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Archeologia

Machu Picchu sold out. Troppi turisti per il centenario della scoperta.

pubblicato da debora in: Perù Archeologia

aguas caliente
Quest’anno Machu Picchu festeggia cento anni, tanti ne sono passati dal 24 giugno 1911 quando Hiram Bingham, uno storico statunitense, fu accompagnato dal piccolo Pablo, nel posto dove poi furono scoperte le antiche rovine inca.

Ma i festeggiamenti stanno procedendo nel caos, a causa dell’imprevisto maggior afflusso di turisti peruviani in quest’area, attirati dal centenario del sito. E così caos, ressa e proteste ad ad Agua Calientes, punto di passaggio obbligato per treni e pullman, e a Machu Picchu per le file alla biglietteria, con il concreto rischio di rimanere fuori visto il tetto imposto al numero di accessi al sito (3.400 al giorno, ma l’UNESCO vorrebbe che fossero solo 900). Numero chiuso (400 al giorno) anche per la salita a Huayna Picchu, lo scenografico pan di zucchero che sovrasta la cittadella, anche questo a pagamento, anche questo con code al botteghino.

In tutto questo caos, almeno una buona notizia per i turisti, che (se ci arrivano) possono visitare due nuovi itinerari turistici; il primo parte dalla porta di Machu Picchu, dopo la casa del custode, per raggiungere la Puerta del Sol, il secondo permette di visitare la piazza principale ed il Tempio della Luna; entrambi possono ospitare fino a 400 turisti al giorno.

Foto | Alberto..

Il parco nazionale Bandelier nel New Mexico, USA

pubblicato da debora in: Stati Uniti Archeologia



A soli 45 minuti d’auto da Santa Fe, nello stato del New Mexico, si può raggiungere il Parco Nazionale Bandelier, considerato uno dei più importanti siti archeologici dei nativi americani. Non solo archeologia, ma uno splendido panorama che spazia sul nord dello stato, e diversi percorsi che fanno felici gli amanti della natura.

Antico sito dei Puebloans, abitato per più di 1.000, ancora non si è riusciti a capire i motivi per cui il pueblo fu improvvisamente abbandonato dai suoi abitanti, anche se oggigiorno è ancora onorato dai loro discendenti.

Anche se la città più vicina è Santa Fe, per arrivare qui di solito ci si serve dall’aeroporto di Albuquerque, a circa 150 chilometri; quasi obbligatorio noleggiare un’auto. Come per tutti i parchi americani, si parte dal visitor center, dove potete raccattare mappe ed informazioni; ingresso a 12 dollari la settimana per auto.

Foto sanbeiji | schopie1 | rossneugeboren | Larry1732 | Artotem | Dave Friedel.

I siti Longobardi italiani nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco

pubblicato da Nemo in: Attualità Archeologia

L’Italia, come è ormai stato accertato, non può vantare il 50% dei siti tutelati dall’Unesco. Ma di certo la penisola continua ad ottenere importanti riconoscimenti in questo campo.

Il Comitato del Patrimonio Mondiale Unesco ha infatti deciso di inserire tra i siti tutelati il percorso I Longobardi in Italia. I luoghi del potere: per l’Italia si tratta del 46° sito iscritto nella celebre Lista. Ad essere precisi si tratta di un sito seriale, ossia di più luoghi uniti da una linea rossa, quella longobarda appunto.

Rientrano dunque tra i monumenti tutelati (e che quindi meritano una visita da parte di ogni turista avveduto): il Tempietto Longobardo a Cividale del Friuli; il complesso monastico di San Salvatore - Santa Giulia a Brescia; il castrum di Castelseprio-Torba (Va); il Tempietto del Clitunno a Campello (Pg); la Basilica di S. Salvatore a Spoleto (Pg); la Chiesa di Santa Sofia a Benevento; il Santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (Fg).

Foto | Yellow Cat

Oltre i romani, il teatro sannitico di Pietrabbondante

pubblicato da debora in: Molise Archeologia

Il Teatro di Pietrabbondante
L’Italia porta il segno della civiltà romana in tanti aspetti del nostro vivere quotidiano, che o non ne siamo più coscienti o tendiamo a appiattire il nostro retaggio solo su questi segni; ma l’Italia è tante altre cose, portate da altre civiltà, alcune molto note come quella Etrusca, altre meno come quella del Sannio.

