Ventiquattro giorni in tour tra Sud Africa, Botswana, Namibia, Zambia e Zimbabwe: un percorso che, secondo gli organizzatori di African Explorer, rappresenta “il meglio dell’Africa australe”.
Tra le destinazioni principali, in un viaggio di svariate migliaia di chilometri, troviamo Città del Capo, il Capo di Buona Speranza, il deserto fiorito del Namaqualand, il Fish River Canyon, il deserto del Namib, un safari all’Etosha National Park, le Victoria Falls. Impossibile ad ogni modo riportare qui l’intero programma di viaggio, veramente vasto e, come si puo’ immaginare visto l’itinerario e la durata, estremamente stimolante.
Qualora siate interessati vi rimando dunque al programma completo, limitandomi a riportare in questa sede i dati principali riguardanti l’aspetto “tecnico” ed economico: si parte con voli di linea, destinazione Johannesburg, con varie date già stabilite da luglio a dicembre, con quote a persona pari a circa 4.000 euro che includono voli, tasse, tutti i trasferimenti (in auto), ma non i pranzi.
Foto | Sara&Joachim

Amate il lento fluire dei fiumi, vi piace osservare e ammirare paesaggi mentre placidamente vi spostate navigando sui canali, volete rivivere l’emozione delle grandi crociere di un tempo? Ecco allora una serie di proposte per godervi una bella vacanza galleggiante a bordo di comode (e speriamo sicure) imbarcazioni fluviali in giro per il 4 continenti.
Partendo dall’Australia, dove il fiume Murray, il più grande dell’isola, attende coloro che vorranno esplorare i canyon, il deserto e le foreste, senza farsi mancare escursioni a piedi e incontri con gli aborigeni dei villaggi. Rimaniamo in quell’emisfero per navigare sul celebre Mekong, il corso d’acqua che corre tra Vietnam e Cambogia, tra campi di riso, ampie pianure, villaggi di pescatori e mercati galleggianti.
Tutt’altro genere di paesaggio scorrerà di fronte ai vostri occhi se sceglierete di solcare i flutti dell’Hudson, fiume a stelle e strisce che bagna lo Stato di New York passando per Albany, West Point, Kingston e Sleepy Hollow (sosta sconsigliata se avete visto il film…). Passando all’Africa, troviamo il Chobe, in Botswana (un ramo minore del fiume Cuando da cui ammirare la natura selvaggia e gli animali che popolano queste lande) e il grande Nilo, in Egitto, che da Luxor ad Assuan promette di stupirvi con una delle più antiche ed evolute civiltà del mondo.
Il video è stato girato nel l Gemsbok National Park in Botswana, che nel 2000 si è unito al Kalahari Gemsbok National Park del Sudafrica, dando luogo al Kgalagadi Transfrontier Park, un parco transnazionale (che meraviglia, ci siamo forse accorti che per gli animali le frontiere hanno poco senso?) gestito dai due stati.
Il parco dispone di tre aeree attrezzate (i camp) a pagamento ma è sconsigliato di visitarlo con le normali automobili, in quanto non esistono strade asfaltate (e questo è un bene).
Il sito ufficiale del parco.

Periodo di saldi questo, e allora magari qualcuno può approfittare al volo di questi sconti del 40% (da calcolare solo per il secondo viaggiatore) su alcuni pacchetti in Africa con Jenman Safaris: se partite il 29 marzo con l’itinerario 1 di 20 giorni da Livingstone (Zambia) a Cape Town (Sud Africa) passando attraverso Zimbabwe, Botswana e Namibia, lo sconto va calcolato sulla base di 1495 euro a persona (più spese locali e volo intercontinentale); per l’itineraio 2, 19 giorni in Sud Africa e Swaziland, lo sconto va calcolato sui 1299 euro (come sopra), per la partenza del 7 marzo. Qui invece trovate tutti gli itinerari per scegliere tra i safari più popolari, scontati e non. Buon viaggio!
Foto | exfordy

