Fatto il post sui Campi tendati a cinque stelle in Belize, mi sono incuriosito e ho finito per scovare una proposta allettante al villaggio Blue Creek, ospite sul web del portale indio Nativeplanet. Portano i turisti a fare torrentismo e nuotare il fiume sotterraneo che sbuca alle cascate nella giungla.
Native Planet ha ottime proposte di turismo ecologico o culturale, progettate in maniera piu’ sostenibile rispetto a operatori tradizionali. A Sumatra offrono un viaggio a contatto con le tribu’ Mentawai: guaradate
Dal 13 al 15 febbraio si celebra alla spiaggia Pak Meng Beach di Trang, sull’oceano indiano, il decennale per primo matrimonio sottomarino celebrato secondo il rito tradizionale tailandese e divenuto così famoso da essere entrato nel Libro dei Guiness quattro anni dopo come Il matrimonio subacqueo piu’ grande al mondo, con 30 sposi da 28 paesi diversi.
Strana cosa questa del matrimonio sottacqua, che però cercando con Google sembra quasi normale: lo celebrano a Cairns in Australia, al Banyan Tree alle Maldive, ad Ambergris Caye in Belize, a Maui nelle Hawaii, a St Croix, al Le Moana Resort a Bora Bora, al buon vecchio Jules Undersea Lodge, il primo albergo sottomarino.
Attenzione però che non in tutti paesi il matrimonio all’estero mantiene valore legale per lo Stato italiano, come invece ad Antigua e in alcune isole del Pacifico.
Stanchi di macerare al sole tra creme e cocktail tropicali? Fate un giro sul sito della Chukka Caribbean, che offre tour nella natura, divertenti e con il giusto pizzico di adrenalina, in Giamaica, Belize e Bahamas.
In Giamaica hanno tre basi: Chukka Blue a Montego Bay, Chukka Cove a Ocho Rios e White River Valley nelle colline, con un’offerta un pò diversa. Tra le loro proposte io farei per prima cosa il giro sul fiume con le grosse camere d’aria dei camion (river tubing), il raid in quad a distruggere la natura e il Sea Trek, che è molto simile alla Breathing Observation BUbble vista in settembre.
E’ uscito il nuovo Pology Magazine, viaggi e cultura nel mondo.
Sdegnato dalla bottiglia che gli è piovuta in testa, Leonardo di Caprio ha deciso di piantar le tende in Belize, in particolare nella laguna su cui si affaccia Belize City. Come dargli torto? Si è comperato uno degli atolli del reef, Blackadore Cay, un isolotto vicino ad Ambergris Caye, che le mappe del ‘600 chiamavano Cayo Sumba per la spiaggia che fischiava al vento.
Come spiega Hotel Chatter, Leo sta progettando una pista d’atterraggio per il suo hotel di lusso eco sostenibile. Per chi non ha tempo di aspettare: considerate il Blancaneaux di Coppola oppure, per spendere meno, un report con buoni commenti uscito ieri su Belize Forum.