Guardate la fotografia; siamo a Pietrabbondante, oggi Molise, ma in un’epoca lontana, terra del Sannio, di popolazioni che la tradizione romana ci ha tramandato come bellicosa e poco civilizzata. Ora immaginiamoci una città sannitica, forse Bojano, e la sua gente andare a teatro, magari scendendo le scalinate del tempio sovrastante, e godersi lo splendido panorama aspettando l’inizio dello spettacolo. Forse partendo da queste piccole scoperte che si possono rileggere pezzi della nostra storia, depurandola della propaganda di chi alla fine ha vinto.

E se poi non siamo appassionati storici o archeologi, niente paura, perchè basta seguire le indicazioni che Stefano ha lasciato sul suo bel Blog, per scoprire cosa altro può offrire, una passeggiata in un piccolo paese del Molise.

Foto | P1etro.

Apre al pubblico il tempio di Sobek, il dio coccodrilo, a Medinet Madin in Egitto

pubblicato da debora in: Egitto Archeologia

sito archeologico di Madinet Madi
La scorsa settimana le autorità egiziane hanno aperto al pubblico il tempio di Sobek, qui ripreso in una fotografia presente su Wikimedia Commons, a Medinet Madin, nella regione di Fayoum, a sud di Il Cairo. Il sito archeologico si trova all’interno di un parco-naturalistico, cui oggi, anche grazie a finanziamenti italiani, è integrato, offrendo la possibilità ai turisti di conoscere non solo la storia del paese, ma anche i paesaggi desertici, e i suoi abitanti non umani.

La rilevanza archeologica di Medinet Madin deriva dal fatto che si tratta dell’unico tempio esistente risalente al Medio Regno in Egitto, tempio dedicato alla dea-cobra Renenutet ed al dio-coccodrillo Sobek. Il sito rimase frequentato fino al 7° secolo dopo Cristo, anche per la presenza di chiese cristiane copte.

Parte del merito per questo lavoro, lo dobbiamo Edda Bresciani dell’Università di Pisa, che ha lavorato la zona sin dal 1978, ricevendone per questo la Medaglia d’oro della Repubblica per la cultura e la scienza.

Via Egyptology.
Foto | Einsamer Schütze.

Sei navi romane esposte nel Museo delle navi di Fiumicino: chiuso dal 2002!

pubblicato da Nemo in: Roma Attualità Archeologia


Il ritrovamento di reperti e manufatti antichi, come la nave imperiale romana uscita dal fango durante i lavori a Fiumicino, rappresenta sempre una buona notizia, sia per gli storici che per i turisti: un giorno gli oggetti migliori potranno trovare posto in una adeguata esposizione che rientrerà nel programma di viaggio di tanti viaggiatori che, pur non essendo degli esperti di archeologica, potranno immaginare quelle imbarcazioni cariche di soldati romani o di otri pieni di vino e grano.

La speranza che queste testimonianze della nostra storia possano diventare una attrazione turistica sfuma però leggendo quando riportato dal Corriere della sera: Altre 6 imbarcazioni trovate 50 anni fa, sono in una sala che non è visitabile dal 2002.

Proprio così. Altre navi romane sono già state rinvenute negli anni, ma turisti e romani non possono vederle perché il museo è chiuso da 9 anni. E altri pezzi importanti del nostro patrimonio, come la Necropoli di Isola Sacra e il Porto di Claudio e Traiano, sono aperti al pubblico solo sporadicamente. L’Italia disporrà pure del 50% del Patrimonio tutelato dall’Unesco, ma per la sua valorizzazione c’è ancora molto da fare…

Foto | Flickr

Danimarca: il Museo Vichingo di Roskilde

pubblicato da Nemo in: Danimarca Archeologia


Anche se è nota soprattutto per un colossale festival del rock, la città di Roskilde, in Danimarca, vanta un’altra attrazione piuttosto interessante: il Museo Vichingo. O meglio il museo delle navi vichinghe, visto che l’esposizione conta su ben 6 imbarcazioni dell’epoca, ritrovate nel 1962. Chiamate le navi di Skuldelev, nell’XI secolo erano ormeggiate nell’importante scalo marittimo di Roskilde ed ora sono state restaurate ed esposte nel museo.

Sei diverse navi da guerra e da trasporto che permettono di comprendere i sistemi di costruzione e di navigazione dei Vichinghi: i più appassionati possono anche provare l’emozione di una vera crociera vichinga attraverso dei corsi di due giorni che insegnano a condurre questo tipo di natanti (nel caso vi trovaste in vacanza con un vichingo..).