Trovo molto affascinante questa silhouette di un’acacia africana ritratta dallo scatto di Justin in Botswana, come del resto il sole che sorge nella nebbia di quest’altra sua foto. Ma dell’Africa io sono innamorata, si sa, e in Botswana c’è rimasto un pezzo del mio cuore, nei suoi paesaggi, nei suoi colori, nel suo cielo e nei suoi alberi.
Avete presente il deserto del Kalahari? Quel posto straordinario in cui il fiume Okavango, in Botswana, si spegne dopo aver dato il meglio di sé nel magnifico delta (il parco del Moremi è uno dei più belli d’Africa, parola mia!) Ve ne avevamo già parlato tempo fa: certo, raggiungere la Central Kalahari Game Reserve non è semplice, le strade sono molto sconnesse e il territorio non è certo all’avanguardia dal punto di vista turistico (il che non sempre è un difetto), pur vantando dei posti straordinari come la Deception Valley, non lontano dal luogo in cui è ambientato il famoso Cry of the Kalahari di Mark e Delia Owens, in cui si racconta la straordinaria esperienza dei due naturalisti con la iena bruna. Per non parlare della popolazione di orici, gnu, gazzelle e grandi felini che caratterizza il territorio.
Ma il Kalahari è anche la terra ancestrale dei Boscimani, e a questo proposito vi segnalo che oggi e domani a Milano ci sarà l’occasione di incontrare Roy Sesana, il portavoce dei Boscimani Gwi e Gana e che hanno sostenuto (e recentemente vinto) la causa per poter rientrare nella Central Kalahari Game Reserve. Trovate i dettagli degli incontri sul sito di Survival. E un piccolo resoconto a puntate della conferenza stampa fatto dal mio amico blogger Stefano, io conto di andarci!
Sempre alla ricerca di un modo per vagabondare in Africa (la mia passione!) ho trovato questo sito interessantissimo, che si chiama Overland Experience: in pratica un servizio bus flessibile per poter circolare dall’equatore a Città del Capo attraversando paesi come il Sud Africa, la Namibia, il Botswana, lo Zimbabwe, lo Zambia, il Malawi, la Tanzania, il Kenya e l’Uganda.
La differenza tra questo servizio e i normali overland? Il fatto che sia hop on-hop off, come i classici autobus per i sightseeing nelle grandi città: puoi salire e scendere quando vuoi e magari, se vuoi approfondire la conoscenza di un posto in particolare, puoi aspettare il prossimo bus, dopo qualche giorno o anche dopo settimane.
Io la trovo un’idea grandiosa, visto anche i prezzi piuttosto contenuti. Date un’occhiata ai percorsi. Qui trovate gli orari e le tariffe dei pass.
Qualche giorno fa vi parlavo di quel meraviglioso paese che è il Botswana. Dato che, come avevo premesso, un post non è sufficiente per dare un’idea di cosa ci sia da vedere in quel paese dell’Africa australe, cerco di rimediare qui, anche se parzialmente.
Baines Baobab è uno dei luoghi forse meno visitati, ma sicuramente più insoliti di tutta la zona. Il nome del sito deriva da Thomas Baines, un esploratore del XIX secolo che, giunto in questa remota area dell’Africa nel 1862, dipinse l’insolito gruppo di baobab millenari. Oggi le differenze rispetto al dipinto di quasi centocinquanta anni fa sono minime, a testimonianza della longevità di questi colossi vegetali e della lentezza della loro crescita.
Baines Baobab si trova ai margini di un pan completamente asciutto nella stagione secca che poi si riempie di acqua durante le piogge. Quando la visitai, sette anni fa, la mia guida del posto mi raccontò che una delle esperienze più belle che si possano fare in questa zona dell’Africa è passare la notte in tenda sul pan asciutto. Oggi, per evitare danni alla natura incontaminata di Baines Baobab e del Kudiakam Pan, non è più permesso campeggiare dentro la riserva naturale, ma lo spettacolo è ugualmente meraviglioso.

