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Archeologia

Il Colosseo vale almeno 200 milioni di euro, non 25!

pubblicato da debora in: Roma Archeologia Polemiche

Colosseo nel 1858

200 milioni di euro è il valore che avrebbe il Colosseo, o meglio, il brand del Colosseo, di cui si potrebbe fregiare la Tod’s di Della Valle, che ne avrebbe l’esclusiva per 15 anni, se fosse confermata la validità del concorso indetto da Roma Capitale per i restauri dell’Anfiteatro Flavio, vinto dalla società di scarpe per 25 milioni di euro, almeno secondo il parere di UIL Beni e Attività Culturali.

Restauri; che il Colosseo, uno dei siti archeologici più visitati al mondo (consiglio vivamente di acquistare i biglietti on-line, per evitare le lunghissime file) necessiti di restauri, è sotto gli occhi di tutti, e per la verità i lavori sarebbero dovuti iniziare a marzo di quest’anno, completamente finanziati da Tod’s, ma a questo punto la vicenda si complica.

Rilievi; il Garante per la Concorrenzaha sollevato dubbi sulla correttezza della procedura adottata, che ha dato solo 48 ore ai concorretti (Ryanair e Finit) per fornire proposte alternative, ma il Condacons ha presentato anche un ricorso al TAR, che a questo punto, per la propria decisione, potrebbe anche tener conto del parere, non vincolante, del Garante.

Foto del 1858 di Tommaso Cuccioni dove si vede ancora la Meta Sudans.

Sicilia antica: Archeotrekking con la Rotta dei Fenici

pubblicato da Barbara in: Sicilia Archeologia


Siete abili camminatori e vi appassionano la storia e l’architettura antiche? Ancora meglio se collocate nel cuore del Mediterraneo? Ecco l’esperienza di viaggio che fa per voi, proposta da La Rotta dei Fenici, un’associazione che promuove il viaggiare con lentezza, per riscoprire il gusto della natura vista da vicino e per assaporare con più intensità i valori culturali dei luoghi che si visitano.

Tra gli itinerari che potete trovare in offerta, vi segnalo I Templi di Selinunte, da fare specialmente all’inizio della primavera e dell’autunno, nel Parco Archeologico di Marinella di Selinunte vicino a Mazara del Vallo. Sempre in Sicilia è proposto il trekking urbano La città della Scienza, tra le mura elimo-puniche e le architetture medievali del centro storico di Trapani.

A Favignana invece il tour La Grande Farfalla, nell’isola nota per le cave di tufo ecco un’escursione per i più allenati, che passa per le calette e tocca l’antico porto fenicio di Cala Rossa e il forte normanno di Santa Caterina. Infine vi segnalo il tour alla foce del Fiume Belice, vicino a Selinunte, una riserva naturale che ospita specie rare di insetti e la tipica vegetazione palustre, e che però offre anche notevoli reperti di archeologia industriale, con i resti di un’antica ferrovia.

Ancora un crollo a Pompei, cade una colonna della casa di Octavius Quartio

pubblicato da debora in: Campania Archeologia

Casa di Octavius Quartio

Ancora un crollo a Pompei, denunciata dopo un sopralluogo dalla soprintendente speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei; questa volta a crollare è stata una colonna della casa di Octavius Quartio, erroneamente indicata come la casa di Loreio Tiburtino; è caduto uno dei pilastri del pergolato del giardino della casa, forse uno di questi ripresi nella fotografia tratta da Wikimedia Commons.

La sopraintendente ha dichiarato all’Ansa: “I motivi del crollo? c’è un sequestro e si capirà’. Questa area e’ stata scavata negli anni ‘50 da Amedeo Maiuri, poi ha avuto restauri negli anni ‘80 e da allora più’ nulla, i lavori del commissariamento non hanno interessato questa parte. Certo e’ il fatto che il primo problema di Pompei resta la messa in sicurezza. Sicuramente il pilastro crollato della giardino nella casa di Loreio Tiburtino e’ un elemento isolato, non portante, quindi la sua caduta non ha causato altri danni” nota la soprintendente”

I crolli; degli ultimi crolli ne abbiamo parlato anche qui su Travelblog, ma Campanotizie ha fatto qualche conto in più, e si scopre che dal 2003 si sono verificati ben 9 crolli, compresa la colonna della cui caduta si è saputo ieri.

105 i milioni finanziati dall’Unione Europea per i lavori di restauro di un’area archeologica che non è solo italiana ma patrimoni dell’umanità, annunciati a novembre di quest’anno. I lavori, annunciati una prima volta per la primavera del 2012, non inizieranno prima di ottobre 2012, per i tempi tecnici necessari per espletare la gara di appalto. Speriamo bene, e che i lavori inizino, altrimenti non ci rimarrà che risotterrare tutta l’area, per preservarla per le future generazioni.

Foto Magistermercator.

