva deciso di ridurre la propria quota azionaria. Finanziata dalla regione autonoma catalana fino allo scorso anno, la Spanair era alla ricerca di un compratore, da quando il governo catalano, alle prese con la grave situazione economica (la Catalogna è la seconda regione spagnola maggiormente indebitata) aveva annunciato di non poter più concedere finanziamenti alla Spanair.

Lo stop alle trattative con Qatar Airlines è coinciso con lo stop ai voli, che dovrebbe portare alla cancellazione di otre 876 voli in questa settimana (più di 83.000 i passeggeri che alla fine resteranno a terra). In questo momento, mentre Spanair è in trattative con la IATA per definire la procedura di rimborso, i possessori di biglietti di Spanair possono provare a volare con le tariffe speciali di Vueling, Iberia e Air Europa.

E ora si rischia di innescare un effetto domino, che potrebbe coinvolgere altre compagnie aeree europee che godono (o godevano) di sovvenzioni governative, o sono ancora possedute dai governi nazionali del vecchio continente. Secondo Bloomberg Businessweek, le prossime potrebbero essere la SAS, l’Aer Lingus e TAP, al cui privatizzazione dovrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane.

Continua il terremoto nei cieli europei, vedi il caso Wind Jet.

Alitalia punta a riguadagnare mercato acquistando Wind Jet e Blue Panorama

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Alitalia compra wind jet e blue panorama

Via libera del CdA di Alitalia all’integrazione con Wind Jet e Blue Panorama, che tradotto significa che il Consiglio di Amministrazione dell’ex compagnia di bandiera ha dato mandato all’Amministratore Delegato di intavolare trattative per l’acquisizione di azioni delle altre due compagnie aeree italiane. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, non si conoscono ancora i dettagli dell’operazione, se cioè si punta al controllo totale delle quote azionarie, all’acquisto di un pacchetto di maggioranza, o comunque ad una partecipazione qualificata, che permetta di operare scelte strategiche in sinergia con le altre due compagnie. A questo punto però mi aspetto che Wind Jet e Blue Panorama, con cui sono stati sottoscritti dei protocolli d’intesa, riescano a spuntare ottimi guadagni, visto che l’iniziativa è partita dalla loro concorrente.

Dopo Air One ora tocca a Blue Panorama e Wind Jet; dopo aver inglobato Air One, ora Alitalia, non essendo riuscita a vincere la concorrenza interna di queste due compagnie, pressata dalla sempre maggiore presenza in Italia di Ryanair e EasyJet, ha deciso di provare ad acquistare anche Blue Panorama e Wind Jet. Mentre Blue Panorama, che è sul mercato dal 1988, opera sui voli charter e i voli intercontinentali (vedi ad esempio l’ultimo per le Seychelles) , Wind Jet, attiva dal 2003, si posiziona come vettore low-cost interno, capace di competere con le due big straniere del settore.

Scenari futuri; detto che siamo appena all’inizio di una nuova fase, nella quale diversi altri attori saranno chiamati a dire la loro (primo tra tutti l’Antitrust), sempre secondo il Sole, l’obiettivo sarebbe quello di presentarsi all’appuntamento del 13 gennaio 2013, quando la CAI sarà libera di scegliere il futuro di Alitalia (di vendere ad Air France ad esempio), avendo una buona quota del mercato interno (oltre ad un rilevante numero di slot aeroportuali), resta il timore, lato clienti, per gli effetti che quest’operazione potrà avere sui prezzi dei biglietti aerei. Perché come ben sappiamo, meno concorrenza significa costi più alti per i concorrenti (vedi anche la vicenda di Singapore Airlines a cui è stato impedito di sbarcare a Milano Linate).

Foto Dmitriy Pichugin | Mikele.repetto | Douchet Quentin.

La Contea di Pasco lancia Eurobird, per attirare i naturisti europei in Florida

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Spiaggia per naturisti

Business is business, anche nella puritana America, e anche se nella contea di Pasco in Florida, da tempo (da 70 anni) sono già abituati al turismo naturista, tanto da aver adottato diversi leggi e regolamenti che favoriscono la nascita di resort e parchi destinati ai naturisti, questa volta si tratta di una prima volta anche per Pasco County.

Eurobird 2012 (imho non tanto azzeccato come nome) è il programma approvato dall’amministrazione pubblica che prevede di spendere quasi 4 milioni di dollari destinati a convincere i naturisti europei, soprattutto britannici e tedeschi, a passare le proprie vacanze in Florida.

Una vera e propria campagna promozionale, obiettivo luglio ed agosto 2012, per promuovere un circuito, che dai centri dedicati al naturismo (come Lake Como o Calinete), arrivi anche ai musei, parchi e shopping center della contea.

Foto Phillip Pessar.

20 milioni di cinesi nel 2011, 100 milioni nel 2020, in giro per il mondo per turismo

pubblicato da debora in: Business Travel

Turista cinese

20 milioni di cinesi, solo nel terzo trimestre del 2011, una numero davvero impressionante di turisti cinesi che hanno scelto di viaggiare all’estero, probabilmente motivati da decenni di totale chiusura a qualsiasi influenza esterna. E se vi sembrano tanti, sappiate che l’UNWTO, Organizzazione mondiale per il turismo, ha stimato che nel 2020 saranno 100 i milioni di cinesi in giro per il mondo.

