Il suggerimento di visitare il Palazzo della Musica di Barcellona in un primo momento non mi aveva molto incuriosito, dato che mi aspettavo una sorta di auditorium dalle forme moderne progettato da qualche archistar. Invece. Invece il Palau de la Musica è sicuramente uno degli edifici più interessanti della capitale catalana.
La struttura è operativa e viene utilizzata per numerosissimi concerti durante l’anno: in estate anche lo spiazzo e i gradoni davanti alla biglietteria ospitano serate musicali e concerti. Se volete soltanto visitare il palazzo (anche se vi consiglio vivamente di prenotarvi un posto per una serata nella sala grande) pagherete un ticket da 12 euro a persona per una visita obbligatoriamente guidata con gruppi da non più di 55 persone.
Dopo aver visto un video molto ben fatto sulla notevole storia dell’edificio, potrete avventurarvi sugli scaloni e ammirare la straordinaria sala concerti, assistendo anche ad una dimostrazione della celestiale musica del grande organo a canne. Se capitate al Palau con qualche minuto di anticipo avrete la possibilità di apprezzare il bar del piano terra e i suoi pinchos.
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Probabilmente si tratta del monumento più celebre e ammirato di tutta Barcellona. La Sagrada Familia, eterno cantiere a cui Gaudì impresse la sua impronta eccezionale, è molto più di una chiesa, è un’opera d’arte in perenne divenire, pienissima di dettaglia e riferimenti più o meno criptici.
Ammirandola dalla strada pedonale che si trova a lato del parco situato sul lato opposto della biglietteria (ci sono alcuni ristoranti con i tavoli che offrono un bel panorama, ma evitate quelli troppo vicini al laghetto, dato che la sua acqua d’estate puzza in modo incredibile) potrete iniziare a prendere confidenza con le sue guglie, le statue, gli animali e i fiori stilizzati che la adornano.
Se poi volete scoprire davvero la Sagrada Familia non vi resta che pagare il biglietto ed entrare nel monumento/cantiere. Forse prima vi toccherà fare una bella fila, che non di rado dura più di un’ora (me se beccato l’attimo fortunato ve la cavate con 20 minuti). L’accesso alla chiesa non è esattamente gratuito….
Per concludere il trittico modernista di Passeig de Gràcia a Barcellona, dopo Casa Amatller e Casa Lleó Morera facciamo sosta alla celeberrima, stupefacente, straordinaria Casa Batllò.
Quest’opera di Antoni Gaudi è una meta turistica arcinota e quindi non starò qui a spiegarvi il perché, quando e come è stata costruita: qui trovate tutte le info del caso. Concentriamoci piuttosto sull’impatto che questa attrazione ha sui visitatori, subito dopo aver superato lo scoglio della lunga file alla biglietteria!
Se riuscite ad organizzare la visita in un momento della giornata in cui Casa Battlò non è troppo affollata riuscirete ad apprezzare la genialità e la bellezza delle scelte architettoniche di Gaudì, i finestroni tondeggianti, le mattonelle colorate con varie gradazioni di azzurro, il sottotetto con corridoi stondati, i vetri colorati e i comignoli realizzati con la cura e l’attenzione che meritano delle vere opere d’arte. Insomma, come forse avrete capito, i 17 euro e 80 del ticket di ingresso sono ben spesi.
Cosa avrà mai di speciale questo Parc Guell per essere considerato un luogo tanto speciale di Barcellona? A questa domanda ho saputo dare una risposta solo salendo sulla cima della collina El Carmel e passeggiando all’interno di questa eccezionale creazione di Antoni Gaudì. La celeberrima fontana a lucertola (salamandra, geco…) che orna la scalinata principale è assediata sempre da turisti e fotografi, ma in fondo vale uno scatto.
La parte più straordinaria del Parco sembra essere però la grande piazza soprelevata e l’enorme colonnato che la sorregge, all’interno del quale venditori e suonatori trovano riparo dal sole e allietano le passeggiate di turisti e autoctoni.
