
Una delle principali mete turistiche di Puglia è Otranto, per secoli centro culturale, politico ed economico del Salento. Oltre al bellissimo mare, infatti, Otranto offre un caratteristico borgo medievale racchiuso dal Castello Aragonese e dalle sue mura, senza dubbio da visitare.
Ogni anno, inoltre, nel periodo estivo, Otranto offre la possibilità di assistere ad interessanti mostre proprio nel Castello Aragonese. Quest’anno si tratta di “Andy Warhol. I want to be a machine”, che sarà aperta dal 27 maggio al 30 settembre. La mostra, attraverso circa cinquanta opere provenienti da collezioni private italiane, presenta i temi fondanti dell’estetica dell’artista statunitense. “Summer Pop. Omaggio a Andy Warhol”, invece, è il titolo del programma degli eventi collaterali alla grande mostra.
Tutte le informazioni sulla città e sulle sue spiagge possono essere consultate sul sito del comune di Otranto.
Foto | Flickr

Mutuando un’idea nata a Londra, sabato 5 e domenica 6 maggio Roma sperimenterà una nuova iniziativa, gratuita, culturale ed interessante. Si intitola Open House e prevede visite guidate gratuite a luoghi di alto interesse architettonico della città, alcuni dei quali solitamente inaccessibili. Circa cento siti di ogni epoca sul territorio capitolino, organizzati per aree omogenee percorribili a piedi o in bici, saranno messi a disposizione di turisti e cittadini curiosi. I siti aperti al pubblico si concentreranno soprattutto sull’asse che attraverso il Centro storico collega i quartieri Olimpico – Flaminio a nord fino all’Eur a sud. L’area della Stazione Tiburtina completerà la definizione territoriale del programma: qui trovate la mappa per individuare e scegliere i posti più comodi da raggiungere.
Ci saranno occasioni di ogni tipo e di tutte le epoche, dal novecentesco e monumentale Palazzo della Marina alla nuova stazione Tiburtina alle Torri Eurosky. Spiccano inoltre nella lunga lista: la tailandese Kami spa (nella foto), l’ex Opificio Sonnino, il Maxxi, la residenza dell’ambasciatore tedesco in Vaticano, la chiesa di S. Salvatore in Onda, l’Istituto Giapponese di Cultura…

Costruito nel 1808 dal banchiere Johann Jakob Geymüller, è un vero gioiello del periodo Biedermeier, il periodo romantico viennese, realizzato attraverso un elegante mix di stili gotico, arabescanti ed indiani. Passato di mano in diverse occasioni, ha rischiato anche di essere smantellato dai nazisti a seguito dell’Anschluss del 1938, prima di essere ceduto al MAK, Museo Austriaco di Arti Applicate nel 1960.
L’interno è stato accuratamente rinnovato negli ultimi anni, quando si è cercato di arredarlo per ritrovare l’autentico spirito romantico del Biedermeier; probabilmente l’unica occasione per vedere com’era arredata un’abitazione viennese dell’epoca. Per il resto il palazzo oggi è utilizzato per mostre ed eventi particolari del MAK, quasi ne fosse una sorta di avamposto.
Ma sono forse i giardini che lo circondano la vera attrattiva del Palazzo: giardini dove si trovano installazioni di artisti contemporanei, come James Turrell e Hubert Schmalix, che alleggeriscono l’atmosfera, a volte pesante del Biedemeyer, dove con la bella stagione non è infrequente incontrare coppiette di innamorati passeggiare o fare un pic-nic seduti sul prato.
Il palazzo è aperto il sabato, da maggio a novembre, dalle 11 alle 18, mentre il giardino è aperto al pubblico, le prime domeniche di giugno, luglio ed agosto, fino alle 21. Ingresso 8 euro.
Foto | Gryffindor