Come un un’onda che si allarga, dopo aver buttato il sasso in acqua; cerchi concentrici che piano, piano si allargano, fino ad arrivare sulle sponde più lontane. Per ora l’onda cinese è arrivata ad Hong Kong, Macao, Corea del Sud, Malaysia, Stati Uniti, Giappone, Thailandia, Taiwan, Singapore e Russia, ma già quest’anno in Europa si è registrato un 25% in più di turisti provenienti dalla Cina.

E c’è chi cavalca l’onda, come il Giappone che ha semplificato i requisiti per i viaggi turistici ed aumentato il permesso di soggiorno da 15 a 30 giorni, la Nuova Zelanda che ora accetta i documenti d’identità cinesi, l’Irlanda che ha incluso la Cina nel proprio programma di esenzione dai visti per i brevi viaggi a scopo turistico, e la Spagna che ha programmato di intercettare per il 2020 almeno 1 milione di visitatori dalla Cina.

E l’Italia? Staremo a vedere come reagirà l’Italia, in bilico tra la paura di vedere nascere tante Chinatown tra i campanili delle proprie città, e il desiderio di sviluppare uno dei pochi business che non può essere trasferito all’estero.

Via Diario del Viajero.
Foto | Wootang01.

Altroconsumo sconsiglia la carta Ryanair Cash Passport

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Ryanair Cash Passport

E’ arrivata anche in Italia, come ci aveva già anticipato a settembre Alfredo, e ci viene presentata come una carta per risparmiare sugli acquisti effettuati sul sito della Ryanair, quello dove più ci convinene prenotare un volo con la low cost più famosa (ma solo se si è umani).

Ma Altroconsumo la sconsiglia, a causa delle spese connesse al suo utilizzo, e al suo inutilizzo, soprattutto poi se la si usa per tutti gli acquisti che normalmente regoliamo con carta di credito. Insomma la carta costa di più di altre carte dello stesso tipo.

Articoli 3 e 4 del Decreto legislativo 11 del 2010; infine sulla rete già è polemica, sulla mancata applicazione di questi due articoli di legge, che impedirebbero a Ryanair l’applicazione di costi aggiuntivi sui sistemi di pagamento (i famosi 6 euro chiesti se non si utilizza la Cash Passport) senza la preventiva autorizzazione di Bankitalia. Forse è anche per questo che l’ADUC ha lanciato il suo grido d’allarme.

Foto dal sito Ryanair Cash Passport.

Ecorent, il noleggio ecologico di Trenitalia e Maggiore

pubblicato da debora in: Business Travel Treno

Ecorent di Trenitalia e Maggiore

Ecorent è il nuovo servizio offerto da Trenitalia e Maggiore, che apprezzo molto (oltre a quello dei vagoni vietati ai cellulari ed ai caciaroni appena lanciato), che spero trovi il favore tra quanti si spostano da Milano e Roma ( e viceversa) in treno.

L’offerta si applica ai viaggiatori dei Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca che si spostano tra Roma Termini o Milano Centrale, e da la possibilità di noleggiare una auto elettrica Peugeot iOn, a prezzi di convenzione; ci si sposta in autonomia, si fa bene all’ambiente, e si ha la possibilità di provare come va un’auto elettrica. L’offerta poi prevede chilometraggio illimitato, prima ricarica gratuita, limitazione quote addebito danni e furto. L’auto a Roma si può ritirare in via Marsala, vicino alla stazione Termini, vicino alla Galleria delle Carrozze a Milano.

Prezzi; 8 euro l’ora (fino a sei ore), oppure 48 euro per l’intera giornata, 144 euro dai 3 ai 5 giorni, 192 euro per 6-7 giorni; per usufruire della promozione, acquistabile anche on-line, ricordarsi di inserire il PNR del biglietto ferroviario, come codice sconto.

Lunedì 21 novembre il CdA di Meridiana Fly per decidere dei tagli al personale

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Cabina di aereo di Merdiana Fly

Lunedì 21 novembre, questa è la data fissata per il prossimo CdA di Meridiana Fly, quello durante il quale dovrebbero essere prese importanti decisioni sulla dotazione organica della compagnia. Si prende così tempo, per dare modo ai rappresentati della compagnia e delle Organizzazioni Sindacali, di discutere delle future strategie di Merdiana Fly, in tema di voli e di occupazione, con i Sindacati chiamati a presentare delle proposte alternative rispetto quelle societarie. Congelati per il momento gli annunciati tagli al personale della compagnia.

L’ultima importante decisione, forse, che si trova ad affrontare la compagnia di volo, in questo impegnativo 2011. Dopo l’acquisto di Air Italy, e la decisione di mantenere distinti i due marchi, dopo aver rivisto il proprio posizionamento in Italia (per ora + Napoli e - Firenze), dopo aver deciso di non ridurre il capitale sociale, Meridiana Fly si trova davanti alla decisione più difficile, quella che interessa il futuro dei suoi lavoratori.

Disposti a trattare; dopo le iniziali rigidità, le rappresentanze sindacali hanno mostrato segnali di apertura, accogliendo con favore la decisione della Società di tornare a discutere con i sindacati. Pronti forse ad accettare i sacrifici, come già avvenuto in passato, a patto che, questa volta, siano distribuiti su tutto il personale della compagnia, dirigenti compresi.

Foto Pietro Zanarini.