Nuovamente visitabile il Sepolcro degli Scipioni a Roma

pubblicato da debora in: Roma Archeologia

Entrata al sepolcro degli Scipioni

L’elmo di Scipio, non è un caso che i patrioti che fecero l’Italia decisero di indossare l’elmo di Publio Cornelio Scipione, e non quello di altri che fecero la grandezza di un impero. Perché è con l’Africano che la Repubblica Romana raggiunge il massimo splendore, perchè era l’idea repubblicana quella che anche colui che aveva sconfitto uno dei più grandi condottieri di sempre, Annibale, terminato l’imperio, tornasse ad essere uno dei tanti. Una grande famiglia romana, uno dei più grandi generali che Roma abbia mai avuto.

Sabato 17 e domenica 18 dicembre apertura eccezionale del Sepolcro degli Scipioni, sull’Appia Antica (vicino a Porta San Sebastiano), con entrata gratuita e prenotazione obbligatoria allo 060608 del Comune di Roma. Poi dal 2012 (ma forse ci saranno altre aperture straordinarie sotto Natale) il sepolcro sarà visitabile tutti i sabati, dalle 9,30 alle 12,30, sempre su prenotazione.

Sarcofagi illustri, ad iniziare dal III secolo avanti Cristo (anche se quello più vecchio di Scipione Barbato è una copia dell’originale custodito in Vaticano), ma anche i resti di una villa romana, di un colombario, ora di nuovo accessibili al pubblico dopo 19 anni di restauro.

Foto pippo-b.

La rocca ed il palazzo di Sigiriya, nello Sri Lanka

pubblicato da debora in: Sri Lanka Archeologia In Asia



Unesco; incuriosita da un post di Carmine, dove si parlava dei monasteri più affascinanti del mondo, ho scoperto che il sito archeologico di Sigiriya, che è una rocca, ma anche una fortezza, palazzo, e monastero, è uno dei 7 siti dello Sri Lanka protetti dall’Unesco, come eccezionale testimonianza del regno di Kassapa I (V secolo d.C.).

La rocca di Sigiriya, alta 370 metri, è il resto indurito, a lungo eroso dai venti e dalle piogge, di un’antica eruzione vulcanica. La rocca si erge alta sopra la pianura circostante, ed è visibile per chilometri da ogni direzione. Situata nel centro del paese, dove si trovano anche le altre più importanti testimonianze archeologiche del paese, dista poco più di 160 chilometri dalla capitale Colombo (ma c’è anche un aeroporto).

Foto HeroicLife | Walter Saporiti | TushyD | StretchyBill | Santhosh Janardhanan | ashan_algama | Paul Mannix| Ela112 | Shoka | Jalo.

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A spasso tra le fortezze della Defence Line intorno ad Amsterdam

pubblicato da Barbara in: Olanda Archeologia


La Defence Line of Amsterdam (de Stelling van Amsterdam) è la cintura di fortezze che proteggeva la città storicamente per secoli e secoli; è un circuito di 135km che fa cerchio intorno ad Amsterdam, le costruzioni che lo compongono fanno parte dei siti dell’Unesco dal 1996, e se vi trovate ad Amsterdam e dintorni, in poco tempo potrete fare così un tuffo nel passato. Un tuffo davvero, perchè si tratta di costruzioni erette in aree inondate dall’acqua per essere ancora più difficili da espugnare.

Per esempio Weesp, un’antica cittadina che contiene una fortezza oltre a offrire la possibilità di giocare a golf e godersi il relax nella Spa. Oltre a ciò, qui potrete vedere dei monumentali mulini a vento, e dopo averli visitati potrete acquistare farine biologiche di tutte le varietà.

Ma tornando alle 36 e più fortezze, ai bunker, ai cannoni e alle memorabilia di guerra, a Naarden troverete una vera e propria città/fortezza che al suo interno ospita pure il Museo delle fortezze olandesi, per vedere come si svolgeva la vita all’interno di essa più o meno 600 anni fa e da lì a venire; a tutt’oggi comunque, le fortezze della Defence Line sono spesso utilizzate per ospitare eventi sportivi o gastronomici come le degustazioni di vini.

Foto | Flickr

Ricostruire il Tempio G di Selinunte: fanta archeologia o semplice spreco di soldi pubblici?

pubblicato da Nemo in: Attualità Sicilia Archeologia


Ricostruire l’antichissimo Tempio G di Selinunte per farlo tornare al suo antico splendore. Sarebbe questo l’ambizioso progetto di alcuni studiosi, che appoggiati dalla Regione Sicilia vorrebbero rimettere insieme i pezzi ora disseminati su un’area vastissima per giocare con la Lego e riassemblare l’edificio dedicato a Zeus.

Un modo per ridare smalto all’area archeologica e per rilanciare anche il turismo in questa zona della Sicilia, che però trova più di un critico. Infatti pare che nel 409 A.C., quando Annibale distrusse la colonia, il Tempio G non fosse stato neppure terminato. Questo significa che la sua ricostruzione integrale sarebbe da un lato impossibile e dall’altro una forzatura che porterebbe in vita non un edificio crollato ma una copia di come sarebbe stato se fosse stato realizzato.