Nel Museo e Galleria d’arte di Darwin, in Australia, tra mandibole di coccodrillo ed opere d’arte dei nativi, c’è una stanzetta buia, dove sono entrata e mi sono messa paura. Dal buio della stanza si è alzata la voce di un mostro famelico, un predatore che si avvicinava sempre più, e copriva l’oscurità con il suo urlo bestiale. Era la voce del ciclone Tracy, che nella notte di Natale del 1974, dalle due di notte fino al mattino, rase al suolo Darwin, costringendo i darwiniani ad un nuovo inizio.
Un museo eclettico, che espone reperti fossili e coccodrilli imbalsamati, imbarcazioni utilizzate dalle popolazioni che vivono, o vivevano,in questa parte di mondo, ed oggetti d’arte dei nativi, cui è dedicato anche un concorso annuale, che premia il vincitore con una somma di denaro, consistente per i nativi, tanto da far diventare popolare il detto “Vinci il concorso, che poi ti fai una Toyota”. Nella fotografia l’opera, una Toyota con il suo guidatore, realizzata interamente con l’erba dei Territori del Nord, che un anno vinse il concorso.
Il Museo è importante per capire il carattere dei darwiniani, che in questo edificio, costruito dopo le distruzioni portate dal ciclone Tracy, ritrovano il proprio orgoglio (quasi a volere dire, noi ci siamo e qui rimaniamo) e il senso di appartenenza, rinforzato con diversi eventi, che durante la dry season (da aprile ad ottobre), riescono a coinvolgere i residenti con le loro famiglie, oltre che i turisti.
Non si viene a Darwin, in Australia, per visitare questo piccolo museo, ma se siete in città, vale sicuramente la visita. E visto che il museo ha anche un punto di ristoro con una splendida vista sulla baia (che da sola vale il fatto di volerci lavorare), il consiglio è di iniziare la visita con il pranzo, proseguire con la visita al museo (due, tre ore massimo), e terminare con la scelta del souvenir da riportare a casa, per poi usciere e prendersi l’aperitivo al Darwin Sky Club, dall’altra parte della strada, con il sole che tramonta sulla baia.
Vedi anche il sito turistico del Territorio del Nord, in italiano, dedicato a Darwin.
Foto | Ben Beiske
L’Iran è un paese medio-orientale che si trova nel sud-ovest asiatico e che spesso è nominato e al centro dei discorsi politici.
Oggi vogliamo concentrarci sulla natura, sui paesaggi e sui luoghi che questo paese è in grado di offrire.
A parlare sono i panorami, i paesaggi che questo luogo ha come vero e proprio patrimonio. Guardate le immagini in questa gallery, guardate l’Iran e la sua natura mozzafiato
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Durante i miei viaggi ho sempre cercato di abbinare la visita delle città e dei monumenti a qualche giorno a contatto con la natura, per ammirare le bellezze del territorio dove mi trovavo. Solitamente quel che mi rimane più impresso è un paesaggio, che sia una splendida baia piuttosto che un promontorio roccioso.
A Istanbul, però, tutto è passato in secondo piano non appena ho varcato la soglia dell’Aya Sofya: nessuna opera dell’uomo prima di allora mi ha colpito in tal modo, tranne forse le Piramidi di Giza.
Ero ben preparato, perchè, prima di arrivare, avevo già letto molto sulla costruzione di questo capolavoro dell’architettura, della sua immensa cupola e dello spazio interno dove convivono da secoli mosaici cristiani e miḥrāb islamiche: eppure sono rimasto ugualmente a bocca aperta.
Lascio parlare le foto, e mi raccomando: se siete a Istanbul non lasciatevi scoraggiare dall’inevitabile fila per l’ingresso, e visitate questo capolavoro che nel corso di secoli è stato prima basilica greco-ortodossa, poi chiesa cristiana, poi moschea, per diventare infine un museo. E quando uscite non dimenticate di ringraziare l’imperatore Giustiniano, che la fece costruire nel 537 d.C.
Foto | eleephotography, firestarter1980
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Probabilmente non andrete a Londra per sentirla suonare. Ma se avete già programmato una sosta nella capitale inglese, magari per il ponte del primo maggio, mettete in agenda, dopo la visita del Cutty Sark e il giretto intorno al The Shard, anche un passaggio al Canada Square Park.
Qui è stato montato, temporaneamente, Eolo, una grande e bizzarra arpa eolica. Si tratta di un’opera d’arte e di uno strumento musicale insieme, che permette di sentire il suono prodotto dai venti che passano attraverso i lunghi tubi montati intorno alla struttura.
A quanto pare si tratta anche di una interessante esperienza visiva, perché dall’interno dell’arco è possibile guardare il cielo e i dintorni attraverso i 310 tubi, cogliendo cambiamenti nella luce altrimenti impercettibili. Insomma, una buona scusa per fare una passeggiata dopo pranzo e per scoprire quest’ansa del Tamigi poco distante dalla O2 Arena.
Arriva l’estate e in molti andranno al cinema all’aperto per assistere alla magia della settima arte sotto al cielo e alle stelle.
Ma in Thailandia, e più preciamente a Yao Noi, ci si è spinti ancora più oltre con un vero e proprio cinema galleggiante. Ideato e progettato dall’architetto Ole Scheeren. Tutta la struttura, tra schermo cinematografico e posti per gli spettatori, ha preso il nome di Archipelago Cinema. Il pubblico è sospeso sull’acqua e assistono alla pellicola trasmessa sullo schermo in un’esperienza sicuramente unica.
L’esperimento è durato quattro giorni e ha attirato curiosi da tutto il mondo, interessati alle discussioni, ai forum e ai film trasmessi durante questo particolare festival. Sono stati utilizzati tutti materiali riciclati e gli oggetti spesi per questo cinema sull’acqua sono stati poi consegnati nuovamente agli abitanti del luogo al termine dei quattro giorni.

La Statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro, votata nel 2007 tra le 7 Nuove Meraviglie del Mondo, uno dei luoghi più visitati di Rio de Janeiro, 40 metri di art déco, installata sui 710 metri del monte Corcovado (il gobbo in portoghese), all’intero della foresta di Tijuca di Rio de Janeiro. Buona Pasqua a tutti.
Chi visita Rio può arrivare fin qua sopra con il tram (se si ha voglia di godere dell’ascesa), con l’auto (se si va di fretta), o a piedi (se si è abbastanza allenati). Quelli del The Rio Times ci consigliano di optare per il tram.




Foto Cyro A. Silva, Artyominc, bossa67, Rodrigo_Soldon, Phillie Casablanca.

Il 21 aprile 2012 torna la Notte della cultura a Stoccolma. Dalle 18 alle 24, 80 tra musei, gallerie, teatri ed altre attrazioni saranno visitabili gratuitamente e proporranno eventi speciali.
Per l’occasione, l’Ente del Turismo Svedese ha creato un percorso che, tra le altre mete, include la Casa della Cultura di Stoccolma, l’Opera Reale, il Nobel Museum, il Municipio di Stoccolma, oltre ad un tour notturno in barca. Dopo il tour si farà festa fino alle 3 della notte allo Studion.
Qui trovate informazioni in inglese sulla Notte della cultura a Stoccolma e sulla città.
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