Il Museo è aperto tutti i giorni, dalle 10 alle 16.

La Giordania oltre Petra: Jerash

pubblicato da Nemo in: Arte Giordania Archeologia

jerash, sito archeologico in giordania

L’antica città di Petra è sicuramente una delle mete turistico archeologiche più famose della Giordania, anche se sicuramente non l’unica. Abbiamo già scritto delle imponenti rovine di Umm Qays e oggi ci spostiamo a Jerash (Gerasa), località che dista circa trenta chilometri dalla capitale Amman.

Gerasa è abitata ininterrottamente da oltre 6500 anni e si trova su una pianura circondata da aree boschive collinari e fertili bacini: costituisce una splendida testimonianza della grandezza e delle caratteristiche dell’opera di urbanizzazione condotta dai Romani nelle province dell’impero in Medio Oriente, con strade lastricate, colonnati, templi, teatri, piazze pubbliche, bagni termali, fontane e mura interrotte da torri e porte cittadine.

Oltre alla visita delle vestigia della città (attenzione a scegliere un abbigliamento adatto e a proteggervi dal sole) è possibile godersi lo spettacolo del Roman Army and Chariot Experience: quarantacinque legionari in armatura impegnati in una rappresentazione delle tattiche di sfondamento e combattimento dell’esercito romano e numerose bighe che si sfidano nella classica corsa intorno all’antico ippodromo. Lo spettacolo viene rappresentato due volte al giorno, alle 11 e alle 15 (14 durante i mesi invernali), tranne il venerdì.

Foto | ACaDeMiK

jerash, sito archeologico in giordania jerash, sito archeologico in giordania jerash, sito archeologico in giordania

Cosa vedere a Roma: gli scavi di Palazzo Valentini

pubblicato da debora in: Roma Archeologia

Palazzo Valentini
Guardate bene questa foto che ho “rubato” dal sito della Provincia di Roma, l’ente a cui dobbiamo questa piccola gemma, che si è unita all’immenso patrimonio archeologico di Roma; si tratta di scavi reali o di una foto-tarocco via photoshop? Nessuna delle due, perchè la fotografia è reale, è la realtà ad essere virtuale, almeno in parte.

Ed anche se non sta bene, per una volta cito un mio post di qualche tempo fa. “Un sito archeologico straordinario, due domus patrizie confinanti con il Foro di Trainano, sulle quali si cammina sospesi su dei vetri infrangibili, tra terme primate, marmi policromi e resti di strade e mosaici recuperati all’oblio del tempo. Il senso di una vita per un archeologo, che però difficilmente arriva al cuore e alle menti di noi, non addetti ai lavori. Invece questa volta, grazie alle tecnologie utilizzate (ne ha parlato Francesco), ed alla voce narrante di Piero Angela, veramente evocativa, non si guardava la storia, non la si studiava, ci si era letteralmente immersi dentro. ”

La notizia è che la mostra è diventata permanente (io ci tornerò sicuramente), per cui non abbiamo più scuse; il giro dura solo mezz’ora, Palazzo Valentini si trova nelle adiacenze di Piazza Venezia, il costo, anche in rapporto a quello che si vive, è abbordabile (6 euro, 4 i ridotti), per cui non sono ammesse scuse. Se passate a Roma dovete proprio passare a vedere questi scavi; non ve ne pentirete.

In bicicletta alla scoperta dell'Umbria etrusca

pubblicato da Nemo in: Bicicletta Umbria Archeologia


Passione per i pedali, buona resistenza fisica e ragionevole interesse per il popolo Etrusco e le magnifiche tracce che ha lasciato nella verde e accogliente Umbria. Se possedere queste caratteristiche ed anche una buona bicicletta potrete apprezzare gli itinerari del percorso Gli Etruschi in Umbria.

Si tratta di 7 possibili occasioni di pedalare scoprendo siti archeologici, resti, musei e località importanti per la storia etrusca: il Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte di Marsciano, la Tomba del Faggeto tra i boschi di Perugia, l’Antiquarium di Corciano, la Necropoli di Caldane a Orvieto, Ipogeo dei Volumni a Perugia (nella foto)…

Se a tutto questo aggiungete il piacere di una piacevole escursione in bicicletta che può agevolmente comprendere anche taverne, ristornati e cantine della zona, il vostro programma per la prossima primavera è bello e pronto. Se poi non avete voglia di pedalare oppure l’Umbria vi rimane fuori mano, qui potete godervi un interessante tour virtuale dell’Ipogeo dei Volumni!