Inoltre, di fronte ai tanti siti archeologici, monumenti e palazzi che, pur non essendo ancora ridotti a macerie, restano abbandonati e umiliati, viene da chiedersi quale sia l’utilità e l’interesse di rimettere insieme 6 mila metri quadrati di pietre aspettando che altri edifici ancora integri crollino …

Sul Giornale dell’Arte, tanto per fare un esempio, leggiamo che dal tempio greco di Hera, a Selinunte, cadono parti del cemento usato per restaurarlo nel 1959 quando i giganteschi blocchi di marmo vennero rimessi in piedi. Da tempo interdetto ai visitatori e recintato, oggi il colosso mostra i tondini di ferro usati per collegare i massi.

Dunque un tempio che è stato già ricostruito è chiuso al pubblico e viene lasciato crollare mentre se ne ricostruisce uno crollato oltre 2 mila anni fa… E voi, da turisti e appassionati frequentatori di siti archeologici, cosa pensate di questo progetto (per il quale già sarebbero pronti 8 milioni di euro di fondi regionali) ?

Foto | Flickr

Machu Picchu sold out. Troppi turisti per il centenario della scoperta.

pubblicato da debora in: Perù Archeologia

aguas caliente
Quest’anno Machu Picchu festeggia cento anni, tanti ne sono passati dal 24 giugno 1911 quando Hiram Bingham, uno storico statunitense, fu accompagnato dal piccolo Pablo, nel posto dove poi furono scoperte le antiche rovine inca.

Ma i festeggiamenti stanno procedendo nel caos, a causa dell’imprevisto maggior afflusso di turisti peruviani in quest’area, attirati dal centenario del sito. E così caos, ressa e proteste ad ad Agua Calientes, punto di passaggio obbligato per treni e pullman, e a Machu Picchu per le file alla biglietteria, con il concreto rischio di rimanere fuori visto il tetto imposto al numero di accessi al sito (3.400 al giorno, ma l’UNESCO vorrebbe che fossero solo 900). Numero chiuso (400 al giorno) anche per la salita a Huayna Picchu, lo scenografico pan di zucchero che sovrasta la cittadella, anche questo a pagamento, anche questo con code al botteghino.

In tutto questo caos, almeno una buona notizia per i turisti, che (se ci arrivano) possono visitare due nuovi itinerari turistici; il primo parte dalla porta di Machu Picchu, dopo la casa del custode, per raggiungere la Puerta del Sol, il secondo permette di visitare la piazza principale ed il Tempio della Luna; entrambi possono ospitare fino a 400 turisti al giorno.

Foto | Alberto..

Il parco nazionale Bandelier nel New Mexico, USA

pubblicato da debora in: Stati Uniti Archeologia



A soli 45 minuti d’auto da Santa Fe, nello stato del New Mexico, si può raggiungere il Parco Nazionale Bandelier, considerato uno dei più importanti siti archeologici dei nativi americani. Non solo archeologia, ma uno splendido panorama che spazia sul nord dello stato, e diversi percorsi che fanno felici gli amanti della natura.

Antico sito dei Puebloans, abitato per più di 1.000, ancora non si è riusciti a capire i motivi per cui il pueblo fu improvvisamente abbandonato dai suoi abitanti, anche se oggigiorno è ancora onorato dai loro discendenti.

Anche se la città più vicina è Santa Fe, per arrivare qui di solito ci si serve dall’aeroporto di Albuquerque, a circa 150 chilometri; quasi obbligatorio noleggiare un’auto. Come per tutti i parchi americani, si parte dal visitor center, dove potete raccattare mappe ed informazioni; ingresso a 12 dollari la settimana per auto.

Foto sanbeiji | schopie1 | rossneugeboren | Larry1732 | Artotem | Dave Friedel.

I siti Longobardi italiani nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco

pubblicato da Nemo in: Attualità Archeologia

L’Italia, come è ormai stato accertato, non può vantare il 50% dei siti tutelati dall’Unesco. Ma di certo la penisola continua ad ottenere importanti riconoscimenti in questo campo.

Il Comitato del Patrimonio Mondiale Unesco ha infatti deciso di inserire tra i siti tutelati il percorso I Longobardi in Italia. I luoghi del potere: per l’Italia si tratta del 46° sito iscritto nella celebre Lista. Ad essere precisi si tratta di un sito seriale, ossia di più luoghi uniti da una linea rossa, quella longobarda appunto.

Rientrano dunque tra i monumenti tutelati (e che quindi meritano una visita da parte di ogni turista avveduto): il Tempietto Longobardo a Cividale del Friuli; il complesso monastico di San Salvatore - Santa Giulia a Brescia; il castrum di Castelseprio-Torba (Va); il Tempietto del Clitunno a Campello (Pg); la Basilica di S. Salvatore a Spoleto (Pg); la Chiesa di Santa Sofia a Benevento; il Santuario Garganico di San Michele a Monte Sant’Angelo (Fg).

Foto | Yellow Cat