Qualche giorno fa la nostra lettrice Barbara ci chiedeva informazioni per il viaggio che sta organizzando in Botswana. Senz’altro il Botswana è uno degli stati dell’Africa Australe che conserva una natura per molti versi ancora incontaminata. Vi avevamo raccontato in un post di qualche mese fa, dei contrasti che hanno coinvolto le popolazioni boscimane e il governo del Botswana negli ultimi anni. Ne approfittiamo per aggiornarvi sulla situazione di questi ultimi mesi, dal momento che a dicembre 2006 la causa intentata dalle popolazioni native per poter tornare a vivere nel Kalahari si è felicemente conclusa con la vittoria dei Boscimani.
Sono stata in Botswana per la prima volta ormai sette anni fa e poi ci sono tornata più di recente per brevi periodi. Se volete affittare un fuoristrada (indispensabile nella maggior parte dei parchi) potete scegliere se farlo a Gaborone oppure a Windhoek in Namibia o a Victoria Falls in Zimbabwe (a Maun non mi risulta ci sia grande possibilità). Forse la soluzione più economica è quella di Windhoek, data la vastissima scelta e quindi la concorrenza. Inoltre di solito i mezzi sono curati e l’assistenza è di ottima qualità (a me capitò di rompere i freni del fuoristrada in Namibia e nel giro di una giornata, dopo aver contattato il noleggiatore a Windhoek, riusciì a farli riparare senza dover anticipare una lira). Vi consiglio a tal proposito di pagare per sicurezza il sovrapprezzo per l’assicurazione (non sempre i kudu o gli altri animali guardano prima di attraversare la strada).
In Botswana vi consiglio di visitare il parco del Moremi, dove l’Okawango si spegne poco prima di arrivare al Kalahari. All’interno del parco non ci sono veri e propri campsite, o meglio, ci sono aree segnalate (alcune hanno anche spartani servizi igienici), ma non vi è nulla di recintato, quindi dovrete far molta attenzione agli animali selvaggi, specialmente di notte (si narra di turisti poco previdenti che sembra non abbiano raccontato la loro avventura). Io ci andai che era da poco finito il periodo delle pioggie, il paesaggio era meraviglioso, ma le piste non tutte praticabili. Ad agosto invece dovreste aver meno difficoltà anche di orientamento. Poi potete raggiungere il Savuti e il Chobe in cui vedrete il tipico panorama da cartolina africano, con centinaia di elefanti, ippopotami e ogni genere di animale della savana. Un consiglio è quello di visitare il Makgadigadi Pan e, se avete tempo e voglia di affrontare le dure piste, di raggiungere la Deception Valley nel nord del Kalahari. Ma i luoghi meravigliosi del Botswana sono così tanti che in un post non ci stanno. Mi ripropongo di mandare qualche altro consiglio in seguito. Se intanto Barbara mi vuole scrivere in privato mi può contattare attraverso il mio sito.
Se volete un assaggio date un’occhiata alla wildcam di National Geographic.

Stefano ci segnala, nel commento a un nostro post sugli Overland in Africa, il sito di Africa Wild Truck, che organizza spedizioni in diverse regioni (dalla Tanzania al Mozambico allo Zambia…) a bordo di un truck attrezzato per ogni evenienza e con equipaggio italiano.
Le proposte sono senza dubbio interessanti, un nuovo modo di viaggiare che sta prendendo sempre più piede nel continente africano e che dà la possibilità di attraversare ampie zone magari prive di strutture turistiche ma di una bellezza stupefacente. Dopo aver fatto un meraviglioso overland due anni fa con un altro operatore straniero devo dire che, visto che Africa Wild Truck organizza spedizioni anche in Uganda, magari ci farò un pensierino per le prossime vacanze, chissà.