Le casette che si trovano all’ingresso sono anch’esse dei piccoli capolavori e la presenza di un negozio di souvenir permette a tutti di salire all’interno di quella di sinistra. Il Parc Guell non è un luogo dove andare con i minuti contati, una mostra da vedere di corsa. Si tratta di un’area verde ricca di atmosfera, a cui le opere di Gaudì conferiscono una rilevanza speciale. Provate dunque le panchine ondulate in ceramica, oziateci sopra per un’oretta mentre vi godete il panorama e una bibita fresca: Barcellona va saputa prendere, con calma e moderazione, altrimenti vi toglierà ogni energia.
Arrivando a Barcellona in nave la noterete subito, dato che sovrasta il porto e spicca sulla città. Il castello che la domina è poi facilmente riconoscibile… La Collina di Montjuïc è una delle mete turistiche principali della capitale catalana ed offre una serie di interessanti attrazioni, a partire dalla teleferica che vi conduce rapidamente sulla sommità del colle, regalandovi una visuale molto panoramica di tutta l’area urbana.
Il castello al momento non offre molto ai turisti (dato che il museo militare è stato chiuso): solo un punto da cui ammirare il porto e la zona della Barceloneta, e dove mangiare sotto i portici del forte, godendosi una rigenerante brezza e un self service dai prezzi contenuti.
Riscendendo per i sentieri che solcano i fianchi della collina si possono incontrare freschi e ombreggiati giardini e si può visitare il Poble espanyol, una specie di Spagna in miniatura, dove sono ricostruiti gli stili architettonici di tutta la nazione con edifici a dimensioni ridotte e si può assistere alle lavorazioni di decine di botteghe artigiane.
Continua a leggere: Barcellona vista dall'alto: la Collina di Montjuïc

Raccolgo volentieri l’indicazione di Romisia circa i 3 edifici di pregio che adornano questo tratto del Passeig de Gràcia a Barcellona: Casa Amatller, Casa Batllò, Casa Lleó Morera.
Della prima abbiamo già detto, passiamo ora all’ultima, tanto per rimanere tra quelle turisticamente meno celebrate. La Casa Lleó Morera si trova a poca distanza dalle altre due ed è riconoscibile per le terrazze cilindriche, chiuse da vetrate, che incombono sul marciapiede.
L’edificio fu realizzato nel 1902 dall’architetto Lluís Domènech i Montaner, che molte altre opere importanti ha regalato alla Spagna: il Palau della musica di Barcellona, il Cementerio, la “Fuente de los Tres caños” e l’Universidad Pontifícia di Comillas solo per citarne alcuni. A differenza delle altre due Case, questa non può essere visitata liberamente, trattandosi di una proprietà privata. Ci si deve dunque limitare ad osservarne la facciata, magari dall’altro lato della strada, per coglierne per intero la raffinatezza.
Foto | Flickr
Probabilmente, visitando Barcellona, non avrete neppure notato la Casa Amatller, offuscata dalla notorietà e dalla bellezza della vicinissima Casa Batllò, uno dei capolavori di Antoni Gaudì. Invece questo edificio neogotico ha una facciata notevolmente elaborata, che risalta in modo particolare a causa delle guglie e delle forme appuntite che contrastano con le curve, le ellissi e le rotondità dell’edificio realizzato da Gaudì.
La Casa Amatller venne commissionata da Antoni Amatller a Josep Puig i Cadafalch, al quale venne affidato il compito di rendere più maestosa la residenza di famiglia in Passeig de Gràcia. Era il 1898 e questo esempio di architettura modernista dopo 200 anni circa è diventato monumento di interesse nazionale.
Se la fila per la Batllò è troppo lunga oppure volete concedervi un’altra immersione nell’architettura modernista, potete dedicare un’oretta alla Casa Amatller e all’Istituto di arte ispanica che vi è ospitato.
Se i pesci, quelli vivi e non solo quelli ben cotti, sono una delle vostre passioni, non potete evitare di inserire l’acquario di Barcellona nel vostro programma di visita della città. Nonostante il prezzo dei biglietti non sia tra i più bassi(17,5 euro per gli adulti - 12,5 per i bambini), l’Aquàrium merita un poco della vostra attenzione, per ammirare i tanti animali che vi soggiornano e per passeggiare all’interno dei tunnel di vetro sopra cui nuotano gli squali.
L’effetto è abbastanza intenso, dato che i famelici pesci sguazzano a poche decine di centimetri da voi, mentre un tappeto mobile provvede a portarvi a spasso senza troppa fatica. Il vostro giro tra le vasche vi porterà tra le razze, i pesci pagliaccio, i cavallucci marini, le meduse e molti altri abitanti degli abissi: per i più coraggiosi è prevista la possibilità di immergersi tra gli squali, non nell’orario dei - loro - pasti!
In estate Aquàrium è aperto dalle 9 e 30 alle 23, fino alle 21 e 30 in giugno e settembre. Ps: Nel caso abbiate già visitato altri acquari oceanici, come quello di Brest in Francia, non aspettatevi nulla di straordinario da Barcellona.
La rete di trasporti sotterranei di Barcellona è decisamente funzionale ed efficiente, almeno per quello che ho potuto vedere. Spostarsi da un capo all’altro della capitale catalana è abbastanza facile ed agevole e le fermate sono ben segnalate. Ci sono però alcune piccole stranezze che saltano agli occhi.
Una di queste riguarda l’aria condizionata e la temperatura all’interno dei vagoni della metropolitana. Nelle giornate particolarmente roventi all’interno dei tunnel fa ancora più caldo che in superficie e non si vede l’ora di trovare un luogo fresco per respirare un pò. Succede però che, almeno nella linea più recente (la verde, forse), i treni abbiano una clima interno intorno ai 5 gradi centigradi.
In questo modo lo sbalzo di temperatura tra la stazione e l’interno del vagone è agghiacciante quando si sale e da svenimento quando si scende. Una situazione non molto piacevole a cui si aggiunge una piccola burla da parte della società di gestione: infatti mentre il sudore vi si ghiaccia sulla schiena e avreste bisogno di un giacchetto per ripararvi dall’improvviso freddo, sul piccolo monitor appeso al soffitto potete ammirare la campagna sul risparmio energetico che vi invita a non tenere il condizionatore di casa a temperature troppo basse, per evitare di consumare troppa energia. Il danno e la beffa!
Poco lontano dal meraviglioso Parc Guell (di cui ci occuperemo molto presto), Barcellona nasconde un pezzo della sua storia, sepolto sotto terra. Si tratta di uno dei rifugi costruiti negli anni ‘30 per consentire alla popolazione del quartiere di ripararsi dalle bombe degli aerei franchisti. La rete dei rifugi era piuttosto estesa e questo, il Refugio 307, è uno dei pochi ancora esistenti ed in cui è possibile avventurarsi.
La visita inizia con una capillare spiegazione, in spagnolo o inglese, delle vicende che portarono alla guerra civile nel 1936: alcuni pannelli con cifre, foto, grafici e testo vengono illustrati dalla guida, che si premura di assicurarvi una buona infarinatura della materia.
Al termine della lezione, peraltro piuttosto interessante, vi verrà fornito un caschetto da minatore e varcherete un cancello attraverso cui accederete ad una serie di cunicoli e stanze, utilizzate dai civili durante le fasi più cruente del conflitto: all’interno era stata trovata una sorgente d’acqua potabile, c’erano toilette separate per uomini e donne ed un piccola infermeria per i feriti. Negli anni ‘70 il tunnel è diventato la casa di una famiglia di sfollati che ci ha costruito anche un camino mentre più tardi divenne il deposito delle scorie di una vetreria.